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Gli ultimi consigli (fuori ordinanza) per l’esodo/3 – Attenti ai cantieri!

“Abbiamo rimosso i cantieri per non creare intoppi all’esodo estivo”, annunciano trionfanti i gestori di strade ogni estate, precisando poi che in alcuni punti non si è potuto rimuovere tutto. Quest’anno, Autostrade per l’Italia e la Polizia stradale informano che sui cantieri rimasti aperti sono stati predisposti piani specifici per il controllo della velocità. I controlli sono presegnalati, anche sui pannelli a messaggio variabile e i limiti – dettati da una specifica direttiva che riguarda i cantieri – sono “quasi” ragionevoli. In ogni caso, i controlli sono dovuti ai troppi episodi in cui gli operai al lavor sono stati travolti da chi sfrecciava come se si trovasse su una carreggiata sgombra. Ma questa campagna non eviterà nuove tragedie. Ecco perché.

Restando in ambito autostradale, tra le imprese che si aggiudicano gli appalti per i lavori c’è maretta per i prezzi bassissimi che vengono loro imposti. I ribassi rispetto al capitolato-base arrivano anche al 60% e c’è il sospetto è che chi vince sia poi costretto a risparmiare su tutto. Anche sulla sicurezza dei propri dipendenti e degli utenti della strada. Per giornalisti e guidatori non è facile verificarlo, anche perché entrare sui cantieri in autostrada è vietato se non si ha un’autorizzazione. Così, nel dubbio, è bene mantenersi molto prudenti.
Sulla viabilità ordinaria va ancora peggio: se in autostrada ci sono pattuglie che passano per tutta la giornata e possono verificare almeno se il cantiere è debitamente segnalato, sulle strade extraurbane mancano totalmente i controlli. E i risultati si vedono: per esempio, martedì mattina presto sulla statale 100 (Bari-Taranto) mi sono imbattuto in operai che lavoravano senza segnaletica né giubbotti. Ho intuito che avrebbe potuto trattarsi di un cantiere solo perchè ho visto il loro furgone di servizio accostato sulla destra. Ma avrei anche potuto pensare che si trattasse di qualcuno fermo per una telefonata e in quel caso avrei rischiato di travolgere gli operai che lavoravano poco più avanti. Fate sempre attenzione, dunque, quando c’è un veicolo fermo. E mantenetevi prudenti per qualche centinaio di metri anche dopo che lo avete oltrepassato.
In ogni caso, i cantieri creano scompensi. Anche quando vengono rimossi. Perché può capitare che gli operai dimentichino di rimuovere un segnale, come quello di limite di velocità. O possono mantenerlo deliberatamente, perchè in quel punto l’asfalto si è rovinato (ma in quel caso dovrebbero poi collocare un altro segnale di “via libera”, che indichi la fine del pericolo). Come distinguere tra cartelli dimenticati e cartelli giustificati. Purtroppo non è possibile. Si può solo imprecare contro la sciatteria altrui.

  • alexmrg |

    Una proposta (un poco) provocatoria per i cantieri autostradali.
    Il problema è costituito dalla parzializzazione della carreggiata con i problemi di contiguità con il traffico ordinario che ne derivano, motivo per cui il segnalamento temporaneo diviene sempre più complesso e non sempre efficiente.
    Ma proviamo ora a ribaltare l’approccio: e se invece di parzializzare la carreggiata provassimo a dirottare il traffico ordinario su strada di servizio adiacente? avrebbe il vantaggio di essere già fisicamente separata quanto meno dai dispositivi di ritenuta permanenti.
    Come? proviamo a riconsiderare la funzione della banchina di DX (o della corsia di emergenza, se esistente): tale corsia serve appunto per il deflusso in condizioni di emergenza, che di fatto si verifica solo in caso di incidente che è evento "statisticamente raro" (i veicoli fermi al margine della carreggiata con esposizione di "triangolo rosso" ormai non si vedono più da anni e le aree di sosta sono capillarmente diffuse); del resto la banchina in SX ha larghezza di 70 cm. ed assolve perfettamente alle funzioni della circolazione ordinaria.
    Allora proviamo a fare una somma: 2×3 metri (corsie di emergenza) + 2,60 metri (spartitraffico) – 2×0,7 metri (banchina DX eguale a quella in SX) = una fascia di 7,2 metri, sufficiente (se riportata al margine interno) per una carreggiata di servizio a due corsie (ovviamente con velocità di progetto inferiore).
    Unici interventi necessari in caso di cantiere un flesso di immissione ed uno in uscita. Vantaggi? separazione fisica del cantiere e nessuna interferenza.

    [risponde Maurizio Caprino] La parzializzazione della carreggiata non è l’unico problema: i lavori disolito fanno finire detriti sull’asfalto, per cui il coefficiente di aderenza peggiora (è anche per questo che vicino ai cantieri occorre andar piano) e aumenta il rischio di vedersi "sparare" sassolini contro il parabrezza (ottimo deterrente per mantenere una distanza di sicurezza).

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