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Le nuove multe – Ecco perché i conti non vi tornano

C’era chi riferiva 500 euro e chi 2.000. Sulle nuove multe introdotte dal decreto Bianchi per chi supera di oltre 60 chilometri orari i limiti di velocità, i mezzi d’informazione hanno davvero seminato confusione tra gli italiani. Idem per le nuove sanzioni in materia di alcol alla guida. Così – esattamente come è sempre accaduto -è stato seminato il panico, parlando di punizioni tremende che però poi di fatto non si applicheranno mai (nemmeno a chi viene effettivamente colto in fallo). Poi la pratica di tutti i giorni svelerà la verità ma, soprattutto, convincerà ancora di più gli italiani che i proclami a mezzo stampa sulla sicurezza stradale servono a ben poco. Così il prossimo decreto legge sulla materia (verrà anche quello, c’è da giurarci) avrà effetti deterrenti ancora minori di quelli che lo hanno preceduto in questi anni. Dunque vale la pena spiegare il meccanismo di applicazione delle sanzioni, per capire a cosa si va davvero incontro.

I mezzi d’informazione hanno “sparato” sanzioni a vanvera perché hanno preso pari pari i comunicati stampa del Governo, senza chiedersi davvero come si applicano le sanzioni del Codice della strada. I comunicati (esattamente come il decreto Bianchi, per carità) riportavano diligentemente che per chi supera di oltre 60 orari i limiti di velocità, tra le altre sanzioni, c’è una multa da 500 a 2.000 euro. Ovviamente poi sui giornalisti fa più presa la cifra più alta e si riferisce solo quella. La verità è che (quasi) tutte le sanzioni pecuniarie previste dal Codice della strada hanno natura amministrativa e sono comprese tra un minimo e un massimo quadruplo rispetto al minimo. In teoria, dovrebbe essere il prefetto a decidere (in base alla gravità dell’infrazione, alla personalità del trasgressore eccetera), ma nella pratica (salvo che per infrazioni gravi oppure “odiose”, come il non fermarsi all’alt) è sempre possibile il “pagamento in misura ridotta”: basta effettuare il versamento entro 60 giorni e si ha diritto a pagare il minimo. Ecco perché “Il Sole-24 Ore” in genere riporta solo i valori minimi.
Discorso diverso per i pochi casi di sanzioni penali previsti dal Codice della strada, come quelli di guida sotto l’effetto di alcol o droga: qui è sempre il giudice a decidere tra massimo e minimo e per questo “Il Sole-24 Ore” riporta entrambi i valori. In ogni caso, tenete presente che le pene sono quasi sempre nominali: un incensurato (come la maggior parte dei conducenti) va realmente in galera solo se riporta una condanna ad almeno due anni, che è già un periodo esorbitante per un reato stradale. Inoltre, il decreto Bianchi ora prevede esplicitamente che la pena per chi guida sotto l’effetto di alcol o droga, possa essere commutata in lavoro gratuito nei centri traumatologici, anche per rendersi conto di persona di quali sono le reali conseguenze degli incidenti: speriamo che tecnicamente questa pena alternativa si riveli applicabile (ho i miei dubbi), perché sarebbe davvero una bella lezione di vita.
Anche per i periodi di sospensione della patente è necessario riportare sempre un minimo e un massimo: tutte le infrazioni che prevedono la sospensione (sia quelle punite come illeciti amministrativi sia quelle considerate reati), comportano che sia sempre il prefetto o il giudice a decidere, anche quando l’interessato paga e non presenta ricorso. La valutazione avviene generalmente in base alla gravità del caso singolo, per cui è difficile che un guidatore mediamente assennato (che quindi trasgredisce, ma mai in modo clamoroso) riporti il massimo della sanzione.

  • marc |

    come al solito chiacchere..e danni…per quanto riguarda la guida in stato di ebrezza o sotto l’effetto di stupefacenti sono molto d’accordo…ma per l’eccesso di velocita e tutto come al solito mooolto ridicolo e per noi decisamente antipatico….alla fine si cerca sempre di rastrellar soldi ma di vera sicurezza non vedo assolutamente nulla di nulla il buoio piu totale

  • alexmrg |

    Non sono i conti economici a “non tornare” ma quelli di merito. Vediamo.
    1) art. 1,2,4,5: stante la sostanziale costanza dei controlli con Agenti e l’estensione di quelli automatici, la probabilità di essere controllati rimane di fatto invariata e molto al di sotto del necessario; ne faranno le spese i pochi “sfortunati” che vi incapperanno con l’effetto sociale negativo della crescente disparità di trattamento.
    2) art. 2: il rapporto potenza/peso non risulta essere “causa” di incidentalità (statisticamente dimostrabile) in alcun Paese al mondo; restano invariati tutti i deficit di competenza dei neo-patentati per effetto della insufficiente formazione tecnica e regolamentare alla guida, imputabile all’insufficiente impianto normativo complessivo, su cui il decreto per nulla incide.
    3) art. 3: paradossalmente, sono colpiti proporzionalmente meno gli eccessi maggiori di velocità (basta fare pochi calcoli per verificare) finendo per rendere conveniente per i conducenti gli eccessi maggiori in un’ottica costi/benefici (11 km/h di eccesso è sanzionato come 40 km/h): lascio ad altri la valutazione se sia punito troppo l’eccesso inferiore o troppo poco quello superiore; osservo inoltre che viene mantenuta l’incivile asimmetria tra Amministrazioni e conducenti (la prescrizione per le Amministrazioni di ripristinare i limiti al venire meno delle cause che li hanno originati – art. 142 comma 2 CdS non viene sanzionata, mentre dovrebbe, e non si hanno notizie storiche di rivalsa).
    L’effetto complessivo sembra essere dunque insignificante dal punto di vista della sicurezza stradale. Meriterebbe una sonora censura.

    [risponde Maurizio Caprino] Concordo su tutto, tranne sulla prima parte del punto 3: prima era molto peggio. Infatti, tra un eccesso di 41 chilometri orari e uno di 100 o 200 non c’era alcuna differenza, se non la lunghezza del periodi di sospensione della patente (fissato dal prefetto -in casi normali- tra un minimo di uno e un massimo di tre mesi, in relazione alla gravità dell’infrazione). Ora, se non altro, la fascia in cui, non essendoci un limite superiore, "conviene" andare al massimo non parte più da 41 km/h sopra il limite ma da 61.
    Quanto alla sonora censura che il decreto merita, lo stiamo facendo sul Sole: da sabato a oggi – escluso il numero di lunedì – abbiamo segnalato anche alcuni effetti paradossali che la fretta di fare il decreto sta causando. Datemi il tempo per respirare e scriverò tante altre cose su questo blog. Spero già da domani.

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