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La Ue si preoccupa dei nostri bagagli. E noi?

In Italia c’è sempre tanta differenza tra Paese legale e Paese reale. Ma talvolta in campo automobilistico non è che in Europa vada meglio. Ecco una storiella emblematica. Il 22 febbraio scorso, il Consiglio della Ue ha approvato il Regolamento sui “dispositivi di separazione destinati a proteggere i passeggeri dallo spostamento dei bagagli”, proposto dall’Onu. La norma si riferisce a reti e grate che si comprano come accessori a parte e sono in grado di trattenere i bagagli sui veicoli dove il bagagliaio non è separato dall’abitacolo. Certo, questa separazione nuoce alla versatilità di carico. Proprio la dote che da oltre dieci anni ha regalato un grande successo di mercato a station wagon, monovolume e suv. Solo che poi pochi si ricordano che, in caso d’incidente, una valigia, una bici o qualsiasi altro oggetto duro presente nell’abitacolo si trasforma in un proiettile o una spada in grado di uccidere i passeggeri.

Non se ne ricordano nemmeno i giornali specializzati, che spesso lodano la versatilità delle auto che provano senza ricordare che i bagagli vanno vissati per bene.
Così non stupisce se ora, con i primi esodi di stagione, si vedano in giro auto con passeggeri e bagagli che “convivono” pericolosamente. Apparentemente è tutto a posto, ma bisogna fare uno sforzo per immaginare come verrebbero spostati gli oggetti a seguito di un urto (ammettendo che siano solo essi a muoversi, perché gli occupanti dell’abitacolo dovrebbero avere tutti le cinture allacciate): in un frontale, vengono in avanti alla stessa velocità alla quale procedeva l’auto. Se non è ancora chiaro, rispondete a questa domanda: rimarreste sotto un balcone dal quale hanno appena gettato un oggetto non leggero?
Il vizio non è solo italiano. Basta vedere le auto dei turisti stranieri che cominciano ad affollare le nostre strade: poche montano divisori per proteggere i passeggeri. Quindi, la Ue si è preoccupata di adottare un Regolamento che verosimilmente rimarrà nel dimenticatoio. Anche perché i controlli sono di fatto impossibili (si può giusto multare qualcuno che viene fermato ogni tanto e in ogni caso le sanzioni sono lievi). L’unica speranza è che qualche produttore di divisori non sappia avviare una campagna di stampa e pubblicitaria martellante, intelligente e, perché no, spregiudicata.