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Pericolo scampato, il limite di velocità non scende

Meno male. Passata la fase più acuta di quest’ennesima ondata di polemiche sulle stragi del sabato sera sulle strade, il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi sembra aver fatto retromarcia sulla più emozionale delle misure che aveva preannunciato: l’abbassamento a 120 orari del limite di velocità in autostrada. Sarebbe stata una cosa inutile, se non altro perché raramente le stragi del sabato sera accadono in autostrada. E, in compenso, avrebbe rischiato di far aumentare le vittime dei colpi di sonno negli altri giorni della settimana.

Così la prossima settimana Bianchi porterà all’approvazione del Consiglio dei ministri un pacchetto più complesso e articolato: patente a punti più severa, introduzione del sistema dei punti anche sul patentino (quello che da pochi anni i giovani devono avere per poter guidare motorini e microcar), limite di età alzato a 16 anni per guidare le microcar, messa in sicurezza delle 11 strade più pericolose d’Italia (per numero d’incidenti al chilometro), riordino della segnaletica e inasprimento delle sanzioni penali per chi guida sotto l’effetto di droga o alcol. Sì, sanzioni penali. Perché droga e alcol al volante sono sempre stati reati, ma nella pratica le condanne sono sempre state tanto miti che persino illustri commentatori mostrano di non sapere che chi viene beccato deve andare davanti al giudice penale. Sembra addirittura che non lo sapesse nemmeno Bianchi, almeno a leggere una sua intervista pubblicata oggi da un quotidiano; la speranza è che sia stato solo un fraintendimento dell’intervistatore.

Comunque, sarà un pacchetto complesso per affrontare un problema complesso. Spesso sui giornali o nei dibattiti su radio e tv si è costretti a semplificare. Con questo blog, invece, sarà possibile andare più a fondo. Grazie ai vostri commenti, scopriremo insieme che ogni soluzione proposta ha le sue controindicazioni e, spesso, un’incompatibilità di bilancio con quel troppo poco che in Italia si spende per la sicurezza stradale.

 

 

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  • Luca |

    Ci sono dei tratti di strade statali il cui limite di percorrenza è 30Km orari dove tutti girano a più del doppio della velocità consentita.
    Provate a rispettare la velocità dichiarata e vi accorgerete di quanto rischiate!

  • roberta |

    la cilindrata massima per i neopatentati quando andra in vigore? dato che devo fare la patente a giugno e mi servono informazioni…
    [risponde Maurizio Caprino] Al momento è impossibile prevedere SE tutti i contenuti del disegno di legge andranno in vigore (nei passaggi parlamentari può succedere di tutto, compreso che cada il Governo, come ha dimostrato l’improvvisa crisi politica di un mese fa), a maggior ragione è impossibile sapere QUANDO. Sui tempi, inoltre, c’è sempre l’incognita legata alla messa in calendario della discussione in Parlamento, che risente sempre delle urgenze politiche del momento. Per giunta, questa è una materia che ha una certa prese sul pubblico e tocca interessi di molte lobby, per cui -anche ammettendo che la discussione sia calendarizzata presto- tra emendamenti e dibattito i tempi possono allungarsi a dismisura. Questo è il motivo per cui di solito i Governi, per essere certi che un provvedimento entri in vigore, usano lo strumento del decreto legge anche quando non ci sono i motivi di urgenza che sono gli unici a giustificare l’uso di questo strumento legislativo.

  • Beppe |

    Ma i limiti di velocità vanno rispettati…si o no?
    [risponde Maurizio Caprino] In linea di massima, sì. E’ vero che i limiti possono essere assurdamente bassi, ma è altrettanto vero che la stragrande parte dei conducenti non ha la preparazione necessaria per arrogarsi il diritto di giudicare. Inoltre, ciò che sembra basso al signor Rossi è invece altissimo per il signor Bianchi. Quindi,l’unico modo per mettere tutti d’accordo è rispettare i limiti.
    Ma il problema è soprattutto un altro. Come ho cercato di spiegare in alcuni post (tra cui "Il limite giusto? Non esiste"), i limiti non vanno né rispettati né violati: vanno semplicemente smitizzati. Infatti, tutti li interpretano come soglie aldisotto delle quali non può accadere nulla e aldisopra si rischia. Ancora peggio, sui limiti si gioca buona parte della comunicazione in materia di sicurezza: se un Governo vuol fare la faccia feroce, abbassa i limiti, a prescindere dai controlli di velocità o da altre iniziative che incidano davvero sul problema (dalle multe a chi non usa la freccia alla revisione della segnaletica ingannevole). In realtà, un limite può essere adeguato o non adeguato secondo il momento: dipende dal traffico, dal rispetto delle distanze di sicurezza, dalle condizioni dell’asfalto eccetera. Estremizzando il concetto, se tutti sapessero guidare, sarebbero anche in grado di valutare da sé la velocità da tenere e non ci sarebbe bisogno di limiti.

  • Marco lucidi |

    Gent. Dr. Caprino

    Premetto che ritengo limiti e controlli sulle strade assolutamente necessari. Una certa cultura della velocità, spesso prepotenza e arroganza devono essere repressi. Ma quello che concretamente accade sulle strade italiane è ben diverso. Si parte da un indiscutibile principio per arrivare ad una concretizzazione persecutoria e spesso priva di risultati.

    1) Strade ordinarie:
    escludendo chi corre a velocità fuori da ogni logica, sarebbe opportuno passasse un principio generale di civiltà: i limiti devono essere giusti, adeguati alle strade, non inutilmente vessatori e persecutori. Ci sono limiti assurdi 70/80, ma anche una sequenza nello spazio di pochi metri di velocità diverse, 70-60-80-90. Guardandosi intorno, la maggior parte delle volte, ci si chiede il perchè. Per le strade ordinarie andrebbero cancellati i limiti inferiori e uniformati tutte ad 80 kil/h.

    2) Superstrade:
    anche qui ci sarebbe bisogno di un chiarimento. Parliamo di arterie a quattro carreggiate con guard-rail, svincoli e tutto quanto contribuisce alla sicurezza. Perchè allora l’originario limite di 110 chilometri orari, che offre la più che mai ampia sicurezza, è stato d’ufficio ridotto a 90 Kl/h? Tanto da arrivare all’assurdo che, in Puglia, dove le autostrade finiscono a Bari, i restanti 200 chilometri sino a Lecce, benchè rinnovati e messi in totale sicurezza, restano limitati a 90 moltiplicando inutilmente i tempi di percorrenza e dando modo alle varie pattuglie dei più disparati organi di polizia di scatenarsi in un crescendo orgiastico di autovelox?

    3) Sarebbe bello se poi si sapesse una volta per tutte ufficialmente chi inventa questi limiti. Appare l’arbitrio più totale nel perseguitare i cittadini. Un esempio, sui 90 chilometri da Caianello a Benevento avevano imposto 60 . Ma vorrei vederlo io l’ingegnere dell’Anas a rispettarli! Poi si è passati ad 80 Kil/H dopo non poche giustificate proteste.
    La sensazione, ma è solo tale, è che l’imposizione di limiti così bassi risponda ad una logica da una parte burocratica dall’altra desponsabilizzante. Uno scarico di responsabilità italianissimo. Come dire: "Noi, ente pubblico, i limiti li abbiamo messi. Se succedono incidenti poi nessun magistrato potrà imputarci di non aver posto limiti adeguati".

    3) I comuni
    fanno un sempre maggior ricorso agli autovelox, e solo le autostrade paiono fermare le loro pattuglie. Nel senso che gli appostamenti avvengono su qualunque tipo di strada, anche superstrade statali, apparentemente fuori dal controllo della municipale che dovrebbe appunto occuparsi del "municipio". Sono i migliori nel mimetizzarsi e nascondersi. Ma è questo che prevede la legge? L’abilità al camuffamento? Vorrei chiedere al ministro Bianchi che mi sembra intelligente e sensato, se lui condivide "la tecnica dell’agguato" e se non sarebbe ora di introdurre, come in Inghilterra, una maggiore civiltà nei rapporti tra cittadino ed enti pubblici con avvisi e informazioni.

    5)Patente a punti: gli scopi vanno bene, ma il regalo alla corporazione dei gestori di autoscuole è evidente. E’ STATO voto di scambio. Non è responsabilità dell’attuale esecutivo. Corre voce che basti pagare e ti firmano tutto quello che vuoi.

    6) Stragi del sabato sera. Si tratta di ragazzi spesso ubriachi, drogati, fuori di testa. Qui sì che sarebbe necessaria la massima durezza, si tratta di soggetti praticamente senza capacità di percepire il rischio, ma in realtà i controlli sono troppo pochi, forse per l’orario. Non si fermano le stragi inasprendo ulteriormente norme che poi quei giovani tanto non osserveranno comunque visto il loro stato, ma che invece ricadranno con la stessa inutile durezza persecutori su tutti gli automobilisti.

    Vittorio

    [risponde Maurizio Caprino] Ci sono limiti giustificati e limiti sbagliati, ma non sta al singolo utente valutare: le valutazioni dipenderebbero dalle capacità di guida (quasi sempre più presunte che vere), dalla conoscenza della strada eccetera. Sulle superstrade, giusto lunedì scrivevo sul Sole che talvolta ci sono pericoli non evidenti agli utenti (corsie di accelerazione corte, possibilità di incontrare pedoni, trattori ecc.), anche se spesso equipararle alle consolari è esagerato. Sulle altre questioni sui limiti ho risposto ai lettori precedenti.
    La patente a punti, non è stato proprio un voto di scambio: le autoscuole l’avrebbero voluta più severa, anche se per interesse. Certo, i corsi di recupero sono spesso burle, ma il problema è che non è previsto un esame finale (ora pare che Bianchi voglia introdurlo, probabilmente su "consiglio" delle stesse autoscuole) e che la Motorizzazione non ha i soldi per mandare ispettori in aula.
    Quanto alle stragi del sabato sera, l’unica "consolazione" è che al sabato la mortalità aumenta anche perché si esce in compagnia e quindi le auto sono piene.

  • Matte |

    Purtroppo si tenta di legare il numero degli incidenti alla velocità massima e quindi per un puro pensiero logico si pensa che abbassandola di 10 km/h decresca il numero degli incidenti…magari sarebbe meglio investire in infrastrutture e rendere le strade piu’ sicure (portando dove possibile le tre corsie) e piu’ scorrevoli creando per le varie città che toccano le autostrade, delle tangenziali con lo scopo di scaricare il traffico (lo scrivo perché molti utenti usano l’autostrada come se fosse una tangenziale e questo porta ad un incremento del traffico per alcune tratte).

    Io sono per regolare i limiti di velocità, il che vuol dire semplicemente che vi sono solo alcuni tratti di autostrada dove sarebbe giusto avere un limite di velocità fino a 130km/h (sempre con giusta causa e non con l’ intento di fare una logica di cassa) per esempio vicino alle are di servizio oppure in prossimità di svincoli.
    Per il resto della tratta autostradale, dove lo condizioni quindi lo permettono sarebbe corretto togliere i limiti o almeno alzarli fino a 170 km/h (vi ricordo che i limiti di velocità risalgono agli anni ‘70 e che 130 km/h per una macchina di quell’ era era molto più alta in proporzione rispetto lo stesso limite con le macchine di oggi che hanno una tecnologia costruttiva all’ avanguardia e progredita di quasi 40 anni)

    Quello che ho appena scritto potrebbe essere valido per la settimana lavorativa cioè il periodo che va da Lunedì a Venerdi dove la maggior parte degli utenti autostradali sono degli abitudinari utilizzatori dell ‘autostrada, questo avrebbe effetti benefici come: permetterebbe di evitare colpi di sonno dovuti alla monotona bassa velocità costante, ridurrebbe il tempo di spostamento da un punto all’ altro, alzerebbe la soglia di attenzione che quasi a 130 km/h non si avverte e ridurrebbe il fenomeno delle frenate improvvise effettuate da chi ti precede perché magari ha visto un autovelox all’ ultimo minuto e dei conseguenti incidenti a catena.

    Durante il w.e. ed i periodi estivi invece dove il traffico è piu’ intenso come quantità e più omogeneo per la tipologia di conducenti e quindi vi sono utilizzatori abitudinari e non, invece si potrebbe ridurre il limite a 150km/h nelle zone dove non si incorrono rischi e fino a 130Km/h nelle zone a rischio.

    Questo potrebbe essere l’ inquadramento generale e poi ogni autostrada può derogare attraverso la segnaletica luminosa per esempio viaggio sulla Torino – Piacenza alla 22.00 il limite da 170 potrebbe essere eventualmente tolto perchè è stato rilevato poco traffico.

    La logica di fondo deve essere, vai a quanto credi ma se la polizia ti mette dei limiti e non li rispetti la sanzione è sicura!

    [risponde Maurizio Caprino] Attenzione: non è solo un problema di velocità raggiungibili dalle auto. Ogni strada ha una sua "velocità di progetto", alla quale sono commisurati i raggi delle curve, la leggibilità dei segnali eccetera. E non mi risulta esistano tratti progettati per velocità superiori ai 160.
    Tutto questo senza considerare che la progettazione di quasi tutte le nostre autostrade risale a tempi in cui i volumi di traffico erano sensibilmente inferiori, per cui le velocità di progetto sono molto spesso solo teoriche.
    La verità è che, grazie alla silenziosità sempre maggiore delle auto, abbiamo dimenticato che già i 130 sono da considerare "alta velocità". Non dico che siano da considerare un muro invalicabile, ma che occorre essere "davvero" consapevoli di che cosa significhi raggiungerli o superarli. E invece li consideriamo un’andatura nell’ambito della quale non può succederci nulla. Così ci mettiamo a usare il telefonino, annulliamo qualsiasi concetto di distanza di sicurezza, ci addormentiamo… Dovremmo provare a stare a bordo strada e vedere sfrecciare il flusso di veicoli: vi assicuro che fa un certo effetto!

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