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Incidente Flixbus – Cinture non allacciate, altro che low cost. Come salvarsi

La vittima dell’incidente del Flixbus Genova Dusseldorf è stata trovata nel fiume accanto l’autostrada svizzera A3. Dunque, prima di fare polemiche sui bus low cost (che possono essere fondate e anche no), bisogna certamente ricordare la prima regola fondamentale per salvarsi la pelle: allacciare le cinture.

L’obbligo c’è da aprile 2006, ma è come se non ci fosse. Su qualsiasi tipo di bus. Ma questi sono i veicoli in cui la sottovalutazione del rischio regna sovrana. Tanto che spesso il passeggero tanto “anormale” da volersi allacciare trova le cinture guaste o deteriorate per un’incuria che dura da quando il pullman è stato messo in strada.

Il sospetto è che non allacciasse le cinture nemmeno la povera donna rimasta vittima dell’incidente di domenica notte vicino a Zurigo: di solito si viene sbalzati fuori quando non si usano le cinture. Anche se, nel caso dei bus, parliamo quasi sempre di cinture a soli due punti d’attacco, che quindi lasciano libere le spalle e quindi sono più soggetti al rischio di sfilamento del corpo del passeggero.

Essere multati per mancato uso della cintura su un bus è praticamente impossibile. Ma la sanzione vera scatta in caso d’incidente e a volte è irrimediabile.

Per i pochi che invece si allacciano, l’unico modo per non rischiare di beccarsi addosso gli altri passeggeri e i loro bagagli sparati in caso d’urto è sedersi in ultima fila. Rischiando però di essere i più esposti in caso di tamponamento da parte di un altro mezzo pesante.

 

  • carl |

    Ed ecco un’altra dimenticanza… Non si pensa mai a tutto..E’ umano…
    Ed infatti, che dire della Metropolitana… du “Metro”.. de l’UBAHN.. dell’.Underground…Del “Tube” (da non confondere con “YouTube”…:o), come lo chiamano a Londra…???

  • carl |

    Mah…? A ben pensarci ho dimenticato un accenno ai treni… E non solo i TAV, che potrebbero essere in tutto e per tutto paragonati agli aerei, anche se non siano intubati e destinati a viaggiare a oltre 1000 km/h come nel progetto del Musk…

  • Gianni Pilato |

    Il problema grave è che questa abitudine dell’allacciarsi la cintura sugli autobus non fa ancora parte della nostra cultura. La cintura, così come nei sedili posteriori delle auto, deve essere utilizzata perché è l’ultima barriera che ci resta per evitare di essere balzati fuori dal veicolo.
    Ma la cosa peggiore, esperienza personale, è quella di trovare compagnie che a bordo dei loro mezzi non l’hanno proprio montata.
    Quando i vostri figli vanno in gita, verificate. Evitiamo di mandarli se questa è la situazione che riscontrate. Insegniamo ai nostri figli questi piccoli dettagli perché crescano con principi sicuri.

  • carl |

    Ha fatto bene ad avanzare l’ipotesi e a toccare l’argomento/ipotesi “cinture di sicurezza” (ci sarebbe anche l’argomento aggiuntivo (e in genere migliorativo) del “congegno che si gonfia di botto”… Ma che probabilmente nemmeno nelle famose compagnie di bus che atrtraversano gli States ci sono (e che si siano le cinture..?). Pero il fatto è che c’è un “pungolamento continuo..I bus devono arrivare in orario, che ci sia o non ci sia neve, ghiaccio..E i conduttori sono pungolati ad andare di fretta altrimenti potrebbero ritrovasi senza “volante” da guidare…Inoltre tra i passeggeri può esserci chi teme di ritrovarsi “lagato” da una cintura che non riesce ad aprire.. E magari in un mezzo incendiatosi…Insomma sono molte le situazioni, le ottiche,e cc. Una volta gli antichi pagani prima di intraprendere un viaggio (a piedi) si raccomandavano agli dei… E oggi…? Oggigiorno c’è invece un diffuso ottimismo giosioso o, diciamo, gaudente, tecnologico.. E magari anche esoticamente/scaramanticamente branded come “wishful thinking”…: o)

  • Maurizio Caprino |

    Ricordare l’obbligo di allacciarsi è obbligo di legge su tutti i bus. Basta anche un’etichetta, Flixbus lo fa solo in modo più evidente. Ma la vera persuasività si ha adottando il metodo delle compagnie aeree: persona che passa su tutto il corridoio a controllare.

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