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Colpo di sonno anche in un viaggio breve: può capitare a tutti. Ecco perché

Per farsi sorprendere da un colpo di sonno non bisogna essere necessariamente stanchi né ci vuole un viaggio lungo. E può capitare pure a chi non soffre di Osas, il disturbo respiratorio che fa russare tanto. Infatti, alcuni scienziati australiani hanno dimostrato che a indurre sonnolenza mentre si guida possono bastare le piccole vibrazioni che ci trasmette il nostro veicolo. Perché sono vibrazioni particolari, come leggete in questa notizia lanciata ieri dall’agenzia Ansa.

 

In auto la vibrazione culla,in 15 minuti si è già sonnolenti

(ANSA) – ROMA, 06 LUG – Costanti e dolci come il movimento di una carrozzina, le vibrazioni delle automobili cullano cervello e corpo, rendendo i conducenti più sonnolenti e influenzandone la capacità di concentrazione. Al punto che 15 minuti dopo l’arrivo in auto, la sonnolenza ha già iniziato a prendere piede e in mezz’ora sta avendo impatto sulla capacità di rimanere vigile. A ridosso dell’esodo estivo, a puntare l’attenzione sul problema del sonno alla guida, responsabile di circa il 20% degli incidenti stradali mortali, è uno studio condotto da ricercatori della RMIT University di Melbourne, in Australia. Il team multidisciplinare ha testato 15 automobilisti in un simulatore virtuale che replica l’esperienza di guida su una monotona autostrada a due corsie. I volontari sono stati testati con vibrazioni a basse frequenze (4-7 Hz, come quelle che si sperimentano al volante) e senza vibrazioni, prendendo come parametro la variabilità della frequenza cardiaca: la stanchezza indotta dalla vibrazione, infatti, rende più difficile svolgere compiti mentali, così il sistema nervoso si attiva per compensare, rallentando il battito del cuore. I risultati? Entro 15 minuti dall’inizio del test, anche le persone ben riposate e in buona salute mostravano segni di intorpidimento; in 30 minuti, la sonnolenza è stata significativa, richiedendo uno sforzo notevole per mantenere vigilanza e prestazioni cognitive. Quindi è aumentata progressivamente, raggiungendo il picco a 60 minuti. Gli effetti della vibrazione fisica sui conducenti “non sono stati ben compresi, nonostante rappresentino un problema per la sicurezza stradale”, spiega uno degli autori Stephen Robinson. I risultati, pubblicati sulla rivista Ergonomics, indicano che “i sedili dovrebbero essere progettati con caratteristiche che riducano questo ‘effetto cullante'”.(ANSA).