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Ecco il nuovo Codice: soldi in cambio di punti, più controlli automatici e meno ricorsi

È stata la solita faticata, testimoniata dai due mesi di ritardo rispetto agli ultimi annunci. Però quel che conta è che un accordo di base lo abbiano trovato. Così giovedì scorso il comitato ristretto della commissione Trasporti della Camera ha messo insieme un testo unificato di legge delega per la riscrittura del Codice della stradaLeggi la notizia e il testo, da far votare alla stessa Commissione prima di mandarlo in discussione in aula e poi al Senato. Molti punti (aumento dei controlli automatici, regole più severe in difesa di ciclisti e pedoni) erano noti. Altri sono stati aggiunti a sorpresa. Vediamo un po’.

Ma prima facciamo una premessa: tutte le novità non solo sono suscettibili di ulteriori modifiche nei prossimi passaggi parlamentari, ma sono anche vaghe, perché espresse sotto forma di “criteri di delega”. Infatti, chi poi scriverà le norme precise sarà il Governo: una legge delega non è altro che una lista di princìpi dettati dal Parlamento, che poi i tecnici governativi devono dettagliare in quelli che dovrebbero essere i futuri articoli del Codice. Alla fine, questi articoli torneranno al Parlamento, che dovrà valutare se sono in linea con la delega (quando si va nel dettaglio, le possibilità di “deviazione” non sono poche) e approvarli definitivamente.

La novità più importante dell’ultimora è un meccanismo che – in alcuni casi, non gravi e da individuare tassativamente – consentirà di pagare un supplemento di multa a chi vuol evitare la decurtazione di punti. Già oggi, di fatto, è così: non rispondi all’invito a comunicare i dati del conducente (o dichiari di non sapere chi è) e poi ti arriva un verbale da 284 euro per l’omessa comunicazione. La differenza sarà che potranno evitare la decurtazione anche quelli che saranno fermati e identificati subito. Bisognerà vedere se il “supplemento” costerà di meno o di più rispetto ai 284 euro.

C’è poi la volontà di differenziare le competenze tra le varie forze di polizia. Secondo come verrà dettagliata e attuata, si capirà se è la razionalizzazione auspicata a gran voce da molti, una costruzione barocca per lasciare tutto com’è o un regolamento di conti tra ministero dell’Interno ed enti locali per screzi pluriennali.

Poi ci sono le novità che sono riusciti a far approvare i due deputati M5S: banca dati univoca per le infrazioni stradali tra tutti gli organi e proventi delle multe da usare per far fronte, in via prioritaria, ad interventi di messa in sicurezza delle strade.

I grillini hanno poi dato l’allarme su uno dei punti-chiave della delega: la semplificazione dei ricorsi, dietro la quale potrebbero celarsi l’abolizione della possibilità di scegliere tra prefetto e giudice di pace o comunque tagli drastici delle possibilità di difesa (dando meno tempo per presentare il ricorso).

Al momento è prevista la revoca dell’abilitazione dei medici militari in quiescenza a fare visite per la patente. Un’abilitazione frutto di un colpo di lobby ben riuscito pochi anni fa, ma ora il comitato ristretto ha voluto dire basta.

  • Massimo |

    Io sono un semplice cittadino, ho lavorato tanti anni all’estero, francamente solo in Italia cioè posto pieno di quaquaraqua’ i pensionati di cui ho sacro rispetto, non accettano di dire basta. Dopo anni e anni di onorato servizio, godetevi le vostre pensioni.. Lasciate posto a chi con il lavoro dovrà pagarle senza sapere se mai le avrà.. Basta!!! Siete in quiescenza?? Lasciate stare!!! Basta!!! Andate nei giardinetti fatela finita le piccole poltrone o prima o poi le dovete lasciare!!!!

  • antonio pansa |

    Sono un medico militare in quiescenza,e non sono per niente favorevole , perchè al momento della pensione ho fatto una scelta,avrei potuto prendere 30 ore di specialistica ambulatoriale, ora non si può tornare indietro,altrimenti confermiamo di essere un popolo di QUAQUARAQUA…..al massimo si può andare ad esaurimento dicendo da oggi in poi non è più possibile.

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