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Il tunnel di Monza è ancora un cantiere. E per la passerella della camorra il costo è salato

Un anno fa apriva al traffico il tunnel di Monza sulla SS36 (la galleria urbana più lunga d'Europa) e, dopo le polemiche sulle code dei primi giorni, ci veniva detto che i lavori sarebbero terminati del tutto solo nel novembre successivo (ossia quattro mesi fa). Oggi le code non ci sono più e ci si gode un'opera attesa da più di trent'anni che taglia uno dei nodi peggiori della grande viabilità del Nord. In realtà, i lavori non sono ancora del tutto finiti, come si nota dalle strisce gialle per terra e dalla presenza di qualche operaio ogni tanto. Ma l'incompiuta peggiore in questo mega-cantiere è una cosa di cui i guidatori non si accorgono: la passerella ciclopedonale, faraonica ma costruita male da un'impresa sospettata di camorra. Se n'è accorta, anche se a fatica, la Procura di Monza e sta per iniziare un processo penale, prossima udienza il 17 marzo.

Ora si sta scoprendo che è costruita talmente male che la data di apertura è slittata più volte e Anas e Comune litigano sugli oneri di manutenzione, che si preannunciano ingenti. Non è ancora chiaro se si riuscirà ad aprire la struttura al traffico entro la fine di questo mese e pare che il Comune di Cinisello Balsamo voglia presentare una denuncia. Secondo un testimone di giustizia, poi, i problemi sono dovuti anche alla cattiva progettazione e non stupirebbe affatto se fosse vero: anche il tunnel era stato progettato male e ciò ne ha fatto lievitare i costi, oltre ai tempi di realizzazione. Tra l'altro, adesso si parla di mettere un rivestimento di gomma che era stato già previsto in origine ma di cui non c'è traccia. E meno male che l'opera era stata collaudata. C'erano da nascondere gli errori fatti da qualcuno che bisognava proteggere? Si spera che il processo lo chiarisca.

Certo, progettare un tunnel così lungo in un zona così urbanizzata non dev'essere proprio facilissimo (o comunque lo lo è quanto lascia intendere "Il Fatto Quotidiano"), ma da quelle che dovrebbero essere le eccellenze del Paese (Impregilo) ci si aspetta almeno qualcosa di meglio di quanto è stato fatto. A maggior ragione per una "banale" passerella ciclopedonale, che oltretutto necessitava di progettazione accurata perché bisognava calcolare anche il rischio dato dall'accumulo di neve (siamo in una zona di clima continentale).

L'impressione finale è che anche in questa vicenda s'intreccino incompetenza e malaffare. In una Brianza dove proprio oggi è stata resa nota un'altra grave infiltrazione della criminalità organizzata (in particolare, della 'ndrangheta). In una giornata in cui pure a Roma è emersa la presenza di una vera e propria catena di imprese criminali, pure facilitate da quel poco di sburocratizzazione che si è riusciti a portare nel Paese: i boss avevano trasferito a nuove società a responsabilità semplificate (forma docietaria introdotta dal Governo Monti due anni fa, per costituirla basta un euro) rami d'azienda sul punto di essere sequestrati Download 20140304 – RM210 – LOTTA C O (2).

Sì, il neo-premier Matteo Renzi giusto l'altro giorno ha trovato una parola per il fenomeno della Mafia spa. Staremo a vedere se riuscirà a risparmiarci storiacce come queste.

  • Paolo |

    Progetto assurdo che ha solo spostato la coda della mattina verso Milano a Cinisello. Ma come è possibile che in questo paese non si possano mettere d’accordo tutti in un’ottica di buon senso.
    Non è possibile che l’utilità di un’opera del genere venga vanificata dai due semafori successivi. Basterebbe rivederne la temporizzazione agevolado l’ingresso verso Milano alla mattina.
    La passerella ciclopedonale poi è al limite del ridicolo come lo è la sistemazione del sopratunnel per una cittadina come Monza con un disperato bisogno di strade funzionanti.

  • Luca |

    le code non ci sono più nel tratto di monza, ma appena fuori dal tunnel, verso milano, le code tornano a cinisello , poichè sono rimasti due semafori che mortificano tutta l’opera, per chi va verso milano.
    e aggiungiamo pure che , in superficie, la soluzione prescelta sta scatenando molte critiche, a causa del poco verde, dell’unica corsia di marcia e dei 4 semafori piazzati in 800 metri

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