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Camion cerca contromano una piazzola sull’A7. Perché mancano barriere di plastica sui by-pass

Ci credereste se vi raccontassero che un camionista è riuscito a riposare in una piazzola sul lato sbagliato di un'autostrada e, la mattina dopo, a ripartire contromano? Non pensateci troppo: è successo davvero, la notte tra venerdì, nel tratto appenninico dell'A7 Milano-Genova. Per un'incredibile concatenazione di eventi, ma soprattutto per le carenze di un'autostrada concepita per essere una camionale, nel 1935.

Infatti, l'autista voleva dormire e ha commesso l'incredibile errore di cercare una piazzola di sosta (dove già sarebbe vietato riposare, ci si può fermare solo in emergenza) sulla sinistra della carreggiata anziché sulla destra. In effetti, vi ha trovato uno slargo, che però era un by-pass tra le due carreggiate. Quindi, senza accorgersene, è finito su quella opposta, fortunatamente senza incrociare nessuno e trovando immediatamente dopo una piazzola di sosta vera. Di lì poi è ripartito la mattina seguente, per essere fortunatamente bloccato subito.

La vicenda lascia molto perplessi. Non solo perché forse si poteva evitare che ripartisse, se solo fosse stato notato già durante la notte che quel camion si era fermato in contromano. L'altro punto è che quel by-pass aveva sì i segnali di divieto di accesso, ma un autista stanco – magari in una notte di nebbia – può non vederli. E questo è esattamente ciò che è successo venerdì.

Certo, quel by-pass probabilmente doveva stare aperto, perché d'inverno bisogna facilitare eventuali operazioni di sgombero della neve. Ma non si potrebbe metterci delle piccole barriere di plastica bianche e rosse (quelle a forma di new jersey), leggere e facilmente rimuovibili?

  • Lucio |

    Vedremo. Comunque voglio fare i complimenti a Caprino per la passione che ci mette nella sua rubrica. Inoltre è stato penso l’unico a mettere il proprio cv on line

  • Lucio |

    Ma l’italia ha la più bella legislazione del mondo solo che non è applicata!
    [risponde Maurizio Caprino] Per gli accertamenti che devono avviare gli uffici non di rado è vero. Ma di sicuro in caso come quello dell’ungherese, col trasgressore che viene beccato su strada, le sanzioni si possono solo applicare. E non sono lievi.

  • Lucio |

    Leggere il post, grazie
    http://stradafacendo.tgcom24.it/wpmu/2014/02/17/camionista-ungherese-percorre-quattro-chilometri-contromano-sullautostrada-a7/
    [risponde Maurizio Caprino] Ma anche per le leggi italiane c’è una corresponsabilità dell’azienda: basta leggere l’articolo 174, comma 14 del Codice della strada. E, in caso di ripetute inadempienze, si parla di sospensione e revoca dell’autorizzazione al trasporto (commi 15 e 16 e articolo 5, comma 6 del Dlgs 395/2000). Inoltre, le violazioni vanno segnalate all’Ufficio provinciale del lavoro e alla Motorizzazione, perché vadano a verificare i documenti in azienda e colpiscano le violazioni alle normative sul lavoro che ne emergono.

  • Lucio |

    Caro Caprino non mi hai comunque risposto, cosa sarebbe successo ad un italiano per esempio in Svizzera? Questo se la cava con 2000 euro che non pagherà mai!
    [risponde Maurizio Caprino] Essendo stato fermato e identificato, quel camionista ungherese deve pagare e anche subito, altrimenti scatta il fermo amministrativo con custodia a sue spese (articolo 207 del Codice della strada).

  • Lucio |

    Troppi stranieri che vengono a fare i gradassi in Italia. Come sarebbe finita in Ungheria eh? lo mettevano in galera e via le chiavi. Smettiamola con il buonismo e non facciamoci seghe mentali su piazzole o aree di sosta o cartelli e compagnia cantando
    [risponde Maurizio Caprino] Non si commette un’infrazione così rischiosa (è stato un puro miracolo se non veniva nessuno in senso contrario) per il gusto di fare i gradassi. Tanto più considerando che lo scopo era trovare una piazzola e non andare veloci o passare prima possibile a un incrocio. E le piazzole stanno anche sulla propria carreggiata. Quindi quell’autista era assolutamente inconsapevole di rischiare la vita. Chiediamoci piuttosto perché ci sia altrettanta inconsapevolezza in chi gestisce la strada, che dovrebbe invece conoscerla come casa propria.

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