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Chiude per crisi la prima area di servizio autostradale. Quante altre ne verranno?

Tanto tuonò che piovve. Il mix tra canoni alti da pagare ad Autostrade per l'Italia e calo dei consumi dovuto alla crisi si è creato da anni e ora porta alla prima chiusura di un'area di servizio in Italia. Succede a San Cristoforo Sud, sull'A10 Genova-Savona, in attesa che possano subentrare altri soggetti in grado di assumersi l'impegno di riaprire. Arriva quindi rapidamente la prima dimostrazione pratica di cosa ci sia dietro gli "sconci" denunciati questo mese dal direttore di "Quattroruote" senza spiegarne la causa, indubbiamente scomoda da descrivere.

Nel caso di San Cristoforo Sud, oltre ai costi elevati, si dice ci sia anche la forzata inattività dovuta all'installazione di barriere antirumore. Negli ultimi anni, com'era giusto che fosse, i gestori autostradali hanno "aperto" alle istanze di chi ha la sfortuna di vivere nei pressi di queste strade di grande comunicazione, dovendo sopportare giorno e notte il rumore prodotto dai veicoli in transito. Così basta scrivere sul sito del gestore per chiedere di mettere nuove barriere e molti lavori sono già stati fatti o sono in corso. Però esistono denunce secondo le quali alcuni di questi lavori sarebbero stati fatti male (addirittura con installazioni a rischio di crollo) da imprese sospettate di legami con la criminalità organizzata. E' una sorta di filone collaterale rispetto a quelli che qui stiamo descrivendo da mesi su caselli e cavalcavia. Vedremo dove porterà.

  • Mauri |

    Sign. Carlo
    “Ma gli italiani si accorgono che qualcosa non va nel sistema?”
    No, no, il sistema funziona perfettamente!
    Come delle idrovore che succhiano soldi dal basso per pomparli in alto alla piramide sociale!

  • LUCATRAMIL |

    Un cambiamento di rotta si avrebbe riducendo di almeno il 50% le accise sui carburanti, tutti, e mettendone una di 0,1 cent su ogni telefonata. Dati i miliardi di chiamate superflue, lo Stato diventerebbe più ricco di Dubai. ma anche i ministri dell’economia vivono su altri pianeti.
    Osservo poi che chi ha comprato casa vicino ad autostrade e ferovie, l’ha pagata meno proprio per questo e ora pretende le barriere, il cui costo viene riversato su tutti. Come in un condominio, il costo dovrebbe essere pagato dai soggetti interessati.

  • Carlo |

    Sig Maurizio, non riesco a capire come mai solo in Italia le autostrade siano cosi costose ed abbiano aumenti automatici in corrispondenza di feste natalizie o ferie estive.
    Ma gli italiani si accorgono che qualcosa non va nel sistema?

  • Gianni |

    Come Lei sa non abito più in Italia. Segnalo i prezzi dei carburanti di tre distributori della mia zona:
    1°- benzina super 95 ottani e gasolio euro 1,354 al medesimo prezzo;
    2°- benzina super 95 ottani euro 1,364, gasolio euro 1,348;
    3°- benzina super 95 ottani euro 1,379, gasolio euro 1,369. Non c’è da meravigliarsi se i distributori sulla A22 direzione Brennero, località Vipiteno chiudono. Stesso discorso credo che si possa fare anche per le autostrade direzione Svizzera o Slovenia.
    Ho deciso di non scrivere più commenti riguardo ai politici e la politica del bel paese.
    Sig. Maurizio Le auguro un prosperoso 2014.

  • andrea |

    – anche lungo la A22 l’ultima area di servizio in direzione del Brennero funziona solo come “bar” e non eroga carburanti;
    – del resto, con l’autonomia degli autoveicoli moderni, che senso ha pagare il gasolio (circa) 20 cent/litro più caro rispetto ai self-services subito fuori dall’autostrada?
    – ciò è ancor più vero in prossimità del confine: in Austria e Slovenia (grazie a pressione fiscale più…umana), il gasolio costa ancora meno rispetto ai self-services italiani;
    – per riequilibrare il sistema occorre ridurre la spesa pubblica:
    a) abolire gli Enti provinciali (poltrone dei politici e dei portaborse), trasferendo funzioni e personale a comuni e regioni;
    b) abolire il Senato (per le funzioni legislative è sufficiente la Camera dei deputati con 400 membri max);
    c) ridurre i trattamenti pensionistici a carico del sistema previdenziale (ad es. max 5000 euro mensili, non cumulabili con altri emolumenti che siano a carico della P.a.)
    d) insomma, meno burocrati e più lavoro “reale” (es., per restare IT, asfaltatura strade e sistemi di protezione)

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