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Denuncia camorra in autostrada, la Procura ci crede, ma resta senza scorta: le istituzioni perdono ancora la memoria

Da poche ore Gennaro Ciliberto è tornato in strada, a protestare e chiedere ragione alle istituzioni. Starebbe in strada anche se non volesse protestare o chiedere ragione: lui collabora con varie Procure d'Italia perché ha denunciato infiltrazioni camorristiche in lavori autostradali, quindi è costretto a spostarsi e a stare attento. Solo che, non avendo una scorta o altre misure di tutela, deve tutelarsi da solo. Parcheggiando la macchina davanti a una caserma o a un posto comunque ben sorvegliato. Va così da 39 mesi. Due settimane fa ha deciso di dormire in auto una volta di più, piazzandosi davanti al ministero dell'Interno che non gli dà una risposta alle richieste di protezione presentate tramite i suoi avvocati.

Colossali ritardi nella macchina burocratica che decide chi va protetto e chi no? Valutazione che i rischi sono limitati perché il clan camorristico denunciato è innocuo? Oppure, più semplicemente, secondo le Procure Ciliberto è inattendibile e quindi deve restare solo con le sue menzogne e le sue paturnie?

Una settimana fa, mentre Ciliberto veniva portato in ospedale a causa dei suoi malanni fisici che gli impedivano di proseguire la protesta, ho girato la domanda per iscritto al ministero dell'Interno. Non hanno risposto neanche a me. Lo prendo come un ulteriore segnale di distrazione delle istituzioni nei confronti della sicurezza delle infrastrutture, dopo quello venuto clamorosamente a galla domenica scorsa per i pochi cui sono rimasti occhi per vedere.

Nel frattempo, ipotizzo che Ciliberto non sia ritenuto inattendibile. Non solo perché ho trovato più di un riscontro a più di una cosa che racconta (per altre no, ma non sono un investigatore e comunque penso sia fisiologico che una persona come lui – che non è un ingegnere – sia impreciso su alcune tematiche tecniche relative alle costruzioni). A parlare più di tutto è il fatto che giusto ieri sono passate due settimane da quando la Procura di Roma ha fatto chiudere il cavalcavia dello svincolo di Ferentino (bloccandolo quindi per metà), proprio in base alle denunce di Ciliberto.

Come vi avevo anticipato, la cosa va per le lunghe. Pensate che alla Procura di Roma siano tanto matti da tenere chiusa metà di un casello importante per la zona, affrontando quindi le proteste locali, se non ritenessero che le denunce abbiano un minimo di fondamento? Tanto più che Autostrade per l'Italia ha fatto sapere di aver già prodotto documenti che tranquillizzerebbero sulla solidità del cavalcavia. Quindi Ciliberto ha raccontato cose tanto gravi e ritenute potenzialmente vere che in Procura hanno deciso che ci vuole qualche controllo in più. E che la fretta di riaprire lo svincolo non deve compromettere gli accertamenti in corso.

Ma al Viminale non sembra che lo sappiano. O comunque non spiegano perché questo non conta.

  • Alessandro Patanè |

    Di situazioni come quella di Gennaro Ciliberto ce ne sono altre….garantisco di persona.

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