Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Harley Davidson: un raduno, due brutti incidenti. Ecco perché

Rivarolo 3

I raduni di appassionati sono cose meravigliose, ma quello delle Harley Davidson che c'è stato a Roma questo week-end dimostra che sono pure un'occasione per fare sciocchezze che su strada andrebbero sempre evitate. A parte i rumori e le turbative al traffico di cui in queste ore i romani si stanno lamentando, c'è il fatto che non si può viaggiare tutti in gruppo, ignorando le regole su dove ci si può fermare (soprattutto fuori città), sull'uso delle corsie e sulla distanza di sicurezza. Infatti questo è il comune denominatore tra l'incidente di ieri sul Raccordo anulare e quello di oggi pomeriggio sulla A12 ( Scarica INCIDENTE CON TRE HARLEY DAVIDSON IN A12). Entrambi hanno coinvolto Harley Davidson che partecipavano al raduno.

Nel primo caso, le moto in gruppo erano ben otto. Nel secondo, due harleisti procedevano affiancati sulla stessa corsia e non hanno evitato i mezzi di soccorso piazzati in autostrada per segnalare un cambio di corsia imposto dalla necessità di recuperare un altro harleista che aveva perso il controllo della sua moto in una curva.

So che adesso si scateneranno i commentacci dei motociclisti "duri e puri", quelli tutti pieghe e traiettorie, che vedono gli harleisti e le loro ingombranti moto come un'imitazione di quei lentoni degli americani e una dimostrazione d'incapacità di guida. Non voglio entrare in queste polemiche. Voglio solo dire che bisogna darsi una regolata.

Non solo nei raduni, ma anche nelle corsie rievocative e nelle semplici gite tra amici.

  • ilprincipebrutto |

    A me pare che il comportamento dei ciclisti descritti qui sopra da Andrea risponda ad una logica non cosi’ assurda.
    Andrea vorrebbe il gruppo sgranato, uno dietro l’altro in fila indiana, bene sulla destra, come da Codice della Strada.
    Ammettiamo che i ciclisti si dispongano in quale modo.
    Il CdS prescrive anche che nel superare un ciclista, gli si debba passare ad ampia distanza, in modo da non metterlo in pericolo e da accomodare sue eventuali sbandate.
    Questo vuol dire che su una strada stretta, in presenza di macchine che provengono nell’altro senso il sorpasso resta comunque impossibile, a meno che…
    A meno che l’automobilista non se ne freghi, e decida di passare comunque, facendo il pelo al ciclista.
    E questa, mi pare, finisce con l’essere la situazione normale, di default: un ciclista ben stretto al lato destro viene sorpassato senza alcuna attenzione ed in qualsiasi condizione di traffico.
    Se il ciclista e’ solo, non ha alternative. Se e’ in gruppo, stare in mezzo alla strada diventa un modo per essere tutti piu’ sicuri; il gruppo impedisce il sorpasso di infilata, radente. Dal punto di vista dei ciclisti, viaggiare a gregge e’ una risposta razionale al rischio rappresentato dagli automobilisti che non rispettano le distanze di sicurezza (che in questo caso sono anche laterali, non solo longitudinali).
    .
    Trovare un compromesso buono per tutti non mi pare facile, a meno che tutti quanti non si cominci a rispettare di piu’ il prossimo e mostrare piu’ considerazione per le esigenze altrui. In attesa di quel giorno, posso capire (ma non approvare) perche’ i gruppi di ciclisti si comportano a quel modo.
    .
    sicuri si diventa, Ride Safe.

  • andrea |

    – Proprio oggi, percorrendo una strada provinciale abbastanza stretta, tratto rettilineo con limite 70 kmh: un bel gruppo di ciclisti (ciclo-turisti “amatoriali), procedeva stile “gregge” occupando per intero la corsia a velocità circa 20kmh;
    – dall’opposto senso di marcia provenivano altre auto, per cui era escluso il sorpasso, ma tenendo la giusta/prudenziale andatura non mi è stato difficile rallentare;
    – per mia fortuna ho “buttato” l’occhio nello specchietto retrovisore, e così ho acceso le 4 frecce, evitando di essere tamponato dal Nuvolari di turno;
    – in caso contrario, chi dovevo ringraziare?
    – c’è da dire che le moto, al contrario delle bici, fanno rumore ben avvertibile, quindi richiamano l’attenzione e c’è minor rischio;
    – resta il fatto che i veicoli devono tenere la dx e rispettare le distanze di sicurezza: niente “greggi di pecore”, Harley o altra marca non fa differenza;
    – quanto alla scorta della Polstrada, se due pattuglie non sono sufficienmti in centro a Roma, IMHO l’autorizzazione dovrebbe esser data solo a fronte di un numero adeguato (con blocco degli incroci)

  • Alfredo |

    I commenti all’articolo mostrano come sia comune:
    – Il voler aver ragione a tutti i costi;
    – L’ignoranza del codice della strada;
    – Il voler dare agli altri degli imbecilli solo perché non dicono “sono d’accordo”.
    Chiaramente tutti e tre i punti ricadono anche sulle mie spalle. E comunque interessante far notare che il CDS non permette la circolazione affiancata (se a qualcuno piace e la trova sicura, si dovrebbe mettere a fare richiesta al legislatore per includerla nel CDS), che la gente non sa guidare (moto, macchine, camion) ma sono i motociclisti la parte più debole e che dovrebbe essere più prudente (e non succede) e infine che se si deve dubitare tra i verbali della polizia e quelli dei giornalisti…beh, allora è meglio non prendere proprio posizione.

  • Stefano |

    Leggo commenti, detto con rispetto, insensati. Io ho passato 14 anni della mia vita come milite della Croce Verde di Busalla, prestando soccorso sulla leggendaria A7, l’autostrada del Duce, sulla strada bisogna prima di tutto pensare alla sicurezza propria e altrui e soprattutto le regole servono ad evitare l’anarchia. Il gruppone tanto bello a vedersi, lo stesso discorso vale per i ciclisti, è vietato, è pericoloso per il prossimo e per chi è nel gruppo. Vuoi evitare che gli automobilisti si inseriscano nel colonna, basta viaggiare in centro careggiata ad una velocità consona, senza fare tappo, oppure chiedi i permessi alle forze dell’ordine e con due pattuglie inizio e fine colonna formi il gruppo compatto e i vigili urbani bloccano gli incroci ad hoc. Personalmente con le Auto d’epoca lo già fatto parecchie volte, con l’intenzione si fa tutto intelligentemente senza rischi.
    Ciao,Stefano.

  • andrea |

    Alberto scrive: “la necessita’ di procedere compatti e’ proprio quella di evitare che automobilisti incoscienti si introducano all’interno della formazione creando una situazione di estremo pericolo per i bikers e gli automobilisti stessi, ovvero l’effetto di una palla da bowling che vuol passare tra i birilli. Permettere agli automobilisti di passare davanti all’intero gruppo o di decidere se prendere un’uscita sulla destra dietro all’ultimo del gruppo (MA MAI NEL MEZZO) serve proprio per tutelare vite e circolazione stradale.”
    – Ebbene, (al di fuori dei raduni organizzati/autorizzati, con assistenza della Polizia stradale) i motociclisti (come gli automobilisti ed i ciclisti) NON hanno diritto di procedere in “formazione”, compatta oppure no: manteniamo la distanza di sicurezza tra un veicolo e l’altro

  Post Precedente
Post Successivo