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La Land d’epoca tiene testa alla Giulietta di oggi: la traiettoria conta più della vettura

Uffa, una Land Rover davanti. Bellissima e perfettamente tenuta per i quasi cinquant’anni di vita che ha sulle spalle, per carità. Però proprio non ci voleva proprio ora che la strada si fa stretta e molto tecnica. In salita, per giunta. E invece alla prima curva a destra mi devo ricredere: all’ingresso, vedendo che non arriva nessuno nell’altro senso, il guidatore si sposta tutto a sinistra, per sfruttare tutta la larghezza della carreggiata tagliandola fino al punto di corda. In questo modo riesce a non rallentarmi, come invece temevo: nonostante il baricentro alto, sospensioni e gomme da fuoristrada puro e motore diesel aspirato d’epoca, tiene praticamente la stessa velocità cui arrivo io tenendo la corsia con la mia Giulietta 2.0 a gasolio con 170 cavalli, gomme da 17 estive nuove, leva del Dna in posizione Dynamic (la più performante) e assetto sportivo.

Ovviamente non approvo il fatto che quel guidatore si sia preso tutta la carreggiata per impostare la curva: è vero che in senso opposto non si vedeva nessuno, ma è altrettanto vero che è domenica e quello è un tratto dove i motociclisti vanno spesso come saette. Quindi in un attimo può arrivare uno di loro e in quel caso diventa durissima far rientrare con la stessa rapidità la vecchia Land tutta a destra.

Cito l’episodio solo per far notare che avere a disposizione due metri e mezzo in più per entrare più larghi in una curva fa più effetto che avere un’auto molto più performante e non prendersi quello spazio. Visto che quello spazio non ce lo possiamo prendere, non pretendiamo che siano le doti della nostra vettura a fare miracoli sulla velocità di percorrenza della curva. Che sarà più che rispettabile, ma minore di quanto un inesperto “esagitato” si aspetterebbe da un modello d’impostazione sportiva.

  • Maxante |

    La constatazione è di una elementarietà sconfortante: prendersi un po’ di carreggiata opposta in entrata curva non solo aiuta a frenare con minor veemenza e quindi a consumare meno ma secondo me spesso è a favore della sicurezza in quanto permette di scongiurare uscite di curva con invasione della carreggiata opposta post curva molto più pericolosi. Da motociclista mi piacerebbe più sensibilità in molte altre occasioni!
    [risponde Maurizio Caprino] Prendersi un po’ di carreggiata può andare anche bene, prendersela tutta e per giunta con un mezzo che all’occorrenza cambia traiettoria con gran fatica e rischio va molto peggio.

  • goldwing98 |

    Concordo con quanto detto dal dott. Caprino. Sottolineo però la non correttezza della manovra della Land Rover: non si deve superare la striscia di mezzeria per affrontare una curva.
    Apprezzo molto il riferimento ai motociclisti, spesso vittima di auto che affrontano le curve male (anche più degli stessi motociclisti, e sono molti, che tagliano le curve).
    Ammetto il mio errore: nei primi anni anch’io (come motociclista) tagliavo le curve (ovviamente solo in presenza di ottima visibilità e nessuno in senso contrario), ma poi ho capito che, oltre che sbagliato, è anche stupido.
    Infatti le curve sono la parte più bella della strada: che senso ha tagliarle per andare più veloce? Il bravo pilota non taglia le curve, ma le affronta al meglio, utilizzando solo la sua metà di carreggiata; ed è anche più divertente. Ovviamente se si sa guidare.
    Consiglio di seguire un corso di guida sicura: si imparano tante cose, migliorando la sicurezza e divertendosi di più.

  • ombrachecammina |

    be’, se si parla di dimensioni, ci metto anche i posti macchina/parcheggio con dimensioni cosi risicate che i “gommini” sui bordi andrebbero a consumo, pero’ i posti sono tanti (tradotto ampio parcheggio)

  • cinico |

    In effetti quello delle dimensioni delle vetture moderne è un problema che bisognerà porsi, da una vettura anni ’60/70 ad una della stessa categoria odierna si hanno spazi interni diminuiti con ingombri esterni complessivi incrementati tranquillamente del 50%, le strade secondarie invece sono rimaste spesso le stesse (talvolta anche le principali).
    Senza norme che indirizzino l’incremento tecnico verso pari sicurezza e caratteristiche ecologiche con meno ingombri gli incidenti per “interferenza dimensionale” cresceranno geometricamente (e si dirà che è solo colpa dei conducenti).

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