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Non solo carne di cavallo: al ristorante la tracciabilità manca. Se lo scopre la Stradale

Foto 3

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Secondo voi, lo scandalo della carne di cavallo "abusivamente" messa nelle lasagne preconfezionate è solo un'eccezione o è la normalità? Guardando le brutte immagini di qui sopra, si direbbe che è solo uno dei tanti sotterfugi di chi risparmia o fa profitti sulla nostra pelle. Sono immagini di un carico intercettato dalla Polizia stradale sull'A10, nei pressi di Savona.

I dettagli potrete leggerli nel comunicato qui sotto. Qui è importante notare che la scoperta di questo carico è stata casuale, ma non troppo: se vi sembra che spesso la Stradale o altri corpi di polizia non facciano nulla per fermare chi viola il Codice della strada, a volte è perché in qual momento il compito degli agenti è un altro. Come, appunto, controllare i mezzi pesanti e i loro carichi.

Considerando che la Stradale ultimamente sta anche facendo controlli sistematici sul trasporto degli animali vivi, c'è da chiedersi se abbiano abbastanza tempo per punire le infrazioni al Codice della strada. Ma, d'altra parte, la sorveglianza dei corpi specializzati (tipo Guardia di finanza e Noe Carabinieri) non può essere capillare, soprattutto in autostrada. Viceversa, Gdf e – soprattutto – Carabinieri spesso vigilano sulla violazioni stradali.

UN FRULLATO DI CARNE

Erano circa
le 22:00 di giovedì quando una pattuglia della Polizia Stradale di Genova
Sampierdarena ha intercettato al casello di Savona (Genova – Savona è infatti
uno degli itinerari autostradali pattugliati dagli agenti genovesi) un furgone
frigorifero.


Il conducente, un autista cinquantenne dipendente del
salumificio proprietario del mezzo e del carico, aveva una certa fretta perché
doveva effettuare delle consegne a diversi supermercati del ponente genovese.
Era partito dalla sede della ditta, vicino Cuneo, da circa un'ora e le
temperature previste per quel tipo di trasporto erano rispettate.

Ma un controllo accurato prevede anche
l'ispezione del vano carico e dopo alcune titubanze alternate ad un sincero
imbarazzo l'autista spalancava il portellone posteriorie agli agenti già con le
torce luminose in mano.


Lo "spettacolo" che si parava davanti era
sconcertante: il carico, stivato in maniera approssimativa, con quarti in parte
appesi ed in parte appoggiati su casse e su confezioni di plastica e cartone,
era pressoché totalmente privo delle marcature di provenienza e controllo che
consentono di risalire la filiera allevatore/macello/manifattura/prodotto
finito. Molti tagli erano buttati lì alla rinfusa ed alcuni addirittura già
lacerati e le stesse scatole non erano certo integre ma squarciate o sfondate.


L'interno del furgone appariva come un grosso frullatore
dove erano stati buttati alla rinfusa pezzi di carne suina e scatole, il tutto
con buona pace delle regole per questo tipo di trasporti che vietano ciò proprio
per evitare contaminazioni e garantire pulizia ed integrità.


Venivano
ovviamente interessati i medici del servizio veterinario della ASL di Savona che
rimanevano anche loro sbigottiti di fronte a quel, mai espressione fu più
appropriata, macello!


L'esito vedeva la Polizia Stradale affibbiare
all'autista una multa di circa 1000 Euro per le irregolari condizioni di
trasporto ed i medici della ASL sequestrare le carni non timbrate e quelle mal
conservate che, almeno stavolta, non finiranno sulle nostre tavole.

  • 59raf |

    Che schifo anche se questo non e’ sicuramente il peggio che puo’ capitare.Ora, a parita’ di spesa pubblica totale (quindi senza voler licenziare nessuno) perche’ invece di fare assunzioni inutili ad esempio nelle ASL (vedi trasmissione di Giletti di Domenica pomeriggio), non facciamo assunzioni utili nella Polizia?

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