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Crisi e caro-Rc auto: i non assicurati diventano quattro milioni

E quattro! I tre milioni di veicoli non assicurati che circolano in Italia, secondo le stime fatte dall’Aci l’anno scorso, adesso sarebbero diventati addirittura quattro. Un giusto allarme, visto che la crisi e il caro-polizze Rc auto continuano a colpire duro? Oppure un’esagerazione dell’Aci per attirare l’attenzione sulla Conferenza del traffico e della circolazione iniziata oggi a Roma (e non piu’ in amene localita’ congressistiche, altro segno della crisi)?

In realta’, questa elaborazione Aci e’ frutto di un monitoraggio fatto dalla Polizia di Roma Capitale sui veicoli passati per una settimana sotto le telecamere delle Zone a traffico limitato della citta’. Dunque, un campione non eccezionale. Ma quell’8% di veicoli non in regola che e’ stato rilevato (e che ha dato origine alla stima dei quattro milioni) preoccupa, visto che non stiamo parlando di rilevazioni fatte in una zona tra le piu’ depresse del Paese.

Chi se ne intende puo’ avanzare anche un altro dubbio: se il controllo viene fatto incrociando i numeri di targa rilevati e i dati dell’archivio polizze dell’Ania, visto che quest’ultimo non e’ aggiornato, puo’ essere che siano risultati scoperti di Rc auto anche veicoli che in realta’ sono in regola. Puo’ essere, ma forse no: la vera notizia di oggi e’ che l’Ania ha dichiarato che la propria banca dati e’ attendibile al 95%. Insomma, ancora un po’ e forse sara’ completa, permettendo di accertare in automatico le infrazioni all’obbligo di assicurarsi, come previsto per legge ormai da un anno, senza che ci sia stato un seguito (il ministero delle Infrastrutture dovrebbe omologare gli apparecchi di rilevazione, ma c’e’ uno scoglio giuridico nella formulazione del decreto liberalizzazioni, il Dl 1/12 dello scorso gennaio).

Ecco i comunicati integrali dell’Aci.

Comunicato n. 1
 
 
67a Conferenza del Traffico e della Circolazione
4 MILIONI DI VEICOLI IN ITALIA SENZA ASSICURAZIONE:
L’8% DEL PARCO CIRCOLANTE E’ FUORILEGGE
Una metodologia definita tra ACI – Comune di Roma – Polizia Roma Capitale
scopre in tempo reale 3.400 veicoli privi di rc-auto in una settimana nelle ZTL di Roma
 
In Italia circolano 4 milioni di veicoli sprovvisti di copertura assicurativa, di cui 2,8 milioni sono autovetture. Sono più dell’8% del totale e il mancato incasso per le Compagnie sfiora i 2 miliardi di euro, ma il danno maggiore è per i conducenti onesti che con la loro polizza assorbono anche i costi diretti ed indiretti imputabili ai furbetti dell’assicurazione.
I dati, presentati in apertura della 67a Conferenza del Traffico e della Circolazione organizzata da ACI a Roma, sono il frutto di una proiezione dell’Automobile Club d’Italia sulla base di una rilevazione condotta in collaborazione con il Comune di Roma, Polizia Roma Capitale e ANIA. Incrociando in tempo reale i dati PRA-ANIA dei 41.825 veicoli che nella settimana dal 24 al 30 ottobre 2012 hanno generato 190.391 passaggi registrati dalle telecamere nelle zone a traffico limitato della Capitale, è stato accertato che il 9% delle auto e il 15% dei motocicli in transito erano senza assicurazione, come il 17% degli autoveicoli promiscui, il 4% degli autocarri e il 2% di autobus e pullman. Spiccano inoltre l’83% degli escavatori/macchine da lavoro e il 66% delle microcar, ma questi ultimi dati si basano su un campione molto esiguo. I controlli sono stati effettuati in 29 dei 41 varchi ZTL di Roma (Centro storico, Trastevere e San Lorenzo) e su 5 delle 16 corsie preferenziali presidiate da sistemi di telecontrollo.
“Sfruttando appieno le tecnologie disponibili per una smart mobility nei centri urbani – ha dichiarato il presidente dell’ACI, Angelo Sticchi Damiani – l’Automobile Club d’Italia è riuscito ad avviare una virtuosa collaborazione tra soggetti pubblici e privati con banche dati diverse. La metodologia definita con le amministrazioni della Capitale può essere replicata senza costi per lo Stato in tutte le città italiane e ACI si propone come partner istituzionale a livello nazionale e locale”.
“Ora Governo e Parlamento devono fare la loro parte – ha continuato Sticchi Damiani – varando un dispositivo di legge che permetta di sfruttare appieno tale tecnologia per la prevenzione di questi fenomeni così pericolosi e dannosi per la collettività. E’ infatti necessaria una modifica al Codice della Strada perché l’attuale giurisprudenza permette agli strumenti di telecontrollo di rilevare e sanzionare eccessi di velocità, passaggio con semaforo rosso e violazione delle ZTL, ma non la mancata copertura rc-auto”.
ANIA sottolinea che i dati assicurativi forniti sono precisi al 95% e questa attività di sinergia favorisce il processo di smaterializzazione dei documenti in linea con l’Agenda digitale del Governo Monti.
 
 
 
Comunicato n. 2
AUTOMOBILE CLUB D’ITALIA
67a Conferenza del Traffico e della Circolazione
NIENTE SMART CITY SENZA SMART MOBILITY
Roma, 8 novembre 2012 – Non può esistere una “smart city” senza “smart mobility”. Da questo, semplice ma incontrovertibile, assioma ha preso il via la 67a Conferenza del Traffico e della Circolazione, organizzata, per la prima volta a Roma, dall’Automobile Club d’Italia, con la partecipazione di oltre venti relatori e 350 rappresentanti della filiera pubblica e privata dalla mobilità italiana ed internazionale.
Il lavori della Conferenza – la cui base scientifica è stata fornita dallo studio “Smart Mobility in Smart Cities”, realizzato dalla Fondazione Filippo Caracciolo di ACI – sono stati aperti dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Francesco Profumo. Alla conferenza sono intervenuti anche il sottosegretario del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Guido Improta, e il sottosegretario del Ministero dell’Ambiente, Tutela del Territorio e del Mare, Tullio Fanelli.
Da tempo si parla di “smart city”, ossia di modelli urbani capaci di garantire un’elevata qualità della vita alle persone e alle imprese attraverso l’ottimizzazione delle risorse e degli spazi per la sostenibilità e la crescita sociale, utilizzando al meglio le potenzialità delle nuove tecnologie. Le smart city sono l’obiettivo di innovativi programmi di istituzioni nazionali ed internazionali, che però spesso si perdono in una miriade di isolati progetti e trascurano l’elemento nevralgico delle realtà urbane: la mobilità delle persone e delle merci. Nel bando Smart City per le Regioni “convergenza” del Sud, ad esempio, sono destinate alla smart mobility solo il 22% delle risorse stanziate (72 milioni di euro su un totale di 325). Per le Amministrazioni locali, ben consapevoli dell’importanza strategica dei trasporti nelle scelte di governo del territorio, la mobilità è invece la prima voce di spesa negli investimenti infrastrutturali per il prossimo triennio, con una quota del 46% degli stanziamenti, a cui segue il 10% per il patrimonio immobiliare, il 9% per la riqualificazione urbana e l’8% per il ciclo dell’acqua.
“Sulla visione della Smart City – interviene il ministro della Ricerca, Francesco Profumo – il sistema scientifico e tecnologico deve fondare le proprie capacità di ricerca e innovazione, indirizzandole alle grandi sfide sociali ed economiche di oggi: la riduzione delle emissioni attraverso le tecnologie pulite, le infrastrutture intelligenti per la mobilità, la realizzazione di modelli urbani più sostenibili e innovativi. In questo contesto, un ruolo fondamentale deve essere assicurato allo sviluppo di infrastrutture di mobilità adeguate, al passo con i tempi, che consentano una migliore gestione del traffico e della circolazione, soprattutto all’interno dei contesti urbani, e quindi una qualità della vita più elevata e sostenibile, anche con gli standard ambientali oggi richiesti”.
“Le città italiane si sono trasformate da poli industriali in hub di servizi – ha dichiarato il Presidente dell’ACI, Angelo Sticchi Damiani –
ma questa evoluzione è stata spontanea, non pilotata e tantomeno governata. Oggi che si parla tanto di politiche per le smart city, queste vengono interpretate per lo più in chiave energetica e ambientale, non considerando le specificità delle nostre città e soprattutto dei nostri sistemi di mobilità. Forte di oltre 300 studi finora realizzati, l’ACI si propone come partner istituzionale a livello nazionale e locale per soluzioni di smart mobility coordinate, convenienti e accessibili a tutti, anche attraverso la federazione di 106 Automobile Club diffusi su tutto il territorio”.
“Le potenzialità della smart mobility sono an

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  • maxante |

    Io sono contro la proliferazione di bolli pecette e simili sulla mia auto, ho fatto regolarmente il bollino blu e se rispettassi la legge tra tagliando assicurativo, telepass, bollini blu, tagliandi autostradale di svizzera ed austria, tabella del settore centro storico e di disabile, magari qualche altro necessario all’imbarco per le isole la nostra auto diventa un tazebao di tagliandi spesso falsi. L’informatica ci deve far riflettere, il problema si potrebbe risolvere molto meglio con ad esempio l’installazione di fabbrica di un trasponder su ogni vettura (tipo telepass) con collegato il numero di telaio di targa e di tutte le notizie integrate.

  • flori2 |

    I controlli per beccare quelli che circolano senza assicurazione non si fanno. I controlli per stroncare il caro RCA non si fanno. Cosa volete che succeda?

  • Paoblog |

    Mi stavo chiedendo come fosse possibile affermare con certezza il dato quando ho letto che tutto si basa su un’elaborazione a seguito di un monitoraggio sulle immagini delle telecamere che, ritengo, inquadrino i veicoli in arrivo e quindi verifichino la presenza del tagliando assicurativo sul parabrezza.
    °°°
    Se così fosse devo dice che sono in netto aumento gli automobilisti che mettono il tagliando qua e là sino ad arrivare a metterlo sul lunotto posteriore.
    Vedi: http://paoblog.net/2011/04/15/dove-esporre-il-tagliando-dellassicurazione/
    °°°
    Certo,su 4 milioni è un bel numero, ma proprio per anche l’eventuale errore potrebbe portare a centinaia di migliaia assicurate ma con il tagliano “altrove”…
    °°°
    Il mio monitoraggio empirico haportato ad un teorico 12-15% di vetture con il tagliando esposto in maniera errata (ed in contrasto con l’Art. 181 del CdS).
    °°°
    E qui nasce un’altra domanda: è mai possibile che i vigili non possano perlomeno segnalare la cosa agli automobilisti?

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