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I rischi dell’auto supersicura

Arrivano altri segnali “preoccupanti” per chi ancora ama guidare: se leggete l’edizione straordinaria di Quattroruote in edicola questo mese, vi convincete che la diffusione dei sistemi di assistenza al conducente non solo aumenterà (e questo lo sapevamo), ma nel giro di un decennio si rivelerà solo una tappa intermedia verso l’auto che fa tutto da sola. Romanticismi a parte, quest’evoluzione creerà problemi nella fase di transizione, che occuperà decenni. Quattroruote accenna solo alla difficile convivenza tra queste auto e quelle ancora guidate da esseri umani. Ma anche considerando solo queste ultime c’è chi prospetta rischi: l’ultimo rapporto Dekra Italia sulla sicurezza, presentato mercoledì scorso alla Camera, mette in guardia dai possibili eccessi dei sistemi di assistenza che affiancano l’uomo e che nel frattempo saranno diventati pressoché di serie sulle vetture a guida tradizionale.

In effetti, sapendo che ci sono a bordo radar e telecamere che ti avvisano di tutti o di molti tra i possibili imprevisti, ti senti sicuro. Un bene? La Dekra fa presente che non è necessariamente così: sentirsi sicuri ed essere accompagnati da un mucchio di sistemi multimediali aumenta la distrazione. Staremmo in contatto costante con gli amici (veri o virtuali) o manderemmo avanti le cose del lavoro. Oppure andremmo sul web alla ricerca di affari, informazioni e quant’altro.

Preoccupazioni esagerate? In fondo, tutte le volte che in questi anni si è discusso su nuovi dispositivi di sicurezza (come airbag, Abs ed Esp) o su miglioramenti delle infrastrutture (come l’asfalto drenante) si è ipotizzato che dessero ai guidatori un eccesso di confidenza. E certamente più di qualcuno per eccesso di confidenza è anche morto. Ma le statistiche generali mostrano che negli anni di queste innovazioni i decessi sono sempre diminuiti. Di certo il merito non è tutto di queste innovazioni, ma la coincidenza qualcosa vorrà pur dire.

Ora si tratta di capire se questo vale anche per innovazioni più profonde e invasive come i sistemi di assistenza alla guida. Saranno solo le statistiche del futuro a spiegarci tutto.

  • ombrachecammina |

    Il rischio che la gente “si appoggi” piuttosto che “confidare prudentemente” e’ evidente. Io sarei piu’ preoccupato di una forte disparita’ di trattamento assicurativo/legale fra chi guida i veicoli “smart” e chi quelli “standard”.

  • Daniele |

    A mio avviso tali innovazioni sarebbero un valido aiuto per una guida in sicurezza ed allo stesso tempo consentirebbero ad abbattere le numerose difficoltà di normative restrittive e rinnovi di patenti annuali, riscontrati da soggetti affetti da disabilità e da anziani che come ben saputo da tutti non hanno più i riflessi così pronti.
    Allo stesso tempo però convidido le perplessità per il rischio di avere l’effetto contrario al beneficio per cui sono stati ideati questi dispositivi.
    Il problema è da ricercarsi nella testa delle persone e nel senso civico che i vari individui dovrebbero possedere che inin realtà non hanno più.
    I vari Governi dovrebbero introdurre e far apllicare norme molto più rigide sul rispetto del codice della strada al fine di aumentare il senso civico delle persone ed il rispetto reciproco degli utenti della strada facendo quindi comprendere che a seconda delle situazioni si può essere pedoni, ciclisti, motociclisti e automobilisti. Un pò come da anni avviene in Olanda.

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