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Faccio il tassista e la cintura mi rende nervoso

I passeggeri, arrivati col volo serale, erano esperti di sicurezza stradale. Ma il tassista non poteva saperlo. Ed era pure ansioso. Di quell’ansia che ha indotto i passeggeri a pensare che gli fosse appena successo qualcosa di grave. Subito si è capito che questo qualcosa era lo smarrimento di un oggetto importante: prima di avviarsi dall’aeroporto all’albergo che avrebbe ospitato i passeggeri, il tassista aveva perso un minuto abbondante a cercare negli anfratti dell’abitacolo.
Niente. Così, alla prima occasione utile, lo sventurato ha ricominciato la ricerca, nella speranza che nel frattempo le frenate e le accelerazioni avessero spostato il prezioso oggetto in una posizione visibile. Ancora un po’ e la tenacia è stata premiata: il tassista ha calato la mano sulla moquette e ha sollevato…la fibbia di una cintura di sicurezza. Sì, la cosiddetta “supposta”, da inserire nell’attacco per far tacere il cicalino di allarme cinture non allacciate.
Nulla di nuovo: è un trucco di cui abbiamo iniziato a parlare anni fa, quando le case automobilistiche hanno cominciato ad aderire alle raccomandazioni europee che premevano per far incrementare l’uso delle cinture.
Ma il fatto che la “supposta” diventi addirittura una fonte d’ansia in un professionista della guida è grave. Non intendo generalizzare, perché fa male a chi ha professionalità (fosse anche uno solo, va tutelato) e perché non voglio aprire le polemiche aspre che avemmo su questo blog con la categoria dei tassisti giusto un anno fa, quando commentai gli sconfortanti risultati dell’indagine Eurotest su di loro. Però resta la gravità dell’episodio.
Tanto più che il tragitto aeroporto-albergo (non cito la città, non è rilevante) fatto di sera non è proprio il percorso breve fatto a bassissima velocità che i tassisti citano come loro condizione tipica di lavoro quando chiedono di cambiare il Codice della strada per essere esentati dall’obbligo di allacciarsi.

  • Daniele |

    A me pare incredibile che nel 2012 ci sia ancora gente che NON RIESCE a stare con le cinture allacciate. Non stiamo parlando di guidare con un masso in equilibrio sulla testa, un pappagallo parlante sulla spalla, un cilicio… no, una cintura di sicurezza. Fastidio pari a zero. Proprio non arrivo a capire questa assurda testardaggine (e ne conosco anch’io di gente che non vuole allacciarsi la cintura).
    E sì, un taxista che mentre guida cerca roba in auto e si distrae… no grazie. E sarebbe un professionista?

  • goldwing98 |

    @ bianco. A me il discorso pare chiaro. Certa gente delle cinture proprio non ne vuol sapere, e questo è ancora più grave perchè a quelle persone affidiamo la nostra sicurezza come trasportati e le paghiamo.
    Oltre al fatto che cercare in continuazione una cosa caduta per terra in auto, può comportare distrazione alla guida.

  • andrea |

    se salgo su un taxi e vedo che il “pilota?”, invece di stare attento alla guida, ravana sotto i sedili, gli ingiungo di fermarsi e di farmi scendere!
    il significato dell’articolo di Maurizio caprino mi sembra chiaro, niente distrazioni per chi guida (e cinture allacciate);
    PS se i taxisti venissero esentati, in caso di sinistro incolpevole, verrebbero indennizzati/risarciti per intero; adesso invece risarcimento ridotto per concorso di colpa (come per chiunque altro)

  • bianco |

    Scusa ma di cosa stai parlando? Seriamente non si capisce, ti riletto e non capisco dove vuoi arrivare e quale sia l’oggetto del discorso. Ripigliati.

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