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Il richiamo dei Telepass diventa pubblico

Da ieri la notizia del richiamo dei 65mila apparecchi Telepass potenzialmente difettosi compare sulla home page del sito ufficiale www.telepass.it. E un triangolino giallo appare nell’area riservata ai clienti, se vi accede una persona cui risulta assegnato un apparecchio del lotto richiamato.
Una mossa doverosa da parte dell’azienda: personalmente, ho imparato 12 anni fa che una raccomandata non basta a raggiungere tutti i clienti e che quindi certe notizie vanno date pubblicamente. Se non altro per ribaltare sul cliente l’onere di informarsi, in una società dove si cambia spesso residenza e ancor piu’ spesso è umanamente impossibile segnalarlo a tutte le aziende con cui – volenti o nolenti – abbiamo a che fare. Senza contare che un veicolo, cosi’ come un apparato Telepass, potrebbe essere utilizzato da chiunque, anche all’insaputa del proprietario che riceve la raccomandata. E nel caso del Telepass non serve a molto dire che tanto il cliente riceve periodicamente le fatture: non è detto che le prenda davvero in mano né all’azienda interessa accertarlo, visto che il pagamento avviene comunque tramite il conto corrente bancario o la carta di credito (quindi sono questi gli elementi che non si perdono mai).

Ben prima di me aveva capito tutto Enrico De Vita, che dagli anni Ottanta ha iniziato a scrivere articoli che chiedono trasparenza, sul modello dell’americana Nhtsa.

Restano da chiedersi tre cose.

1. Se per Telepass fosse proprio necessario attendere che la notizia del richiamo finisse sui giornali, prima di decidere di comunicarla sul proprio sito.

2. Quanto tempo ci sia voluto per decidere il richiamo, visto che una prima notizia di scoppio rintracciabile pubblicamente risale al 3 luglio 2010 (ci si arriva tranquillamente con Google, la diede il quotidiano “La Nuova Ferrara”).

3. Se l’urgenza del richiamo ora giustamente dichiarata dall’azienda non cozzi col fatto che da giugno l’orario di apertura dei Punti Blu e’ stato ridotto (comprensibilmente, data la crisi): si chiude alle 17 e sabato e festivi non si apre nemmeno.