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Terremoto Emilia: deviazioni prima perfette, poi improvvisate. Sono finiti i soldi?

Terremoto Emilia Ponte sul panaro

Il terremoto dell'Emilia non ha colpito solo case, capannoni e centri storici, ma anche le strade. Che non sembrano a rischio come quelle di montagna, ma in realtà lo sono perché con tanti ponti che attraversano i fiumi della zona. L'immagine qui sopra, scattata al nuovo ponte Panaro di Finale Emilia, rende l'idea e fa capire che nei soccorsi e in tutte le altre incombenze post-sisma è importante anche organizzare bene la circolazione stradale..

Anche per questo, come sempre, si mobilitano in silenzio anche i vigili urbani. I Comuni di tutta Italia mandano loro agenti ad aiutare dove serve e questa è una delle cose in cui i vituperati enti locali riescono ancora a dare il meglio, anche se se ne parla troppo poco. Così anche noi possiamo contare sul "nostro inviato": Paolo Giachetti, che sta facendo i turni con i suoi colleghi di Sesto Fiorentino su e giù con l'Emilia. Paolo ha già l'esperienza del terremoto dell'Aquila di tre anni fa e ha notato che, nonostante l'area colpita sia più limitata e accessibile la circolazione stradale non è gestita bene come all'epoca.

La sensazione è che non ci siano abbastanza risorse per reggere tutto: dopo la prima scossa, quella del 20 maggio, sembrava che la gestione dell'emergenza per strada fosse impeccabile come in Abruzzo tre anni fa: segnaletica, recinzioni e tanta buona volontà che ha consentito di mettere in piedi una buona organizzazione anche con pochi uomini. Ecco un'immagine che ne dà un'idea.

Terremoto Emilia Chiusura a Finale

Poi la scossa del 29 maggio, che ha coinvolto altre zone limitrofe gettandone le strade nel caos: tra Mirandola, Medolla, San Possidonio e Cavezzo, deviazioni improvvisate anche con degli stendipanni, perché non c'erano nemmeno le transenne per rendere visibili.


Come mai? Non si capisce ancora bene. Potrebbe essere che sia la carenza di fondi. Non solo perché rispetto a tre anni fa la crisi si è aggravata, ma anche perché proprio il terremoto abruzzese era stato l'apice del potere della Cricca legata alla Protezione civile, che aveva risorse in quantità. Dopo le inchieste giudiziarie che hanno scosso "quella" Protezione civile, la struttura è stata "normalizzata", dandole meno autonomia, competenze e risorse. Insomma, come in tutte le cose della vita, in quest'operazione ci potrebbero essere stati pro e contro.