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Auto precipitata dal cavalcavia sull’A1: dov’era il guard rail?

In queste ore, state vedendo, sentendo e leggendo dell'auto precipitata da un cavalcavia sull'A1 a Parma la scorsa notte, con tre morti. Nessuno si sta accorgendo che quell'incidente avrebbe dovuto risolversi in una semplice botta su un guard rail. Se quell'auto è invece finita giù fino alla carreggiata autostradale, è perchè al posto del guard rail c'era praticamente una grata, buona solo a ostacolare il lancio di sassi dai cavalcavia. Eppure lì avrebbe dovuto esserci un guard rail vero e proprio. E anche discretamente alto e robusto: un "bordo ponte", come si dice in gergo tecnico quando si parla di proteggere i margini di ponti e cavalcavia, dove bisogna rinforzare le protezioni proprio per evitare che qualcuno possa precipitare. Magari non doveva essere un guard rail al top perché la strada sovrastante non è così nevralgica, ma certamente ci voleva molto più di una grata. Questo dicono le norme di costruzione delle strade.

Chi avrebbe dovuto provvedere a rispettarle? Autostrade per l'Italia, perché il gestore autostradale ha la responsabilità anche sui cavalcavia che passano sulla propria arteria.


La società ha molto investito nell'ultimo decennio per adeguare i guard rail sulle proprie carreggiate, dove più salta all'occhio il lavoro fatto. Ma sembra aver trascurato i punti meno visibili, da dove però possono venire seri pericoli, come abbiamo visto la scorsa notte. E attenzione: se l'incidente fosse avvenuto col gran traffico delle ore diurne, non ce la saremmo cavata con "soli" tre morti.

  • rosario gentile |

    Seppur fortemente convinto che le norme vanno rispettate da parte di tutti, quello che manca all’essere umano evoluto è il senso di responsabilità è d’attenzione, come nel caso di un’auto caduta a mare con due persone a bordo (vedi link http://www.siracusanews.it/node/29498) e fortunatamente senza alcuna vittima.
    Pertanto, il mio disinteressato invito è quello di comunicare le notizie non solo con l’aggiunta critica, ma anche con proprie considerazioni costruttive rivolte a sensibilizzare qualsiasi lettore capace di riflessioni.
    In questo modo l’informazione o comunicazione credo sia più apprezzata dai lettori più attenti, e sicuramente più vincente per chi scrive.
    Oggi, più che mai, ciò che serve nostra malata società è una rieducazione ai comportamenti di guida, di vita e non solo…
    Buon lavoro
    [risponde Maurizio Caprino] Ringrazio e concordo. Vorrei però sommessamente segnalare che sul fattore “errore umano” non solo ho scritto ho scritto più volte anch’io, ma soprattutto se ne scrive sempre tanto. E anche le statistiche che addebitano il 90% dei sinistri all’errore umano, secondo alcuni esperti, sono sovrastimate, perché è difficile risalire alle vere cause. Per esempio, quanti errori di guida sono causati dalla segnaletica? E perché non si riesce ad avere strade in condizioni di sicurezza? Forse anche in questo caso vale il richiamo al senso di responsabilità che tanto manca in Italia. Sono solo spunti di riflessione.

  • rosario gentile |

    Comprendo che è Vostro dovere “nella qualità di giornalisti abilitati” portare alla luce le cose che non funzionano in Italia, poiché ne sono tante… E’ probabile, come Lei dice, che il conducente abbia avuto un malore, ma non è stato ancora confermato e pertanto, giornalisticamente parlando, la notizia poteva essere composta in forma più costruttiva e rivolta anche alla prevenzione, non solo alla ricerca di un terzo responsabile e di norme ignorate.
    [Risponde Maurizio Caprino] Il problema non è capire che cosa è successo nel singolo incidente: tutte le norme sono astratte, per cui vanno rispettate anche nei casi in cui sono “inutili” e valgono per tutti. E poi, anche dando per scontato che la colpa sia tutta del conducente dell’auto precipitata dal cavalcavia, se il guard rail fosse stato a norma, le conseguenze dell’incidente sarebbero state molto più lievi: non si sarebbero perse vite di persone che certamente nulla c’entravano con l’infrazione commessa (ammesso che umanamente abbia senso distinguere fra le vite dei trasgressori e le altre, ma su questo non entro) e non si sarebbe spezzata in due l’Italia per ore con code chilometriche su un’autostrada vitale per il Paese in una giornata di esodo estivo. Anzi, proprio l’importanza dell’A1 suggerisce un ulteriore motivo per mettere a norma i cavalcavia…

  • njin |

    Ho percorso quel tratto autostradale oggi e di ponti come questo ne ho visti diversi, spero che intervengano a breve. È impensabile una cosa del genere su una strada veloce e a pagamento. Ovviamente mi chiedo chi sia il responsabile di quel tratto di autostrada e dove abbia ,preso, la laurea.

  • antonio |

    io abito proprio nella zona dell’incidente e faccio la strada 2 volte al giorno e non ci avevo fatto mai fatto caso alla leggerezza della rete. non solo ma ieri sono passato dal cavalcavia sulla A1 vicino al casello di parma sempre nella mia zona e ho visto che anche qui c’è solo una rete che va bene si e no per il giardino o per le galline..spero che vengano individuate le responsabilità e che qualcuno paghi una volta x tutte tanto in italia siamo un popolo di pecoroni e lamentoni e tutto si risolverà in uno scaricabarile… come al solito

  • salvatore |

    io penso che ci dovevano essere persone piu responsabili alla guida; e finiamola di dare sempre la colp a qualcunaltro e non ai veri colpevoli!!!

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