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La spending review, la Motorizzazione e il Pra

La spending review annunciata da mesi dal Governo inizia a prendere forma in questi giorni, con il varo del decreto-legge sul riordino delle agenzie che gravitano attorno al ministero dell'Economia. Nel settore che più ci riguarda, invece, continua la lunga e sofferta attesa alla Motorizzazione e all'Aci. Rivali praticamente dal secondo dopoguerra, hanno vissuto altri momenti col fiato sospeso, quando si spargeva la voce che l'una avrebbe assorbito l'altro o viceversa. Io seguo queste cose dal 1994 e il primo di questi momenti che ricordo risale ai primi mesi del 1998. Ma stavolta la posta in gioco è più alta.


Infatti, prima non era nemmeno immaginabile che la pubblica amministrazione mandasse a case dipendenti, quindi il problema si riduceva a capire se, in un eventuale accorpamento fra Motorizzazione e Pra, avrebbero comandati i gruppi dirigenti dell'una o dell'altro. O tutti e due, magari in proporzioni diverse. Adesso, invece, la spending review sembra promettere dimagrimenti negli organici un po' per tutta la pubblica amministrazione.

Per la Motorizzazione, tutto questo s'incrocia col ritorno all'orizzonte di un vecchio progetto: la trasformazione in Agenzia. In soldoni, vuol dire che si passerebbe a una struttura autofinanziata, cioè che vive con gli incassi dei servizi che rende ai cittadini. Per questo, non peserebbe sul bilancio dello Stato, ma nemmeno vi contribuirebbe. Voglio dire che oggi i "diritti Motorizzazione" (cioè i compensi che paghiamo – spesso con bollettino postale – alla Motorizzazione quando facciamo una pratica) oggi finiscono al Tesoro, quindi nel calderone del bilancio dello Stato. E spesso non ritornano, per cui poi alla fine la Motorizzazione non ha i soldi nemmeno per servizi banali. Sotto questo profilo, la trasformazione in Agenzia sarebbe positiva.

Ma c'è chi teme che la trasformazione non implichi solo questo: le voci in giro sono tante e si parla insistentemente di un maggior coinvolgimento delle agenzie private nei servizi erogati. Per esempio, già oggi, di fatto, sono diventate digitatori di dati per conto del personale della Motorizzazione e del Pra (quando s'immatricola, si fa un passaggio di proprietà o si fa un esame per la patente, tutto è preparato in agenzia, gli enti pubblici danno solo un ok informatico alla consegna di targhe, carte di circolazione e certificati di proprietà all'interessato) e il successivo passo potrebbe essere un'archiviazione dei documenti che accompagnano la pratica direttamente presso questi privati. Ma qualcuno dice pure che nell'operazione potrebbero rientrare anche funzioni più delicate, come gli esami (in fondo, per le revisioni siamo – come in tutta Europa – in mano ai provati già dal 1997). Sarà un bene o un male? Si possono fare distinzioni di competenza e di professionalità fra pubblico e privato?

Non solo. Si parla pure di adeguamento dei compensi a quelli dei privati, per consentire un autofinanziamento. Quindi, un aumento dei costi delle pratiche.

Insomma, tanti buoni motivi perché anche noi del mestiere guardiamo con attenzione agli sviluppi della spending review.

  • teodoro |

    Io queste cose le ho seguite già dagli 70.
    La proposta dell’Agenzia era una proposta a cui ho anchio partecipato alla elaborazione.
    Per me dunque ben venga

  • sandro |

    caro leopoldo non incassa solo gli emolumenti il PRA ma bensi in percentuale una parte dell’IPT incassata dalle Province,tanto denaro per capirci.
    certo che le Motorizzazioni gravano sul bilancio dello STATO gli emolumenti chiesti sono solo 9.00 euro ma che vogliamo dire il lavoro svolto dalle Motorizzazioni e certamente 10 volte tanto, solo che il Governo gli incassi gli usa per altri scopi.

  • Leopoldo |

    In realtà il PRA già si finanzia da solo. Infatti l’unica fonte di guadagno sono gli emolumenti che vengono pagati dal cittadino al momento della pratica di passaggio(fermo a 20 euro dal 1994). Quindi l’ACI già non grava sul bilancio dello stato…..

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