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Maltempo: i gestori di strade non si fidano più delle previsioni della Protezione civile

In punta di piedi, le lentezze della Protezione civile nel dare l'allarme-maltempo sono entrate anche nella vicenda dell'alluvione in Lunigiana: ieri le ha denunciate il sindaco di Aulla (Ms). Problema analogo a quello di cui si è sussurrato due settimane fa per il nubifragio di Roma. Solo casualità? Mezzucci per dirottare l'attenzione sulle proprie mancanze o addirittura sulle connivenze sull'abusivismo? Non saprei. Ma sono certo di una cosa: nemmeno i gestori di strade si fidano degli allerta meteo della Protezione civile.


Per esempio, Autostrade per l'Italia ha assunto da poco uno dei colonnelli più famosi delle previsioni del tempo in tv: ora il metereologo lavora a tempo pieno sui dati delle zone di volta in volta ritenute più a rischio, in modo da dare informazioni tempestive a chi deve decidere se chiudere un tratto o no. Sembra evidente che brucia lo smacco subìto per la nevicata di quasi un anno fa a Firenze, con tanto di polemiche e convocazioni al ministero.

E nell'ambiente degli addetti ai lavori si sa che viene suggerito a tutti i gestori di strade di battere canali alternativi alla Protezione civile, soprattutto per avere previsioni dettagliate a livello locale: basta una nevicata concentrata su pochi chilometri di salita per tagliare in due l'Italia. Un paradosso: tanta sensibilità dell'opinione pubblica a eventi del genere era nata proprio per una lavata di testa data dalla Protezione civile agli stessi gestori nel 2005: Guido Bertolaso li accusò di "dormire".

  • Antonio da Napoli |

    Bhè Bertolaso esagerò quando tentò di scaricare anche l’Anas all’indomani della nevicata eccezionale che interessò la Salerno-Reggio Calabria nel tratto di Lagonegro e Lauria… E’ una storia vecchia che sa di vecchio tanto quanto vecchi nella mente sono coloro che affermano simili sciocchezze. Ci dovrebbe essere, allora, un meteorologo in ogni Ente che si occupa di territorio? Nei Comuni, nelle Province, ecc. Ma nelle varie ARPA regionali che fanno? e nelle sedi periferiche regionali della protezione civile che fanno? Si cerca solo di scaricare ogni responsabilità su Autostrada, Anas e tanti Enti quanto sono i disastri annunciati dai semplici segni di degrado ambientale che i rilievi satellitari hanno evidenziato da anni. Già nell’ottocento Giustino Fortunato parlava di sfasciume idrogeologico… Quelle parole famose che fine hanno fatto?

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