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Ricambi fasulli scoperti solo per un trasloco fatto male

Fortuna. Per essere sicuri che non ci stiano montando un pezzo di ricambio fasullo possiamo solo aggrapparci alla fortuna. Lo dimostra l'ultima operazione della Guardia di Finanza, che nel Cuneese ha scoperto un arzillo pensionato che aveva messo su un grosso giro comprando pezzi cinesi e rimarchiandoli con i nomi dei principali produttori di ricambi di qualità. Come hanno fatto i finanzieri ad accorgersene? Con controlli sistematici su personaggi sospetti? Con fantascientifiche analisi di laboratorio fatte a campione? Magari: più semplicemente, sono stati allertati dal proprietario del casale dove il pensionato aveva messo la base della propria attività. Quando il pensionato si è trasferito, non ha portato via tutte le casse…

Insomma, gli anni passano e il problema resta: nessuno svolge un'attività sistematica, che pure per direttiva europea si dovrebbe fare.

  • falbodomenico |

    Buon giorno, Dr. Caprino e un saluto a tutti i lettori.
    Perchè pagare un paio di centoni di euro per un debimetro(o flussometro), venduto ‘esclusivamente’ comprensivo di convogliatore d’aria, quando la parte elettronica ‘BOSCH’, MADE in CHINA, costa non più che un paio di decine di euro?
    L’industria auto non produce più molto in Europa, da dove si crede provengano i particolari auto?
    Quindi, a parte l’episodio in questione, si è compiuto un REATO e pertanto la GdF ha provveduto, ma perchè il prezzo dei ricambi è al limite dello ‘strozzinaggio’?
    Un punto è certo, di auto se ne acquisterà sempre meno (saturazione del mercato, crisi ect).
    Per circolare con veicoli efficienti si cercheranno ricambi sempre meno costosi (ON LINE, non originali ect), bisogna piuttosto controllare la qualità e il prezzo finale dei prodotti, allo scopo di prevenire la vendita di ricambi basso costo e/o bassa qualità, tali da pregiudicare la sicurezza stradale.

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