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Seggiolini: gli italiani sanno che ci vogliono ma… E gli svizzeri scoprono che anche nelle auto grandi stanno stretti

Allora lo sanno! Se gli italiani non proteggono i loro figli con i seggiolini, non è perché non conoscano le regole: l'ultima ricerca commissionata dalla compagnia assicurativa Linear (ne riporto la sintesi alla fine del post) pare mostrare che gli adulti siano in buona parte consapevoli dell'obbligo e del fatto che esso si prolunga fino ai 12 anni o fino a quando il ragazzino non raggiunge il metro e mezzo di altezza. Poi però, come vediamo ogni giorno, se ne fregano. Tanto che le note del Tcs (Touring club svizzero) sulle modalità di montaggio mi fanno tenerezza, con quella loro precisione nel sottolineare le carenze incontrate sui singoli modelli di vettura.

Forse anche per colpa della difficoltà di montare il seggiolino e il tempo e la fatica spesso necessari ad allacciarvi i figli. Cose emerse anche dall'ultimo test del Tcs, dalle cui pieghe vi segnalo due cose:

1. il buon risultato ottenuto dal modello che fa sedere contromarcia anche i bimbi fino a 18 chili, a dimostrazione che fino ai quattro anni hanno il fisico ancora deboluccio per resistere bene a un incidente stando seduti frontemarcia come gli adulti;

2.  la difficoltà o impossibilità di sistemare tre seggiolini buoni (e quindi ingombranti in larghezza perché hanno protezioni laterali spesse) sul sedile posteriore anche su vetture grandi fatte apposta per le famiglie (certo, oggigiorno è difficile che qualcuno faccia ben tre figli, ma può sempre capitare di doverli trasportare assieme ai loro amichetti e la responsabilità in caso d'incidente è sempre del conducente).

Osservatorio LINEAR dei Servizi.

Adulti dietro la lavagna:  troppo poca l’attenzione alla sicurezza dei figli in auto.

Tanta confusione su cinture di sicurezza e seggiolini; molte attese su servizi in viaggio dedicati ai più piccoli.

 

Bologna, 23 maggio 2011

 

Primavera: tempo di primi caldi, giornate all’aria aperta, gite fuori porta con bimbi al seguito. E se i bambini quando giocano cercano di fuggire dalle premure continue di genitori (spesso) esageratamente protettivi, siamo sicuri che questi ultimi abbiano le stesse attenzioni nell’adottare misure di sicurezza corrette per il trasporto dei piccoli in auto? Diverse sono le norme e gli accorgimenti, infatti, per garantirne la sicurezza a bordo. Ma gli automobilisti sono certi di conoscerle oppure avrebbero bisogno di “essere messi in castigo” per le poche attenzioni a riguardo?

 

La ricerca condotta dall’istituto Nextplora per l’Osservatorio sui Servizi di LINEAR Assicurazioni, la compagnia on line del gruppo Unipol, fa un esame agli italiani e più di un rimprovero sembra necessario.

Particolarmente preoccupante il responso quando si indaga sulle norme che regolano l’utilizzo dei sistemi di ritenuta, sempre da utilizzare per i bambini con statura inferiore ad un metro e mezzo, e sulla quale spesso gli automobilisti si sono trovati impreparati, confusi tra regole ormai in disuso e convinzioni proprie. Molti ricordano la norma prevista dal vecchio codice: un intervistato su quattro (26%)  afferma infatti che i sistemi di ritenuta devono essere utilizzati fino ai 12 anni. Un 10% è addirittura convinto che non esista una legge apposita ma che dipenda dalla corporatura del bimbo. Un indicatore decisamente non positivo.

 

A questo dato si aggiunge la considerazione che tre italiani su quattro (74%) non sanno quale sia il posto più sicuro all’interno dell’auto dove posizionare il seggiolino. Solo il 26% del campione sa infatti che, ove possibile, dovrebbe essere posizionato sul sedile posteriore centrale, poiché è il posto più protetto sia in caso di urto frontale che laterale. La preferenza dovrebbe essere comunque sempre data ai sedili posteriori. Un’altra pericolosa bocciatura!

 

Più rassicurante il responso sulle cinture di sicurezza: l’82% degli intervistati sa che devono sempre essere indossate dai bambini, così come dagli adulti. La prima legge su quest’obbligo è del 1988 e per fortuna a distanza di oltre 20 anni… gli automobilisti l’hanno capito.

 

Alla generale disattenzione sui temi della sicurezza a bordo, si contrappone una forte richiesta di servizi “a misura di bambino” lungo le autostrade italiane. In particolare si sente l’esigenza di trovare servizi igienici adeguati (in particolare il 45% delle donne intervistate), aree giochi (24%) e menù appositamente pensati per i più piccoli (16%).

 

Su qualcosa però gli italiani si dimostrano ricchi di attenzioni: quando devono far trascorrere il tempo in auto ad un bimbo, senza che questo si annoi. Se il 26% del campione si affida alle tecnologie (DVD o videogioco), il 46% invece ama inventare dei giochi, raccontare una storia o mettere un cd con le canzoni preferite dai piccoli. Fortunatamente sembra essere caduta in disuso la pessima abitudine di prendere il bimbo in braccio per non farlo piangere, comportamento molto diffuso fino anche nel recente passato ed estremamente pericoloso.

Non bocciati quindi…ma certamente “rimandati a settembre”.

  • una mamma |

    non è affatto difficile montare un seggiolino per auto.. certo, i bimbi piccoli non lo amano.. ma si può spiegare loro perchè è importante, e lo si può fare diventare un gioco… ma non esiste che ci sia un bimbo non protetto in auto!!! che diamine! i bambini capiscono tutto, molto meglio degli adulti, possibile che non si può fin da piccoli spiegargli a cosa serve e farla diventare un’abitudine??! ma perchè certe persone scelgono di avere figli se poi non li proteggono?

  • Corrado |

    Gli italiani come sempre se ne fregano perchè trovano comodo fregarsene. Io sono contro i divieti assurdi , ma le norme salvavita vanno rispettate non mi perdonerei mai di aver ucciso con la mia negligenza mia figlia, ma gli italiani medi i bambini li lasciano morire come i cani in macchina al sole perchè “devono” andare a lavorare con il SUV…

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