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Milano sbaglia i segnali delle strisce blu. E vai coi ricorsi!

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Sommergeteli di ricorsi, senza pietà. Anche se avete torto. Sapete che me la prendo sempre con chi si attacca ai cavilli e desidero un'Italia con meno avvocati, ma quando è troppo è troppo. Perché non è ammissibile concepire un segnale come questo che ho fotografato a Milano in corso di Porta Nuova, davanti all'ospedale Fatebenefratelli: anche scervellandosi a leggere sotto la "P", non si capisce se l'obbligo di pagare anche di sera valga tutti i giorni oppure solo nei festivi, visto che è riportato di seguito agli orari di pagamento diurni fissati per i giorni di festa (correttamente simbolizzati dalla croce).

Eppure ci sarebbero state almeno quattro alternative per essere più chiari.

Nel probabile caso in cui occorra pagare tutti i giorni, la prima soluzione sarebbe stata quella di tirare una bella riga sotto l'orario diurno nelle feste, in modo da far capire che la distinzione tra feriali (martelletti incrociati) e festivi (croce) vale solo di giorno. Oppure, in corrispondenza delle ore serali, si sarebbe potuto ripetere sia la croce sia il martelletto.

Se invece il Comune si accontentasse di incassare anche di sera solo nei festivi, avrebbe tranquillamente tirare una riga di separazione dopo gli orari feriali oppure avrebbe potuto ripetere la croce accanto alla fascia serale.

Non bisogna essere geni per arrivarci. Peraltro, con le regole complesse che si è data sia sulla sosta sia sui transiti in centro e semicentro, Milano dovrebbe aver assoldato appunto dei geni per riuscire nell'impresa disperata di spiegare quelle regole in modo appena chiaro sulla segnaletica, che per legge è (giustamente) l'unico mezzo per renderle note agli utenti e per pretendere che le rispettino. E invece Milano pretende che geni siano proprio gli utenti. Magari anche i poveretti che si sono improvvisamente catapultati al Fatebenefratelli (anche da fuori città) perché hanno saputo che un loro parente si è sentito male.

Né si può dire che l'errore sia stato commesso solo in corso di Porta Nuova: quel tipo di regolamentazione della sosta è piuttosto diffuso nelle zone semicentrali della città. E anche quando si è trattato di piazzare la segnaletica dell'Ecopass non è andata meglio. Senza contare gli inasprimenti estemporanei decisi nei giorni dell'emergenza-polveri e – per forza di cose – comunicati male, tanto da spingere nelle scorse settimane i giudici di pace ad annullare un po' di multe (grazie a Francesco Matera per la segnalazione).

E senza rispolverare lo scandalo della pulizia delle strade, un kolossal coprodotto dagli uffici comunali e dal corpo di polizia municipale: fino al 1996, piazzavano segnali di divieto di sosta mobili la mattina nelle strade che sarebbero state pulite la sera, ignorando bellamente che il Codice impone di dare all'utenza un preavviso di almeno 48 ore e quindi multando illegalmente migliaia di persone (rimediarono solo quando sollevai il problema su Quattroruote, prontamente seguito in prima pagina dal Corriere della Sera). Mi risuona ancora nelle orecchie l'esclamazione del funzionario ministeriale cui telefonai per avere conferma dell'assurdità della cosa: "Gesù!".

Certo, sullo sfondo c'è il problema insolubile di trovare un buon compromesso tra regole complesse (le uniche che mettono d'accordo residenti, commercianti, popolo della movida, gente che lavora, semplici elettori e chi più ne ha più ne metta) e la semplicità che deve contraddistinguere la segnaletica (che deve farsi capire anche da un conducente concentrato nei mille compiti che la guida comporta). Ma in questo caso Milano è riuscita a sbagliare anche quello che mediamente è più facile, cioè spiegare le regole della sosta, che possono anche essere lette con più calma fermandosi. Complimenti!

  • Paoblog |

    “Strisce blu, cartelli e metodi di pagamento” sono il mio pallino perchè dimostrano nero su bianco la totale incapacità del comune di “comunicare” con il cittadino e, all’opposto, la massima capacità nel considerarlo un “pollo da spennare”. A prescindere da norme, dalla logica e, soprattutto, del buonsenso.
    °
    In questo post riassumo tutto: http://paoblog.wordpress.com/2011/01/05/strisce-blu-si-no-forse/

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