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L’esame pratico per il patentino microcar scatta domani ma l’esaminatore dovrà restare a terra

Dunque, ci siamo: da domani chi presenta domanda per il patentino (certificato d'idoneità alla guida che serve per motorini, microcar e per quei tre ruote equiparati a ciclomotori) dovrà sostenere (almeno un mese dopo l'istanza) l'esame di guida. Ovviamente, se si sceglie di sottoporsi al test con un due ruote, l'esaminatore non potrà essere a bordo ma poco male: l'assenza di carrozzeria gli consentirà di vedere abbastanza di come si muove il candidato. Invece, se si sceglie la microcar, c'è tutta la possibilità di imbarcare l'esaminatore, ma la circolare ministeriale che chiarisce le modalità d'esame dice che ciò è possibile solo per la seconda parte del test, quella nel traffico. E per quella che si svolge su un piazzale chiuso?


La circolare ministeriale esplicativa emanata per l'occasione (Scarica Ciclomotori – circolare 28 032011) dice di no. Tecnicamente è una bizzarria. Infatti, proprio la parte su piazzale è quella più "tecnica", dove si vede la reale capacità di guida (nel traffico si valuta soprattutto l'interazione con gli altri): impostazione delle curve, modo di manovrare sterzo, cambio e pedaliera. Va da sé che tutto questo si vede nettamente meglio stando a bordo, tanto che nella maggior parte delle scuole di guida sicura l'istruttore è a fianco all'allievo e non se ne sta a bordo pista a guidarlo col walkie-talkie. Non a caso, qualche mese fa, nella sua newsletter l'ex-pilota di Formula 1 Siegfried Stohr, che i corsi li fa da trent'anni, faceva il paragone con gli allenatori di calcio. Che stanno seduti in panchina, mica in tribuna.