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Ritratto di un politico che sa qualcosa di sicurezza stradale

Intendiamoci bene: questo non è uno spot politico, tanto più che tra pochi giorni scatta il silenzio imposto dalle norme preelettorali e che – come sapete – in questo blog non sono tenero con la politica. Ma voglio raccontarvi di Leonardo Muraro, presidente uscente della Provincia di Treviso, in sella da un decennio (originariamente come vice del "doge" Luca Zaia). Ieri l'ho incontrato per la prima volta e, onestamente, mi ha stupito in positivo. Sarà stato anche perché al primo sguardo non mi aveva fatto una grande impressione (con quel fazzoletto verde leghista esibito dal taschino della giacca gessata), sarà perché ormai dalla politica ormai ci si aspetta sempre il peggio, sta di fatto che già dalle prime battute del suo discorso ho iniziato a rivalutarlo. E non era solo un'impressione personale: a fianco a me c'era Claudio Cangialosi (il patron di Sicurauto) che, abituato alla cerimoniosità impresentabile della politica siciliana, mi ha presto bisbigliato il suo stupore. Che cosa ha potuto stregare due terroni orgogliosi (seppure anomali) come me e Claudio?

Semplicemente la padronanza della materia che Muraro mostrava nell'illustrare le attività della Provincia sulla sicurezza stradale, durante la presentazione del riflessometro, cui ha dato un patrocinio. Ormai sono sedici anni che sento politici cimentarsi in materie come questa, che sono un po' una cenerentola nell'elenco della loro formazione. Quindi sono abituato alle parole vuote o alle analisi approssimative. I più concreti, poi, di solito si limitano ad avvicinarsi al tuo orecchio e a farti un paio di domande secche, cui pretendono una risposta altrettanto secca: segno che devono decidere qualcosa, ma non vogliono o non possono metterci la testa, quindi cercano soluzioni preconfezionate.

Anche i risultati sono dalla parte di Muraro: la rete stradale della Provincia di Treviso è tra le poche ad aver centrato l'obiettivo Ue di dimezzare i morti dal 2001 al 2010 (eh, sì, loro sono anche tra i pochi a tenere già un archivio aggiornato in tempo reale) e ha una mortalità per chilometro più bassa anche rispetto alle autostrade (per vedere i dati completi Scarica RIFLESSOMETRO). Certo, in questo raffronto chilometrico le strade comunali (dove in assoluto si muore di più, anche perché pullulano di utenza debole) risultano le migliori, ma è perché in questa zona sono molto più estese (peraltro ho apprezzato la cura con cui stanno calcolando la lunghezza reale di ciascuna strada extraurbana, sottraendo i tantissimi tratti che si trovano in centro abitato, cosa non facile).

Anche la scelta di patrocinare il riflessometro mi pare coerente: la maggior parte degli incidenti si deve a uscite di strade di singoli veicoli, che non di rado (specie su strade in maggioranza dritte, salvo la fascia pedemontana) sono segno di distrazione, stanchezza, alcol e droga. Giusto i principali fattori di insicurezza che il riflessometro punta a ridurre.

La Provincia di Treviso, poi, è tra le poche ad aver fatto vedere spot choccanti. E a fianco a me un pilota confessava di essere tanto colpito da uno di essi da non riuscire a vederlo.

Poi è chiaro che non si può giudicare solo da queste cose: queste sono materie complesse. Troppo spesso, poi, la politica ci ha insegnato a diffidare. Io stesso a suo tempo ho criticato la Provincia di Treviso per aver aperto alla pubblicità nelle rotatorie (la cui creazione è stata spesso determinante per diminuire la mortalità). E, per la verità, ho pure potuto sentire qualche mugugno. Come quello di Carmelo Trotta, dirigente generale della Motorizzazione ora andato in pensione, dopo aver animato per anni il fronte della sicurezza stradale in Veneto, con iniziative anche innovative a livello nazionale (suoi i primi controlli tecnici su strada per mezzi pesanti e ciclomotori). Trotta aveva proposto invano a Muraro più campagne nelle scuole, per raggiungere il maggior numero di giovani possibile. Ma le scelte della politica sono andate in tutt'altra direzione: mettere su alcune strutture permanenti dove portare i ragazzi a vedere sul campo gli incidenti, la loro violenza, sentirne i suoni disumani eccetera. Chi avrà ragione?

  • marco |

    due precisazioni da insider:
    1) i controlli con i CMR su strada si devono ad un altro dirigente della MCTC ora in pensione, l’ing Carlo Giannuzzi, che li volle e li fece realizzare, dalla definizione del prototipo all’allestimento di serie, in anticipo alla direttiva EU Kinnock.
    Il dott. Trotta fu “solo” uno dei dirigenti territoriali che si trovarono ad utilizzarli sul proprio territorio di competenza, territorio confinario e quindi prioritario allora come oggi.
    2) lei scrive : la maggior parte degli incidenti si deve a uscite di strade di singoli veicoli, che non di rado …. sono segno di distrazione, stanchezza, alcol e droga.
    sorry, ma manca la causa piu’ diffusa ma che nessuno vuole rilevare, i principi attivi farmaceutici e le correlate patologie invalidanti.
    All’organismo se ho assunto anfetamine per dimagrire o per sballare ai fini della guida non fa differenza alcuna, ma a big pharma si, e qui nessun politico, e temo, anche ben pochi giornalisti si azzardano a mettere bocca….
    La smettiamo almeno di chiamare distrazione l’imbambolamento da patologie croniche, antistaminici, antidolorifici, anfetamine degli antidepressivi, anestetizzanti odontoiatrici, ecc ecc ecc..?

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