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Il cavo cede per la neve e finisce sulla strada. Strage sfiorata sotto l’elettrodotto di nessuno

Elettrodotto
 

Nelle cronache sul maltempo di queste ore non ne troverete traccia. Ma sappiate che stamattina, nelle campagne romagnole tra Imola e Faenza, si è rischiata una strage. Solo la fortuna ha fatto sì che non passasse nessuno sulla strada provinciale che si trova sotto l'elettrodotto che vedete qui sopra, nel momento in cui un cavo cedeva, scaricando sull'asfalto 132mila volt. La stessa fortuna ha poi voluto che i primi a intervenire siano stati vigili di campagna, ma evidentemente svegli, che hanno fiutato il pericolo e tenuti tutti ben lontani dal cavo: si è poi stabilito che il potenziale pericolo arrivava a 30 metri di distanza.

Tutto è bene quel che finisce bene, dunque? Assolutamente no: per mettere in sicurezza l'area c'è voluto un bel po', perché non si riusciva nemmeno a capire chi fosse il gestore dell'elettrodotto.


E dire che le norme sulle infrastrutture si curano da sempre di disciplinare anche i casi in cui "s'incrociano" opere di diversa natura (appunto una strada e un elettrodotto o una strada e una ferrovia eccetera). Ma ciò evidentemente in questo caso non è bastato a garantire che il gestore della strada (la Provincia) sapesse a chi appartiene l'elettrodotto. Né ne erano a conoscenza i Vigili del fuoco, che – secondo buonsenso – avrebbero dovuto anche avere od ottenere rapidamente le caratteristiche dell'elettrodotto per sapere come intervenire.

A quel punto, ci si è detti che probabilmente la competenza era del gruppo Enel. Che ha risposto: "No, quella linea elettrica non è nostra". E ha rimandato a un altro gestore elettrico. Di tappa in tappa, si è poi scoperto che invece era tutto delle Ferrovie, i cui tecnici infatti hanno messo in sicurezza l'area con facilità. Non hanno però risposto a una domanda che si sono fatti i presenti: come può un po' di neve tranciare un cavo ad altissima tensione come quello?
  • diana |

    proprietario, numero identificativo della linea e numero del sostegno sono solitamente scritti su una targa metallica attaccata a una ‘gamba’ del traliccio stesso.
    Che sia traliccio FFSS si vede dal fatto che la ‘cima’ è troncata e non è invece ‘a punta’ 🙂
    Il ghiaccio, infine, in condizioni molto avverse può formare ‘manicotti’ che appesantiscono notevolmente i conduttori e provocare cadute delle linee aeree. Nelle zone montane si usano conduttori particolari proprio per diminuire la probabilità che avvengano questi disservizi.
    Circa la competenza: la Regione e l’ARPA dovrebbero forse sapere di chi sono le linee elettriche, ma anche in questo caso difficile trovare l’ufficio competente…

  • nonèvero. |

    Per quel che ne so io i cavi dell’alta tensione hanno un sistema di sicurezza: quando cade un cavo la linea viene interrota automaticamente, in quando mancando all’arrivo al terminale di arrivo la corrente, il sistema toglie la corrente in modo automatico.
    Quindi credo che non dovrebbero esserci pericoli di correnti elettriche in dispersione. Spero che sia la norma per tutti gli elettrodotti.
    [risponde Maurizio Caprino] I tecnici delle Ferrovie intervenuti sul posto non hano dato alcuna rassicurazione di questo tipo.

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