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Gli ultimi veleni dello scandalo T-Red e le nuove regole che non arrivano

Più si avvicina il processo, più aumentano i veleni. Come riportano l'Adiconsum e la stampa locali, nelle ultime fasi delle indagini sullo scandalo dei T-Red, sarebbero spuntati testimoni secondo cui c'era un rapporto privilegiato tra il suo inventore e il ministero delle Infrastrutture che doveva omologare l'apparecchio. Non so se la notizia sia proprio vera né, tantomeno, posso prevedere quante probabilità ci siano che cose del genere vengano effettivamente dimostrate durante il processo. Tanto più che nelle scorse settimane mi è capitato di parlare con tecnici e operatori privati estranei alla faccenda, che sono piuttosto scettici sugli esiti dell'aziome della Procura di Verona. Comunque vada a finire, una cosa è certa: quella dei controlli automatici ai semafori è stata un'operazione malgestita.


Malgestita da parte di chi ha pensato che un problema di sicurezza, posto che davvero ci fosse, potesse essere risolto delegando ai privati la scelta dei semafori da mettere sotto controllo automatico, senza nemmeno chiedersi se i relativi incroci erano progettati in modo perlomeno decente e se quelli fossero davvero i più pericolosi.

Operazione malgestita anche da parte di chi sapeva benissimo che avrebbe potuto incassare molto denaro facendo leva sull'inveterata abitudine della gente a sfruttare il giallo fino all'ultima frazione di secondo, sconfinando nel rosso.

No, non si fa così. Basterà lo spauracchio di finire sotto processo come a Verona per fermare ignoranti in buona fede e furboni dei controlli automatici? Se l'indagine veronese finirà in nulla come dice qualcuno, no. Tanto più che altri procedimenti sono stati archiviati in varie parti d'Italia e a Milano pare si sia scelto di procedere solo sugli aspetti legati alla regolarità dei bandi d'appalto.

E allora forse ci vuole una bella direttiva ministeriale che dica che cosa si può fare a che cosa no. Occorrerebbe pure un'autorizzazione prefettizia (che peraltro sembra prevista pure dalla riforma del Codice della strada) a installare gli apparecchi, individuando i punti davvero pericolosi. Insomma, occorre fare qualcosa subito, a prescindere da quello che avverrà nei tribunali.

  • Fred |

    Si vero passare con il rosso è errato, come prendere la multa salata a vanvera. Il calcolo fatto rispetto alle multe inflitte dice chiaramente che ogni dieci minuti nella cassanese qualcuno passa con il rosso. Invece di andare avanti per anni mettendo le multe qualcuno – non solamente interessato a far cassa – si sarebbe dovuto interrogare sul come mai la Cassanese sia un raduno di idioti. Oppure ci si dovrebbe interrogare su chi lascia certi post, per esempio se siano o meno parenti di chi si deve parare il sedere perchè pescato a fare il furbo alle spalle dei cittadini.

  • theDRaKKaR |

    Concordo al 100% con Pippo.
    Non passi con il giallo o il rosso e la multa non la prendi.
    Punto.

  • Pippo |

    Ma di andare piano, rispettare i limiti, non passare con il rosso, non parcheggiare negli spazi riservati agli invalidi, dare la precedenza a chi attraversa sulle strisce pedonali, etc., etc, non se ne parla mai?
    Perché non fate un salto negli altri paesi europei e provate a superare un limite di velocità o ad attraversare un incrocio con il rosso? Altro che ricorsi al Giudice di Pace, Prefetto, scuse varie, “rosso fresco”, etc. lì la musica è un’altra. In Italia delle regole e delle leggi non ce ne frega assolutamente nulla (d’altronde come potrebbe essere diversamente visti i comportamenti di chi dirige questa nostra patetica nazione?)

  • giancar |

    un indagine nata tre anni fa che non è arrivata ancora a nulla, messa in piedi dagli esposti dei comitati dei contravventori che erano parti in causa avendo tutto da guadagnare dall’inchiesta, dalla bagarre, dai titoloni sui giornali.
    Un indagine portata avanti da degli investigatori che non avevano trovato le spire nel t-red quando qualsiasi sprovveduto avrebbe dovuto capire che il t-red non aveva bisogno di spire per funzionare.
    Un indagine che ha interressato 63 comuni con un mare di gente messa alla gogna mediatica.
    Un indagini che ha impegnato centinaia di agenti ed ufficiali di polizia giudiziaria, per migliaia di ore per passare al vaglio, al setaccio milioni di atti e di verbali.
    E il tutto in base all’ipotesi che una ditta (produttrice) avrebbe omologato in maniera truffaldina un apparecchio per poi mettersi d’accordo con un altra ditta (venditrice) che si sarebbe poi messa d’accordo con una miriade di enti per fregare il cittadino contribuente ignaro bue !
    Ma ha un senso logico tutto questo ?
    Ma non avrebbero fatto meglio, prima di mettere in moto tutto questo ambaradan e prima di sperperare un mare di denaro pubblico se avessero chiesto al Ministero se tutto era regolare ?

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