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Il low cost non fa bene alla sicurezza: il crash-test della Dacia Duster

Pochi mesi fa, la Dacia ha annunciato di essersi ormai liberata delle diffidenze dei consumatori italiani verso le auto low cost: glielo ha indicato una ricerca commissionata apposta (Scarica DACIA IN ITALIA). Bel traguardo, non c'è che dire: finché si parla di biglietti aerei low-cost è tutto facile, mentre l'acquisto di un bene durevole da qualche migliaio di euro rende tutti circospetti. Ma attenzione: contrariamente a quanto pare accada nel settore aereo, in auto il low cost può costare in termini di sicurezza. Guardate il risultato della nuova Dacia Duster nel test Euroncap.

Non è confortante vedere che il primo modello Dacia nato con una certa dose di ambizione (è esteticamente curata ed una suv, anche se costa quanto una medio-piccola) riesca ad assicurare una protezione appena sufficiente a torace e cosce nell'impatto frontale e al collo nel tamponamento (si è risparmiato sull'appoggiatesta?). Altri punti sono stati persi per l'assenza dell'Esp dalla dotazione di serie. E dire che l'Esp ha ormai un costo industriale ridicolo e che su un veicolo a baricentro alto ci starebbe sempre bene.

Dunque, una prestazione analoga a quella delle altre due Dacia lanciate negli anni scorsi (Logan e Sandero), che però hanno un'immagine più dichiaratamente low cost e hanno un progetto più anziano. E dire che, come nota anche il capo di Euroncap, la Dacia fa parte del gruppo Renault, cui non mancano certo le tecnologie per la sicurezza e la progettazione delle scocche mirata a conquistare le cinque stelle nei crash-test (anzi, dieci anni fa era stato il costruttore generalista che ha preceduto senza incertezze i concorrenti, su questi fronti).

Di fronte a questi risultati, ritorna una domanda che si era giustamento posta "Quattroruote" qualche anno fa: a parità di prezzo, meglio una low cost nuova o un'auto usata di marchio tradizionale? Per chi sa valutare in che condizioni è una vettura di seconda mano in modo da evitare bidoni, la scelta giusta pare essere la seconda.

  • roberto |

    buongiorno sig caprino.
    io sono roberto di ancona io ho una dacia duster 1500 diesel.4×4 con esp e vari altri optional e le posso dire che questa macchina si guida molto bene e anche ottima a livello di sicurezza. certo l’importante è non camminare troppo e rispettare le norme di sicurezza stradali. comunque per avere speso 19.800€ per un suv mi posso ritenere molto soddisfatto di questa macchina le auguro una buona giornata!
    [risponde Maurizio Caprino] Nessuno dice che l’auto faccia schifo: è che durante l’uso normale, specie se c’è traffico, le auto sono tutte uguali, soprattutto per l’utente normale. In situazioni di emergenza o in mano a un collaudatore, però…

  • fabio pennacchi |

    buongiorno sig. Caprino,
    quando in questo Paese si permette ancora l’immatricolazione e commercializzazione della Lada Niva…
    Sarebbe sufficiente, visto che siamo in Europa, subordinare l’immatricolazione e la commercializzazione di un nuovo modello di auto, al superamento di un determinato punteggio nei test Euro NCAP.
    Troppo complicato?
    Saluti
    Fabio Pennacchi

  • Florian |

    Dall’altro canto c’è la notizia dello schianto ad altissima velocità di una Pagani Zonta con conducente illeso.
    [risponde Maurizio Caprino] L’equazione auto costosa=grande sicurezza, però, non sempre è vera. Perché, dal punto di vista della sicurezza passiva, gli urti non sono mai uno uguale all’altro e ci sono stati costruttori molto blasonati (leggi Ferrari) che hanno avuto qualche problema di troppo con gli incendi. Dal punto di vista della sicurezza attiva, invece, le supercar sportive non hanno tutti i sistemi più avanzati di assistenza alla guida che sarebbe legittimo pretendere dato il prezzo (per esempio, cruise control attivo, abbaglianti automatici, visori notturni, allarmi di veicolo nell’angolo morto degli specchietti e avviso di perdita della corsia), perché sono vetture ottimizzate per un impiego in pista (che molte volte resta solo ipotetico).

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