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Nelle officine Fiat i diritti dei clienti sono fermi a nove anni fa

Fa un certo effetto leggere che la Fiat offre solo un anno di garanzia sulle riparazioni e dà al cliente solo otto giorni di tempo per farla valere. In pratica, è tutto come nove anni fa, cioè come se il 24 marzo 2002 non fosse entrata in vigore anche in Italia la direttiva europea 99/44, che porta la garanzia a due anni e riconosce al consumatore 60 giorni per denunciare un difetto (o, meglio, una non-conformità), a partire dalla data in cui lo ha scoperto.

Il tutto è emerso grazie all'attenzione dell'Adiconsum. L'aggravante è che queste clausole sono scritte nel "Patto chiaro servizio", definizione altisonante che la Fiat ha iniziato a dare ai suoi contratti una ventina d'anni fa, quando ha iniziato a venire incontro ai consumatori. Fu un'iniziativa spontanea, seguita da altre frutto invece di obblighi successivi, come quello di eliminare le clausole vessatorie introdotto per legge nel 1996.

  • Nicola Giardino |

    Caro Maurizio, ancora una volta la garanzia si conferma materia assai complessa. Proviamo a mettere ordine ricordando innanzitutto che la tutela del Codice di consumo non ricorre nei seguenti casi:
    1. Riparazioni di auto impiegate in attività aziendale che recuperano IVA perché soggette alle norme del Codice Civile ovvero garanzia di un anno. Il Codice di consumo si applica esclusivamente nei rapporti con i consumatori privati. Andrea105 ha ragione.
    2. Riparazioni senza impiego di ricambi o con utilizzo di ricambi forniti dal proprietario dell’auto. Il Codice di consumo regola solo i rapporti di vendita e non di semplice prestazione d’opera. Pertanto il riparatore risponde solo dalla qualità del suo lavoro che è soggetto alla garanzia di un anno del Codice civile.
    Le riparazioni con fornitura di ricambio ai consumatori privati rientrano invece pienamente nella tutela del Codice di Consumo (con garanzia biennale) perché l’art. 128 equipara ai contratti di vendita i contratti di prestazione d’opera con fornitura di pezzi di ricambio in quanto finalizzati alla fornitura di beni di consumo. Non conosco in dettaglio il “Patto chiaro di servizio” Fiat, ma per quello che sono riuscito a capire dalla meritoria segnalazione di Adiconsum, la mancata applicazione del Codice del consumo potrebbe essere dovuta al tentativo di separare il rapporto di riparazione da quello di fornitura dei ricambi tanto è vero che su questi ultimi mi pare di capire siano riconosciuti i due anni di garanzia. Se fosse così l’interpretazione a mio parere è sbagliata perché l’art. 128 lo considera un unico contratto indissolubile finalizzato alla vendita. La Fiat si espone all’accusa di pratica commerciale scorretta davanti all’Antitrust che nella veste di Autorità amministrativa può infliggere provvedimenti piuttosto salati perché rapportati al suo giro d’affari totale, ma non risarcisce il danneggiato. Per la parte risarcitoria invece si espone ai rischi di dover sottostare ai giudizi della Magistratura ordinaria. Per i reati inferiori a 5.000 euro è sufficiente il Giudice di pace senza necessità di assistenza legale. Consigliabile in ogni caso mettersi sotto la tutela di Adiconsum. Mi si permetta un ultimo commento: le Case soprattutto nei momenti di crisi hanno bisogno della fedeltà del cliente per sopravvivere, ma non perdono occasione per tradirla.

  • pino per tutti |

    ho sottomano un caso… a gennaio 2010 ho comprato una Multipla a metano la vettura ad oggi ha fatto + di 6 mesi d’officina e non sono ancora stati risolti i problemi evidenziati, hanno però sostituito di tutto frizione (2 volte) cambio, cinghia di distribuzione pompa dell’acqua iniettori (2 volte) compressore del climatizzatore, marmitta, ultima riparazione pompa del servosterzo.
    ho perso dieci giorni di lavoro per stare a loro disposizione.
    mi hanno regalato 5 anni di garanzia… per entrare ed uscire molto più facilmente dall’officina.
    ad oggi ho sempre lo stesso problema.

  • Florian |

    Il vero mercato per le auto è la manutenzione. Faranno di tutto per non riconoscere i guasti e far decadere la garanzia con il tiro e molla.

  • ptprince |

    Refuso di stampa o tentativo di “fregare” il cliente? Propenderei per la prima, anche perché credo che anche il cliente più sprovveduto ormai conosca le garanzie minime imposte dalla Legge e che i costruttori sono tenuti a fornire.
    Ben più grave a mio parere operare sistematicamente violazioni contrattuali come fa Volkswagen. In questo caso la violazione diviene sostanziale, e non solo formale, ed in questo caso sì che il cliente rimane letteralmente fregato.
    D’altronde solo “Al Volante” sembra raccontarci numericamente quanto sia consolidato questo comportamento volutamente doloso.
    Sì, doloso: è stato amaramente “simpatico” constatare vedere la solerzia (ma sarebbe meglio dire “fretta e furia”) nel sostituire il riduttore di pressione di una Touran Ecofuel collassato nottetempo in un garage, dopo aver scomodato una squadra di vigili del fuoco per arrestare la perdita e mettere in sicurezza i luoghi). Curiosità: a garanzia contrattuale scaduta e in modo completamante gratuito: nemmeno un euro di concorso spese.
    Forse dobbiamo davvero solo aspettare che qualcuno si faccia male, per far gettare la maschera a Volkswagen, ma ahimè stavolta ci siamo andati davvero vicini, e le prove sono state goffamente occultate.

  • andrea105 |

    mi sembra che la garanzia biennale spetta solo a chi usa la macchina come “privato consumatore”,
    chi la usa per lavoro (e scarica il costo con partita iva), ha diritto solo alla garanzia annuale

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