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Abs e antinquinamento sulle moto: i costruttori chiedono più tempo

Ora sembra che la questione riguardi più i tempi che l'efficacia. L'Acem (associazione europea dei produttori di moto) è tornata a parlare delle proposte di direttive europee prossime venture su sicurezza e inquinamento la settimana scorsa, lasciando in secondo piano le perplessità sull'efficacia dell'Abs. Nella sua conferenza annuale, tenutasi la settimana scorsa, l'Acem ha chiesto alla Ue di poter partecipare meglio alla definizione dettagliata degli standard da rispettare. E, soprattutto, ha chiesto ancora che sia fissata una tempistica di entrata in vigore un po' più diluita. Sia per poter meglio pianificare ricerca e investimenti sia per non strangolare il mercato (che comprerebbe una moto adeguata alle norme attuali sapendo che nei prossimi anni ci saranno vari aggiornamenti in rapida successione?).

  • mario |

    Se l’ABS e qualunque altro congegno sono utili a ridurre gli incidenti e aiutano la protezione dell’ambiente (e lo si possa dimostrare), basterebbe che la Commissione europea attraverso il suo portavoce rendesse note alla stampa le ragioni dell’orientamento a renderli aobbligatori prima di importli. Sempre sono disponobili studi (o si possono commissionare) di organismi autorevoli da divulgare prima di ogni imposizione. Così facendo, magari anche allertando le associazioni di consumatori, si farebbe arrivatre ai motociclisti la necessità di richiedere sui nuovo modelli ABS e altro. Il mercato se i produttori non si adeguano tempestivamente si fermerebbe e i costruttori senza imposizione provvederebbero senza strapparsi le vesti e riofugiandondosi nel vittimismo. Imponendo troppo con con decreti e regolamenti si uccide il libero mercato. La Commissione prima di imporre ha il dovere di illustrare ai cittasdle le ragioni dei suoi orientamenti.

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