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Il cronotachigrafo digitale, i sigilli da non controllare più e gli incidenti diplomatici

Si fa presto a parlare di Europa unita: nella giungla di norme che regola la giungla delle attività uname, ci sono disparità di trattamento anche su materie soggette a regolamentazione comunitaria. Ne sanno qualcosa i camionisti francesi multati in Italia per avere un cronotachigrafo digitale senza sigillo sulla parte posteriore, non richiesto dai regolamenti europei (2135/98 e 1360/2002). Ne è nato un caso diplomatico, con intervento delle autorità francesi e circolare del 2 settembre scorso con cui il dipartimento Pubblica sicurezza chiariva che i sigilli posteriori sono richiesti solo agli italiani. Tutto sistemato? Nossignori.

A quel punto, come mi segnala Paolo Giachetti, la Commissione europea e i ministeri delle Infrastrutture e dello Sviluppo economico si sono fatti venire il dubbio che i discriminati fossero diventati proprio gli autotrasportatori italiani. Il tutto alla luce del fatto che in ambito europeo nessun controllo dev'essere discriminatorio e che vanno sigillate solo quelle parti dell'apparecchio taroccabili o collegate agli apparati di bordo in modo da prestarsi a trucchi. Così c'è stato un giro di pareri scritti tra ministeri, al termine del quale il dipartimento ha scritto una seconda circolare per dire "lasciate stare, bastano per tutti i soli sigilli anteriori". Una semplificazione indubbia. Ma sembra che qualche cronotachigrafo digitale (regolarmente omologato) abbia comunque parti sensibili anche sulla sua faccia posteriore…