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Partite? Ricordatevi di guardare lontano quando guidate

Un consiglio che non leggerete da nessun'altra parte per i viaggi in auto di queste vacanze natalizie: riabituatevi a guidare guardando soprattutto molto avanti a voi. Questo è un insegnamento che danno gli esperti nei corsi di guida sicura e fino a qualche anno fa era addirittura banale: uno dei vantaggi dello stile di guida aggressivo che era molto diffuso in Italia era il fatto di stimolare proprio l'attenzione "a lunga gittata". Poi sono venuti navigatori, telefonini, apparecchiature di bordo a iosa con annesse selve di comandi e Tutor in autostrada (che ha abbassato le velocità medie di una quindicina di chilometri orari). Così ora si dice che nella nostra guida ci sia tanta distrazione, che – quando va bene – porta a guardare solo il paraurti del veicolo che precede.

Lo sguardo corto è consigliabile solo in ambito urbano o comunque su strade con molti accessi laterali da cui può sbucare qualcuno. Sono tutte situazioni in cui la velocità dev'essere bassa e per bassa s'intende fino a 50-60. In autostrada, anche i tanto odiati 130 sono da classificare alta velocità: sopra i 110, l'energia cinetica che entra in gioco in un'eventuale manovra d'emergenza è tale da rendere difficile ogni sterzata o frenata istintiva e quindi il miglior modo per cavarsela è accorgersi prima possibile del pericolo, in modo da sfruttare più spazio libero tra sé e il pericolo per ridurre la velocità a livelli in cui manovrare è più facile o urtare è meno dannoso. Ma per capire tempestivamente che c'è il pericolo occorre, appunto, lo sguardo lungo.

Non illudetevi di averlo già. Si può anche perderlo col tempo. Io, per esempio, in due giorni di pista a Misano a inizio mese mi sono accorto che difficilmente guardavo oltre la curva cui stavo andando incontro e quindi poi ero in ritardo nell'impostare la successiva. Finché si è in pista, poco male. Per strada è tutto diverso: le probabilità di trovare qualcuno fermo, un animale o qualche pezzo perso da altri veicoli sono decisamente superiori.

  • marco |

    Sacrosanto, ma anacronistico, nell’epoca dei tutor e degli autovelox una fila infinita si incolonna a paraurti senza consentire la profondità visiva necessaria.
    Ricordiamo che ad un 10% di velocità media in meno corrisponde un proporzionale incremento della densità veicolare su strade peraltro già al limite di capacità.
    La carovaniera torpida all’americana e’ l’andatura inevitabile, a questo punto parlare di accorgimenti di guida sicura e’ quasi beffardo…
    La vera preoccupazione e’ per quei giovani che ormai sanno guidare solo cosi’ non avendo mai sperimentato una guida “vera”.
    [risponde Maurizio Caprino] Credo ci si debba sforzare a tenere lo sguardo lungo comunque. Non solo perché esistono ancora strade senza “carovane” e prima o poi può capitare di imboccarne una, ma anche perché si può – per esempio – scoprire che 500 metri più avanti c’è un tir che sta uscendo in sorpasso, cosa che fa diminuire i rischi di tamponamento a catena (che il Tutor non ha affatto eliminato).

  • Emax |

    Oltre a non perdere l’abitudine allo sguardo “in profondità” aggiungerei anche di non perdere l’abitudine di guardare alla segnaletica: spesso si fa troppo affidamento alle indicazioni vocali del gps correndo così il rischio di imboccare una strada contromano (perchè la mappa cartografica non è stata aggiornata) o di finire inguaiati in strettoie o mulattiere che portano chissà dove, e non mancano i casi di guidatori finiti in mezzo ad un fiume solo perchè il tomtom suggeriva una scorciatoia…

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