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Sosta selvaggia, camion selvaggi, targhe “inventate”. Benvenuti nella civilissima Bolzano

Siamo abituati a pensare che Bolzano sia un pezzo di Germania rimasto per caso in Italia. Non solo per la lingua, gli orari dei negozi e le quote di mercato stratosferiche che vantano Audi, Bmw, Mercedes e Volkswagen, ma anche per disciplina e senso civico. Ma guardate queste foto, scattate da Michele De Luca:

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Si riferiscono a clienti di un bar che parcheggiano addirittura ostruendo un incrocio, in un modo che onestamente siamo abituati a vedere in zone d'Italia più degradate: se non fosse per il rango delle vetture, per la pista ciclabile e i portici, si potrebbe ritenere che siano state scattate un migliaio di chilometri più a Sud (anche se qui a Bolzano comportamenti del genere danno più nell'occhio, perché nelle foto non si vedono altre irregolarità clamorose).Colpa solo dell'inciviltà che avanza o dell'escalation di dimensioni delle auto, che sta facendo perdere la pazienza anche ai santi durante la vana ricerca di un parcheggio?

Vi confesso che qualche pensierino sull'avanzare dell'inciviltà in quelle zone lo avevo fatto un mese fa sull'Autobrennero, vedendo che anche lì girano tanti camion tenendo accese le luci blu, assolutamente illegali e confiscabili dallo scorso agosto in seguito alla riforma del Codice: anche lì sembra di ritrovarsi in senso contrario un'autocolonna della Polizia.

E sempre Michele De Luca alimenta altri dubbi facendoci vedere questa Maserati (Visualizza questa foto) che circola con una targa anteriore riprodotta in dimensioni più piccole dell'originale e montata non al centro ma a sinistra in posizione irregolare: voglia di personalizzazione per fare una Maserati in stile Alfa o perdita della targa originale rimediata in questo modo per non prendere i soldi sulla reimmatricolazione che il Codice imporrebbe? Non lo so. Fatto sta che quest'auto non è in regola pare circoli così da mesi sotto gli occhi di tutti. Nella civilissima Bolzano.

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  • peofsz1600 |

    Caro Dr. Caprino, ci siamo intesi bene. La mia era una provocazione, se sono stato offensivo chiedo venia. Io continuo a pensare che il fai da te (come ad esempio le targhe adesive che si mettevano sul cofano delle mini in UK fino a pochi anni fa) non sia un reale problema per l’identificazione del veicolo (soprattutto all’anteriore). Quello che conta e’ la capillarita’ dei controlli. Capillarita’ che e’ l’unica che permetterebbe di individuare furbate come quella cinese, o targhe che non corrispondono al veicolo e che siano leggibili.
    So che le targhe adesive non sono piu’ accettate in UK, e devo dire che quest’irrigidimento normativo mi dispiace.

  • peofsz1600 |

    Dr. Caprino, ha visto cosa si sono inventati i cinesi per coprire le targhe? Con questo sotterfugio le targhe clonate diventano praticamente inutili. Come quelle del Poligrafico, per par condicio.
    Quello che serve e’ solo l’assiduita’ dei controlli.
    [Risponde Maurizio Caprino] Non ci stiamo intendendo. Io voglio solo dire che una targa costruita da un soggetto terzo ufficialmente abilitato (Poligrafico o agenzia di pratiche sotto casa) può essere soggetta a standard severi, che rendono riconoscibili i falsi durante i controlli (che ovviamente è bene che siano tanti). Permettere invece l’autocostruzione significa di fatto rinunciare a imporre standard severi e quindi addio. Poi so anch’io che sbaglia anche il Poligrafico (l’ho denunciato più volte), ma quella è una patologia (peraltro individuabile e circoscrivibile), mentre dire “liberi tutti” significa legalizzare l’imperfezione (chiamiamola così).

  • Gian Carlo Ariosto |

    Per Francesco: una rapida verifica sul sito dell’Agenzia delle Entrate (http://www1.agenziaentrate.gov.it/servizi/bollo/calcolo/RichiestaPagamentoSemplice.htm) consente di accertare che tutte e tre le targhe raffigurate nelle foto appartengono a residenti nella provincia di Bolzano.

  • peofsz1600 |

    I casi di clonazione non si scoprono con la targa prodotta dal Poligrafico che puo’ essere contraffatta (l’asprezza delle pene non risolve il problema quando c’e’ un interesse specifico da parte di chi viola la legge), ma con assidui controlli ed incroci informatici su banche dati di veicoli, proprietari, assicurazioni, magari sfruttando i portali del tutor.
    In Francia, in Olanda in Gran Bretagna dove le targhe auto si comperano in negozio, come se la cavano con le vetture clonate?
    [Risponde Maurizio Caprino] Si comprano in negozio, ma hanno caratteristiche definite e non sono autocostruite, questa è la differenza che consente di scoprire i falsi anche su strada. Se consentiamo l’autocostruzione da parte del cittadino, addio!

  • peofsz1600 |

    Dr. Caprino, sa quante vetture d’epoca girano con targhe contraffatte perche’ quelle arancioni o bianche sono brutte a vedersi o troppo voluminose o comunque anacronistiche rispetto alla vettura? Oppure una delle due targhe e’ stata danneggiata o rubata, e la reimmatricolazione toglie valore.
    Volendo essere pragmatici, il problema della identificabilita’ del veicolo e’ rispettato anche dalla targa adesiva anteriore sulla Maserati. Certo, non sono le dimensioni normalizzate ne’ la posizione che i burocrati hanno imposto (Alfa Romeo ha dovuto lottare molto per avere la targa disassata), soprattutto non e’ il pezzo di lamiera stampato dai poligrafici dello stato, ma e’ sufficientemente leggibile e cio’ dovrebbe bastare.
    [risponde Maurizio Caprino] Se vogliamo dirla tutta, la produzione delle targhe resta riservata per legge allo Stato perché altrimenti lo stabilimento di Foggia del Poligrafico chiuderebbe e ciò non è sindacalmente accettabile. Però chiudere un occhio sulle targhe irregolari apre inevitabilmente la porta al proliferare di targhe false. Quindi o facciamo come in Gran Gretagna (dove la produzione delle targhe è liberalizzata ma ovviamente ci sono maggiori garanzie di controllo) oppure ci mettiamo davvero a rischio. E i casi di clonazione di veicoli (magari di pregio come la Maserati delal foto) sono già troppi oggi.

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