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Chi l’ha detto che le gomme invernali sono meglio delle estive?

Fateci caso: negli ultimi anni, non passa autunno che si parli dell'opportunità di montare le gomme invernali, ricordando che ormai sono talmente progredite rispetto al loro debutto (una ventina di anni fa) da andare meglio di quelle normali anche quando non nevica. Basta che il termometro scenda sotto i sette gradi. Tutto vero, ma solo se si fanno le dovute distinzioni. Infatti, occorrerebbe condurre test comparativi tra le gomme "estive", quelle invernali e alcuni modelli "intermedi" (cosiddetti "all weather") in varie condizioni tipiche dell'inverno. Quindi, non solo a temperature prossime allo zero ma anche sui 10 gradi: in genere le gomme invernali si tengono montate dai primi di novembre fino a tutto marzo e in questo lasso di tempo, soprattutto in pianura e al Sud, il termometro può arrivare anche a 10-15 gradi. Senza contare che non sono pochi i signori che dimenticano di rimontare le gomme estive persino quando fa caldo, come ha dimostrato la campagna preventiva "Pneumatici sotto controllo", portata avanti da Polizia stradale e Assogomma: in questo caso è un autentico disastro, perché, oltre a peggiorare il comportamento del veicolo, si accentua anche l'usura della gomma (e pensare che le invernali di per sé non sono dispendiose, se si considera che mentre sono montate si evita di consumare le estive di cui già si dispone).

Le cose si complicano ulteriormente se consideriamo che ormai pure quelle che sbrigativamente chiamiamo gomme "estive" tendono a specializzarsi: ci sono quelle a basso attrito (che si stanno diffondendo anche di serie su alcuni modelli, ora che le case automobilistiche stanno molto attente ai consumi per prepararsi a prendere meno multe possibile sulle emissioni di CO2 sopra i futuri limiti fissati dalla Ue) e le runflat (che consentono di proseguire per almen0 80 chilometri dopo una foratura e sono disponibili in versione invernale solo in pochissimi casi).

Purtroppo non mi risultano prove così esaustive. Mi appoggio allora a un articolo di Altroconsumo di questo mese, in cui si limitano a confrontare gomme invernali ma se non altro si pongono un minimo il problema, pubblicando un grafico-confronto con le frenate da 100 all'ora sull'asciutto a 20 gradi, sul bagnato a 10 gradi e sulla neve. Sarebbe stato preferibile se si fossero ricordati di fornire qualche dettaglio in più su come hanno effettuato i test (almeno quali modelli di auto e di gomme hanno utilizzato), ma in soldoni ne esce che pure la superiorità dell'invernale sul bagnato, di cui tanto si parla, a 10 gradi si riduce a soli tre metri. E non mi stupirei se, scegliendo un pneumatico estivo molto buono, il risultato s'invertisse.

Un problema che invece emerge dai test (compreso quello di "Quattroruote", sempre sul numero di novembre) è che l'allargamento del mercato sta portando allo sbarco di produttori cinesi, che  offrono prezzi molto bassi ma non ancora qualità al livello degli altri. Motivo in più per "convertirsi" alle invernali solo a ragion veduta, premiando i prodotti migliori.

  • GoldWing98 |

    Mi scuso del ritardo con cui intervengo, ma l’argomento mi sembra interessante e ancora attuale.
    Sulle gomme della mia auto(o meglio, di mia moglie, poichè io normalmente non guido auto), un SUV 4 ruote motrici, c’è scritto M+S (gomme di primo equipaggiamento): il gommista mi ha detto che sono gomme “miste” (nè puramente estive nè invernali), che vanno bene in tutte le occasioni, e che quindi posso tenerle tutto l’anno(come finora ho fatto), senza pregiudicare la sicurezza (quindi senza aumentare lo spazio di frenata e diminuire la tenuta di strada).
    E’ così?
    [risponde Maurizio Caprino] Sì, se oltre alla scritta “M+S” non compare anche un logo col simbolo di un cristallo di neve e del profilo di una montagna.

  • Pisione / Mouette68(ex Claudio) |

    @Sky One
    Io non credo che le prove di 4R siano falsate, non credo che i giornalisti di 4R siano pagati sotto banco.Sarò ingenuo pazienza.Allora chi Le garantisce che quelli di Altroconsumo non siano corrotti pure loro? Lo statuto di altroconsumo?
    Suvvia dai non si può vivere in un clima di sospetto continuo di complotti etc
    Inoltre abbiamo un cervello usiamolo.Se 4r scrivesse che le gomme cinesi sono migliori delle Go**** forse mi suonerebbe un campanello d’allarme, però se leggo su 4R su Auto, sul sito ADAC etc che le cinesi sono gomme pessime (almeno per ora e non solo le cinesi) direi che mediamente 4R dice il vero.
    Non credo proprio che siano così polli da taroccare i numeri delle prove.
    Non ci credo.
    Inoltre trovo singolare che le gomme di una nota marca giapponese che iniza con la Y siano bocciate da altroconsumo, mentre ADAC le giudica buone.
    [risponde Maurizio Caprino] Se vogliamo proprio essere precisi, confermo che pagamenti sottobanco non me ne risultano (o possono essere un’eccezione, se mai la Guardia di finanza ne accertasse). Però è accaduto che venisse proposto dal datore di lavoro di curare gli allegati pubblicitari, con pagamento extra rispetto allo stipendio. A me personalmente non è accaduto, anche perché in giro si sa come la penso su queste cose e già fatico a trovare il tempo per fare tutto il mio lavoro “normale”. Ma anche un collega che queste cose le fa mi sembra che in media sia soprattutto una persona che deve pagarsi un mutuo e non bada al fatto che il committente sia l’azienda A o l’azienda B, per cui alla fine (considerato che sia A sia B finiranno per commissionare all’editore qualcosa che poi materialmente farà quel collega) resta a suo modo imparziale.

  • Sky One |

    E chi ha parlato di corruzione? Io ho parlato di “incentivi”: se un giornalista viene invitato per un fine settimana in una bella zona per provare il nuovo modello di auto, ci andrà con lo stesso spirito di quello invitato per mezza giornata a Vizzola Ticino (con tutto il massimo rispetto per Vizzola Ticino)? Se è un bravo giornalista sì, ma quanti bravi giornalisti ci sono?
    Sul secondo punto: quindi lei ritiene impossibile fare dei test sulle gomme (perché di questo stavamo parlando) andando da X gommisti diversi, senza presentarsi come “giornalista della testata Y”, e comperare N treni di gomme? Le sembra eticamente corretto provare un’auto diversa da quelle che poi verranno vendute sul mercato?
    [risponde Maurizio Caprino] Primo punto. Le prove di “Quattroruote” non si fanno in luoghi ameni, ma in mezzo agli insetti e alle nebbie di Vairano di Vidigulfo (Pavia). Ci sono altri test che effettivamente si fanno in posti piacevoli, ma sono solo impressioni di guida. Lì ovviamente conta la professionalità, non solo per non farsi distrarre dalla “cornice”, ma anche perché spesso non c’è il tempo per controllare tutto quel che si dovrebbe. Io sulla professionalità media dei colleghi metto la mano sul fuoco, il problema più serio è che nello scorso decennio si è incentivato uno stile di scrittura brillante che come genere letterario non è nemmeno malvagio, ma poi ti accorgi che alla fine non ti fa capire come diamine vada l’auto provata. E questo anche quando il collega lo ha capito bene e magari in cuor suo aveva anche tutta la voglia di raccontarlo.
    Secondo punto. Al momento ritengo impossibile fare test del genere, salvo prosciugare il budget e quindi rinunciare a N altre cose. Non è eticamente corretto (anche perché ormai gli optional possono essere centinaia e a volte non è evidenziato che la vettura provata ne monta che ne può influenzare il comportamento nel test), ma è quello che accade.

  • Sky One |

    @Pisione: mi spiego con un esempio. Mi capitava di leggere riviste specialistiche di moto in cui si effettuavano delle prove trovando dei difetti minuscoli e assolutamente trascurabili. Dopo qualche pagina, ecco la pubblicità delle moto provate. Solo un caso che le moto i cui produttori pagano la pubblicità non avessero difetti? Io non lo credo. Allo stesso modo non ritengo corretto dover prendere per oro colato i test di Quattroruote: chi le dice che non siano “drogati”? Chi le assicura che, dovendo tenere care certe pubblicità (giacché le entrate dei mensili non si fanno sulle copie vendute), le gomme non vengano scelte in modo mirato? Lei è sicuro che i giornalisti/collaudatori di Quattroruote non ricevano “incentivi” (fine settimana, auto preparate ad hoc, ecc.) per far ben apparire un prodotto? Io no, quindi mi fido di più delle prove di Altroconsumo.
    [Risponde Maurizio Caprino] Un momento: nessuno di noi è autorizzato a pensare che a Quattroruote ci siano giornalisti o collaudatori corrotti: ci ho lavorato nove anni e non mi risulta affatto. Il problema è che queste persone lavorano in un sistema molto permeabile alle esigenze della pubblicità e quindi s’instaura un certo clima senza però che si arrivi alla corruzione personale vera e propria. Certo, poi c’è chi a questo clima si adegua meglio di altri e magari fa pure carriera, ma questa è cosa diversa dalla corruzione personale.
    Quanto alla possibilità che le prove vengano drogate, c’è ma non dipende da chi le fa, bensì dai come i costruttori preparano le vetture di parco stampa: confermo che a volte, di fronte a risultati molto favorevoli, tra giornalisti e collaudatori serpeggia il dubbio che la casa abbia truccato le carte. Ma non c’è rimedio: occorrerebbe procurarsi altre vetture con la compiacenza di qualche concessionario, ma capite bene che si può fare solo in casi estremi perché è difficile. Senza contare che a quel punto il costruttore potrebbe contestare i risultati sostenendo che si tratta di esemplari con qualche difetto di messa a punto rispetto a quelle che sono le sue specifiche.

  • Valerio |

    mi puoi dare una conferma sul fatto che il Ministero dei LLPP exIspettorato Circ. e Traffico sta provvedendo a emettere un nuovo ed apposito segnale di obbligo di catene a bordo? Ci puoi dare un anteprima del suo volto??? grazie.
    [Risponde Maurizio Caprino] Confermo che ci stanno lavorando, ma non ho anteprime. Anche perché non è nemmeno certo che il segnale nuovo arrivi in tempo per questa stagione.

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