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Comuni sparamulte – Firenze mette gli autovelox fissi dove è vietato. O no?

A Firenze la bufera sugli Autovelox fissi sembra sempre più violenta: adesso pare che il problema non sia solo l'invisibilità di quello di viale Etruria, ma addirittura la regolarità di tutti gli apparecchi. In sostanza, secondo l'associazione di consumatori Aduc (Scarica Aduc invita automobilisti a fare subito ricorso) sarebbero messi su strade urbane ordinarie, mentre la legge vieta i controlli automatici. Quindi, se gli apparecchi vengono fatti funzionare anche quando non c'è il vigile accanto, le multe sono illegittime.

Su questo punto, però, ci andrei piano: non vorrei che si confondesse la classificazione della strada (che dipende dalle caratteristiche costruttive della via ed è l'unica cosa che conta ai fini della possibilità legale di fare controlli automatici anche in città) col limite di velocità che su essa vige (legato sì alla classificazione, ma solo in parte). Assodato che i controlli automatici sono legali solo sulle strade urbane di scorrimento e che su queste ultime il limite può arrivare fino a 70 all'ora, non si può escludere che ci siano viali classificati di scorrimento dove – su tutto il tracciato o in singoli punti – sono imposti i 50 all'ora o addirittura velocità ancora più basse. Lì i controlli automatici si possono fare, anche se il limite è 50 o meno. Non solo: chi guida deve pure stare attento, perché il limite di 50 non va segnalato. Insomma, se si è in un centro abitato e non ci sono altri segnali di limite di velocità, si deve presumere che si possa andare solo fino a 50. Questa è una regola generale, ma molti l'hanno dimenticata, fuorviati dai troppi gestori che hanno messo segnali di 50 a vanvera solo per ricordare che in città si va a 50…

Vedremo se da tutti i documenti ufficiali che saranno disponibili verrà davvero fuori che i viali fiorentini non sono classificati come strade urbane di scorrimento. Se così fosse, sarà una figuraccia non solo per il Comune, ma anche e soprattutto per la Prefettura. Che, non dimentichiamolo, è l'organo governativo di vigilanza cui bisogna chiedere l'autorizzazione per installare postazioni di controllo automatico fuori da autostrade e strade extraurbane principali. Se avesse ragione l'Aduc, su cosa avrebbe vigilato la Prefettura di Firenze? L'unica consolazione sarebbe che un caso così clamoroso lo abbiamo già scoperto: a Torino, corso Moncalieri, ad aprile scorso.

  • Giorgio Marcon |

    Giusto Enrico,
    Comunque, il primo ha un “obbiettivo”, il problema, è il secondo che dovrebbe controllare la regolarità. Ohh!!

  • ENRICO (1°) |

    Adesso si accorgono che il Prefetto di Firenze ha decretato strade che non avevano le caratteristiche previste dall’art. 4 della Legge 168/2002?! Ma quanti altri prefetti hanno fatto al stessa cosa?! Ciò è accaduto non solo nei primi decreti emanati da molti prefetti in fretta e furia sotto “l’entusiasmo” di quella nuova normativa, ma accade ancora oggi, dopo che lo stesso Ministro Maroni nella direttiva del 14/08/2009 ha ribadito la questione, vedi ad esempio il caso recentemente a Lei segnalato dal sottoscritto riguardo il decreto del Prefetto di Lecco del luglio scorso!
    I comuni vogliono fare cassa?! Probabilmente si ma sono altri quelli che li mettono nella condizione di agire in barba alla legge!!

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