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La riforma impone di soccorrere i cani. E quando l’uomo muore per “colpa” di un cane?

Si fa presto a scrivere sul Codice della strada che è obbligatorio soccorrere gli animali investiti, come ha fatto l'estate scorsa il nostro legislatore con la riforma. La realtà con cui tutti dobbiamo misurarci è invece un'altra: per strada, se ti fermi muori. L'altro ieri sera è successo a una donna di Mola di Bari sulla superstrada che lambisce il suo paese (la SS 16, che porta nel Salento ed è percorsa pure da traffico internazionale diretto in Grecia, in Turchia e nei Balcani in genere). E l'incidente è stato causato proprio dall'attraversamento di un cane (http://www.infooggi.it/articolo/grave-incidente-allo-svincolo-mola-rutigliano-muore-anna-ingravallo/7067/), che peraltro è certamente un animale d'affezione (cioè ricade tra quelli che il Codice impone di soccorrere, anche se il legislatore non si è degnato di specificare meglio e per questo nessun ministero si prende la briga di diramare chiarimenti).

Certo, potrete obiettare che la vittima poteva essere scesa dall'auto senza giubbino e solo per constatare i danni, che non si sarebbe mai sognata di soccorrere il cane e che avrebbe dovuto muoversi con più prudenza. Potrete aggiungere che chi ha investito la donna sopraggiungendo forse al alta velocità avrebbe dovuto stare più attento, soprattutto considerando che era buio. Obiezioni fondate, per carità. Però chi volesse davvero rispettare il nuovo obbligo rischierebbe ancora di più.

  • Claudio cangialosi |

    Cerchiamo di essere concreti. Da nessuna parte c’è scritto che devo fermarmi a soccorrere in mezzo ad una strada un cane, me che meno una persona.
    Prestare soccorso significa anche solo allertare i soccorsi, nessuno deve fare più di quello che si sente in grado di fare. Noi lo abbiamo più volte ribadito nel nostro manuale di primo soccorso.
    Quindi nessuno potrà contestarci di non aver prestato soccorso se allertiamo chi di dovere. Ovvio che la migliore soluzione sarebbe fermarsi ed evitare che altri si facciano male, ma questo solo quando non mettiamo in pericolo noi stessi.

  • Pino |

    Mi viene in mente anche l’episodio del tassista di Milano ( http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/lombardia/2010/10/25/visualizza_new.html_1728835817.html ) dove il comportamento scorretto del responsabile dell’animale, in città e in pieno giorno, ha provocato un escalation superiore all’offesa.

  • GoldWing98 |

    Se investo un cane con la mia moto, soccorrerlo è l’ultimo dei miei pensieri: la mia sicurezza viene prima.
    E il legislatore può scrivere quello che gli pare: decido io.

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