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Se la Procura di Roma “scopre” che le microcar sono pericolose

Dopo le polemiche di aprile e il clamore sull'obbligo di esame pratico e cinture imposto dalla riforma in estate, si riaccende il dibattito sulla pericolosità delle microcar. L'occasione viene dalla perizia fatta per la Procura di Roma proprio in relazione a uno degli incidenti di aprile (http://www.repubblica.it/motori/attualita/2010/10/26/news/microcar_a_rischio-8437411/?ref=HREC1-12). Come al solito, ognuno difende le proprie argomentazioni e la gente rischia di non capire. Proviamo allora a dire una cosa semplice, soprattutto per dare un'indicazione a chi ha sempre creduto che una microcar fosse meglio di un motorino per farci andare in giro un figlio adolescente.

Per norma europea, una microcar (che in burocratese si chiama non a caso "quadriciclo leggero") non può pesare più di 350 chili. Una limitazione introdotta una ventina d'anni fa, quando circolavano le Uno da 800 chili scarsi. Ora che al posto delle Uno ci sono le Grande Punto da 1.100 chili, è chiaro che chi sta su una microcar non può sentirsi granché protetto: l'esito di uno scontro dipende in buona parte dai pesi in gioco. Rispetto all'urto tra due auto, poi, quello che coinvolge una microcar è influenzato dal fatto che quest'ultima non è progettata per avere un abitacolo a cellula di sopravvivenza come quello di un'auto (soggetta a crash-test di omologazione).

Dunque, se volessimo microcar pienamente sicure, dovremmo cambiarne le caratteristiche tecniche imposte per legge, aumentando il peso e introducendo parametri di resistenza agli urti. Tutte cose che, però, ne alzerebbero il costo e di conseguenza il prezzo, già elevato perché la produzione avviene in modo semi-artigianale (non ci sono i numeri per avviarla con modalità pienamente industriali). Insomma, non c'è soluzione. E allora probabilmente dovremo tenerci le microcar così come sono, al netto di qualche miglioramento che il progresso porta sempre (e ha già portato negli ultimi anni).

Chiarito tutto questo, possiamo rispondere al genitore che chiede se suo figlio può girare più sicuro in motorino o in microcar: a parte i casi in cui si riesce a cadere bene e staccandosi dalla moto, meglio la microcar. Che però non va scambiata per un'auto: non ha né la stessa tenuta di strada né lo stesso grado di protezione degli occupanti. Chi non ne tiene conto fa meglio ad andare in motorino: guidare all'aria aperta è l'unico modo per rendere prudenti queste persone.

  • Mario |

    Bisognerebbe anche inasprire senza pietà le pene per i meccanici senza scrupoli che rendono i motori più performanti compromettendo la stabilità del mezzo. In tali casi sarei inflessibile: sequestro del veicolo e qualche mese di chiusura coatta per l’officina (se non addirtittura qualche giorno di arresto per il titolare).
    [risponde Maurizio Caprino] Quanto al sequestro, siamo già messi bene: da anni è prevista la confisca. Quanto alle sanzioni per i meccanici, ci ha pensato la riforma del Codice della strada, ma non abbastanza: c’è solo una multa di 779 euro. Si sale a mille euro per i venditori (e attenzione, tra questi c’è pure il proprietario che rivende il suo mezzo usato), ma un concessionario di fatto resta impunito: occorre dimostrare che la modifica rientrava nella trattativa di acquisto, ma nessuno si sognerebbe mai di metterla per iscritto nel contratto e quindi finisce che paga sempre il meccanico.

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