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Il tir che ha ucciso a Mondello e la salute a rischio dei camionisti

L'incidente del tir che ha decapitato una povera signora a Mondello ha fatto impressione. Per la tragica fine della signora e per il fatto di essere avvenuto nella bella frazione balneare di Palermo, dove nessuno si aspetterebbe di vedere un mezzo pesante in mezzo alla gente che passeggia. Ma l'incidente ha un altro lato impressionante, rimasto nascosto: solleva il velo sui malori cui vanno incontro i camionisti.

Il problema viene posto da SicurAUTO.it (http://www.sicurauto.it/blog/news/a-palermo-tir-finisce-in-spiaggia-a-mondello-le-prime-foto-del-luogo-dove-potevo-esserci-io.html), che accredita quella del malore come la causa più probabile della tragedia. E in effetti i camionisti sono una categoria a rischio: nell'ambiente degli esperti si sa bene che il loro stile di vita da forzati del volante (con poco moto e alimentazione arrangiata) li espone a varie patologie, soprattutto cardiache. A confermarlo c'è anche uno studio che è in fase di completamento (e che spero non venga tenuto riservato).

Di fronte a questo problema, due gestori autostradali (Centropadane – della Piacenza-Brescia – e Serenissima – della Brescia-Padova-) hanno aperto in aree di sosta attrezzate per camionisti centri medici dove chi lo desidera può sottoporsi a un check-up durante le ore di riposo. Incredibilmente, entrambi i centri si trovano in tratti del Bresciano. Ma, soprattutto, rischiano di rimanere le uniche strutture del genere in Italia: per un gestore offrire un servizio così significa prendersi la responsabilità di certificare in qualche modo lo stato di salute del camionista. Con conseguenze quale che sia l'esito della visita: se va male, si rischia (almeno in astratto) di far perdere la patente a uno che con essa si guadagna da vivere; se va bene, si rischia di essere chiamati in causa in caso d'incidente successivo causato da malore.

Dunque, per ora non ci sono buone prospettive di espansione per un'attività di prevenzione meritoria, che copre un buco dell'attuale sistema, in cui sotto controllo ci sono soprattutto i mezzi pesanti trascurando chi li guida.

  • perplesso |

    D’accordo sfatare leggende metropolitane che spesso sono senza fondamento. ma i numeri dei controlli in Italia temo restino ancora molto lontani dal resto d’Europa: nel 2009 in Germania sono stati controllati a bordo strada ben 513mila camion da parte del Bag, l’ufficio federale dei trasporti che, quindi, associa alla verifica tecnica (stato del mezzo e tachigrafo) quella amministrativa (licenza, documenti ecc). Quanti sono stati realmente i controlli di questo dettaglio in Italia? Anche perché altrimenti non si spiegherebbero i sistematici comportamenti in violazione delle norme – che ciascuno di noi vede quotidianamente – dei camionisti. Che in Francia e Germania si guardano bene dal fare cose del genere!
    [risponde Maurizio Caprino] Dal 1° settembre 2009 al 31 agosto scorso, i mezzi per trasporto merci controllati dalla Polizia stradale sono stati 236.486, ma con un traffico complessivo inferiore rispetto alla Germania e un aumento del 156% rispetto al corrispondente periodo 2008-2009. Dunque, stiamo recuperando e il persistere di certi comportamenti è spiegabile in due modi:
    1. l’intensificazione dei controlli è ancora troppo recente per aver lasciato un segno chiaro;
    3. l’aumento delle violazioni accertate rispetto ai comportamenti di guida è mediamente del 100%, inferiore a quello registrato su tempi di guida, trasporto abusivo in senso lato e sovraccarico (qui hanno ben inciso le nuove pese “modello Tutor” messe sul tratto appenninico toscano).

  • pisione (ex claudio) |

    ma siamo proprio sicuri che i camionisti rispettano i tempi di riposo? io ho molti dubbi, la polizia stradale con i mezzi che ha credo faccia il possibile, però controllato 1 10 le sfuggono, senza poi contare il problema del limiti di velocità non c’è mezzo pesante o pullman chen rispetta i limiti (nemmno in presenza del tutor).
    Ultima cosa nel paesino dove abito Cambiano (TO), nonostante vi sia il divieto di passaggio per i mezzi pesantic in centro paese questi passano impunemente i 4 vigili lasciamo perdere finito l’orario chi li vede più?
    [risponde Maurizio Caprino] Non volevo dire che rispettino i tempi, ma solo che negli ultimi anni se non lo fanno rischiano di essere beccati, almeno sulla grande viabilità (cioè ormai l’unico ambito in cui opera la Stradale), che purtroppo non passa né da Cambiano né da tanti altri paesini. E lo dicevo per sfatare la leggenda secondo cui sull’autotrasporto non si muove un dito: ci sono da rispettare impegni europei e con le associazioni di categoria (che sono diventate le prime a invocare controlli, per non essere travolte dalla concorrenza dell’Est). E si cerca di rispettarli, sacrificando altri controlli (perché quelli sui camion richiedono tempo e personale).

  • No name |

    Onestamente: sacrosanta e utile la prevenzione ma, please, non pigliamoci a vicenda per il fondo dei pantaloni. Se si deve toccare l’argomento camionisti, il primo rischio (per loro, oltre che per gli altri) è nel mancato rispetto – in termini scandalosamente sfacciati – di tempi di guida e limitazioni di velocità.
    Cominciamo da quello, vero e proprio scandalo tutto italiano. Scandalo nei cui confronti nessuno alza un dito!
    [risponde Maurizio Caprino] Beh, sul rispetto dei tempi di guida ormai la Stradale fa un lavoro sistematico (farò un post con le cifre). Si può dire che non basti e che le nuove sanzioni introdotte della riforma siano troppo complicate (un autorevole esperto le ha paragonate al metodo Ogino-Knaus, scherzando ma non troppo). Ma non si può dire che non venga alzato un dito.

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