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Gli effetti speciali degli accessori hi-tech e i trucchetti nascosti che fanno (lo stesso) sicurezza

Stamattina Euroncap ha presentato i suoi nuovi parametri di votazione, che premiano la dotazione di accessori tecnologicamente avanzati ancora sconosciuti alla gran parte delle auto in listino (anche modelli premium, non illudetevi!). Buona iniziativa, rischia di premiare solo chi fa marketing: ci sono accorgimenti tecnici che restano sottopelle, ma fanno sicurezza lo stesso, sia pure sotto altri fronti.

Lo faccio notare perché non è un fenomeno passeggero, ma una tendenza consolidata. Prendiamo il restyling della Ford Mondeo che sta arrivando nelle concessionarie: alla già ragguardevole disponibilità di accessori avanzati con cui il modello è stato lanciato nel 2007 (su tutti, fari bi-xeno adattivi, cruise control attivo e pneumatici runflat), ora si aggiungono altre belle cose come gli allarmi sulla presenza veicoli nell'angolo morto del retrovisore e sul cambio involontario di corsia. Ciò conferma l'indirizzo Ford che emerse quando, a inizio estate '95, mi ritrovai catapultato a Roma per una giornata con i vertici italiani della casa, da cui sarebbe dovuto scaturire un articolo. Allora ero un neoassunto pressoché ignaro di cosa (campagne pubblicitarie da fare in separata sede sul giornale) possa portare a prevedere in pagina certi servizi, ma mi diedi da fare affinché uscissero notizie interessanti. Che in quel caso erano che la Ford non abbandonava (tecnologicamente e/o commercialmente) a se stessi i propri modelli una volta lanciati, ma li seguiva aggiornandoli tecnologicamente in modo significativo. Da una parte un nobile intento, dall'altra un modo affinché poi il marketing potesse giocarsi col pubblico uno slogan tipo "le Ford sono auto costruite con coscienza". Sta di fatto che pure la Ford che all'epoca era più sul viale del tramonto (l'ultima serie della Escort) era stata dotata "in corsa" dell'airbag passeggero, accessorio non certo banale da adottare su un'auto progettata in sua assenza. Tanto che un'intera generazione di auto italiane in commercio in quegli stessi anni non lo ha mai potuto avere: parlo soprattutto della famiglia Tipo-Tempra-Dedra, con particolare riferimento a quest'ultima visto che poi restò in listino fino al '99.

La questione, dunque, si ripropone pari pari oggi. Ma, come vi dicevo, ci sono accorgimenti sottopelle che possono dare lo stesso risultati apprezzabili. Come il Bos (Brake override system, che esclude l'acceleratore quando si schiaccia il freno, cosa utile quando il guidatore s'impappina o il pedale del gas si blocca), che c'è su alcuni modelli Fiat e di cui non avremmo mai conosciuto l'esistenza se a giugno non fosse scoppiato il caso della Giulietta. O come i freni che la Bmw monta di serie su tutta la gamma, in grado di avvicinare le pinze al disco già se sentono un brusco rilascio dell'acceleratore e di asciugarsi quando si viaggia sul bagnato. Tutti accorgimenti che permettono di anticipare o di rendere comunque più efficace la frenata d'emergenza. Esattamente come dispositivi ben più celebrati dal marketing (come il cruise control attivo o i nuovi dispositivi Volvo – City safety e Pedestrian detection -).

Li trovate su auto che per gli amanti dell'hi-tech sembrano trogloditiche, sia pur eccitanti per gli appassionati. Pensate che le Bmw Serie 1 e 3 potranno avere gli accessori più avanzati solo tra un anno, quando arriveranno alla loro prossima generazione.

 

  • Yellow13 |

    Tutto interessante e positivo; che una casa sostanzialmente e tradizionalmente popolare come Ford abbia adottato questo virtuoso comportamento è senz’altro un bene; ho avuto 7 ford, prima dell’attuale vw, ne sono sempre stato assai soddisfatto ed ho notato che la dotazione di sicurezza è sempre stata superiore alle rivali (per lo meno di pari prezzo) via via presenti sul mercato. Forse però anche il controllo di qualità aiuta un pochino: ritrovarsi – come mi è capitato durante un sorpasso – con in mano, scollegata dai leveraggi, l’intera leva del cambio della mia C-Max è stato piuttosto spaventevole e pericoloso, anche se avevo non so quanti airbag pronti ad entrare in funzione…

  • No name |

    Il grave errore (di Ncap, non dell’autore) è evidente nella prima riga, con l’uso della parola “accessori”. Se devono generare “punti” o comunque valutazioni/premi da parte di Ncap infatti, a mio avviso si deve trattare di dotazioni, possibilmente di serie su tutte le versioni e in tutta europa. O perlomeno nell’80 per cento dei casi del venduto.
    Altrimenti avremo il paradosso di premiare per le dotazioni di sicurezza un’auto che, in realtà, monta questa sicurezza solo su un esemplare su 100.
    Per fare un paragone: qualcuno si chiede, salendo in aereo, se la compagnia proprietaria del velivolo ha acquistato una versione full optional oppure un inverosimile modello basic dotato solo di radio e barometro ma privo addirittura del radar? Eppure ciò vale sistematicamente nel mondo dell’auto!

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