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Malasegnaletica/2 – Dov’è Melfi? Dispersa nel Subappennino

Il mestiere del cronista non è facile. Nemmeno quando si ha il privilegio di non essere legati alla propria scrivania a produrre pagine e ci si può spostare secondo le notizie: occorre capire dove sta succedendo qualcosa che valga la pena raccontare, arrivarci in fretta, capire bene come stanno le cose e spiegarle chiaramente. In Italia, se ci si muove in zone non conosciute, c'è una difficoltà in più: la segnaletica.

Se ne sono accorti i colleghi inviati il 23 agosto a Melfi, a seguire le fasi più tese della vicenda dei tre operai Fiat licenziati, reintegrati dal giudice e respinti dall'azienda. Subito dopo l'uscita di Candela dell'autostrada A16, ci si ritrova in una rotonda gestita dalla Provincia di Foggia. Qui, capire come s'imbocca la superstrada per Melfi è arduo: ci sono decine di segnali che indicano anche paesi da poche anime, sul Subappennino dauno.

Luoghi rispettabilissimi, tanto più che da anni chi vi abita sta giustamente pressando la Provincia affinché sistemi gli unici collegamenti viari che hanno e che sembrano una gruviera a causa delle tante frane di quel territorio. Ma che succede quando un nuovo autista extracomunitario deve portare un camion a Melfi, dove oltretutto non c'è solo la Fiat ma anche l'indotto e altre aziende tra cui la Barilla?

  • Valerio |

    Carissimi Caprino, ho letto soltanto oggi che ANAS prenderà a breve in carico proprio quel tratti di strada che collega Melfi allo svincolo di Leonessa. Adesso vedrai come cambieranno le cose. Ciao

  • Leo |

    Basilicata, oh santa basilicata….
    Dimenticata dall’Italia delle grandi opere, dimenticata da un governo che pensa a fare spettacolo con i suoi ministri. Il ponte sullo stretto, il passantino del Mestre tutte grandi opere ma che portano solo enormi spese di costruzione e di manutenzione.. Dico io, di mestiere faccio il consulente del lavoro, trascorro molto tempo in ufficio, ma la mia cara Melfi è sempre più dimenticata dalle provincie. Raggiungere Potenza è sempre più un calvario, ogni tanto ci scappa anche il morto, ma dico io una regione compresa tra Puglia, Campania e Calabria non ha nessuna arteria di comunicazione e per giunta una adeguata segnaletica…. Melfi come tanti piccoli comuni sono dimenticati da tutti e ricordati solo per episodi di vera cronaca o più che altro gossip come i tre operai Fiat.

  • Gian Carlo Ariosto |

    Caro Caprino, è ormai da un pezzo che per trovare i posti dove devo andare mi affido ai navigatori satellitari: avendo da anni un’auto a metano, so per esperienza che trovare alcuni distributori senza il navigatore è una vera impresa… su metanoauto.com li abbiamo censiti tutti, con tanto di coordinate GPS, e ho notato che molte aziende assieme all’indirizzo pubblicano anche le coordinate per essere facilmente raggiungibili. Saluti!

  • lorenzo |

    E’ tutto il sub appennino che è sempre più abbandonato.
    Poi c’è qualcuno che a volte lo scopre, si rende conto che è parte dello stivale, ma il giorno dopo torna alle sue abitudini, alle sue attività.
    E così da campobasso al pollino si assiste sempre più allo spopolamento del territorio, alla dipsersione di energie e altro ancora.
    Non è solo la segnaletica che manca, quella è la più evidente ai frettolosi giornalisti di roma e di milano.

  • melfitano |

    In effetti hai ragione. La Basilicata, la Provincia di Potenza e i piccoli paesi che costellano la zona del Monte Vulture pagano lo scotto di non appartenere alla Provincia di Foggia. Pensa che addirittura l’unico collegamento che la Basilicata ha con la Puglia non é stato oggetto di interesse da parte dell’ANAS ma é nella gestione della Provincia di Potenza che non ha cura ne della segnaletica, ne della pavimentazione, ne delle barriere, ne dei giunti, ne delle famosissime gallerie spente e non adeguate agli standard di sicurezza (illuminazione, verniciatura, ecc.). Sarebbe meglio se il tratto Melfi-Ofanto passasse in mano all’ANAS e che la segnaletica degli svincoli strategici passasse il vaglio attraverso la supervisione dell’exIspettorato della Circolazione e Traffico del Ministero delle Infrastrutture, unico ufficio garante della segnaletica per il Codice (nuovo) della strada.

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