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Le stranezze della riforma/2 – Se bevi un goccio la patente slitta a 19 anni. Se ti droghi tutto normale

Sembra di sparare sulla Croce rossa, ma purtroppo è la realtà: più passano i giorni e più la riforma del Codice rivela le sue falle. Così non si sono accorti che la mano pesante introdotta verso i minorenni che bevono anche un goccio di alcol (chi viola il precetto dell'alcol zero non può più prendere la patente per auto a 18 anni, ma deve aspettare i 19 e, se supera il tasso limite dell'ebbrezza – 0,5 grammi/litro – addirittura i 21) non si applica in caso di droga. Se n'è accorto l'amico Paolo Giachetti, che ringrazio per la segnalazione.

Sviste così erano prevedibili – lo ribadisco – perché il testo è rimasto per mesi e mesi in balìa della politica, che poi ha pure deciso di serrare i tempi all'ultimo momento, per sfruttare gli effetti mediatici agostani. Ovviamente nessuno di noi avrebbe potuto accorgersene prima che la norma fosse approvata: tutto sta emergendo ora, man mano che gli agenti applicano su strada le diverse norme. L'unico sistema per prevenire tutto ciò è affidare la scrittura delle norme agli specialisti ministeriali (tramite una legge-delega al Governo), che a loro volta avrebbero dovuto confrontarsi per qualche mese con chi opera su strada. Invece la politica ha avocato tutto a sé (chiediamoci il perché) ed ecco il risultato.

  • Giorgio Marcon |

    Ancora c’è molta confusione,
    La stessa scienza si è divisa, ma le prove che abbiamo effettuato, dimostrano altre verità, verranno rifatte a breve e più complesse, per dargli il giusto valore.
    Vi rimando al sito: http://www.riflessometro.it/
    anche per la soluzione mondiale al problema alcol, droghe, psicotici, farmaci, sonno, telefonino, ecc.. tutti quei elementi che riducono l’idoneità psicofisica, elemento primario per la guida.

  • Paolo |

    La questione andrebbe tratta in maniera pragmatica: assumi una sostanza pericolosa per la guida.
    Alla guida a “parità” di consumi l’alcool è molto pericoloso della canapa.
    Bene perdi i punti in base al livello di pericolosità della sostanza stessa. Non è possibile mettere tutto nel calderone. Va fatto un ragionamento qualitativo e quantitativo.
    Per quanto riguarda la canapa e la guida il rischio è minimo. Lo dicono le ricerche del mistero inglese dei trasposrti.
    Inoltre la canapa resta nel sangue per un mese e nelle urine per dieci giorni.
    Quindi perchè chi non ha mai perso punti. Non ha fatto incidenti. Guida da tanti anni deve rischiare il sequestro dle mezzo per un legge totalmente demagogica?
    Probabilmente ci vorebbe una normatiova europea sviluppata come ricerca scientifica.
    E non la campagna elettorale o nuove forme di tassazioni travestite da leggi.
    Ci tengo a precisare che si parla di canapa. Non di eroina, cocaina o sostanze chimiche di sintesi. Il cui pericolo sia alla guida che per la salute è molto alto.
    [risponde Maurizio Caprino] La questione del “sotto effetto” l’ho affrontata nei giorni scorsi, perché la riforma acuisce il problema. Quanto alla differenziazione degli effetti tra le varie sostanze, è vero che c’è della demagogia, ma è altrettanto vero che le sanzioni non possono complicarsi a livelli cervellotici (già oggi, tra sanzioni accessorie, “sovrapprezzi notturni”, penalità aggiuntive per i giovani eccetera, siamo davvero al limite dell’inapplicabilità).

  • paolo |

    Guardi che l’alcool è a tutti gli effetti una droga.
    Inoltre la cannabis che è la “droga” più diffusa in Italia circa 3 milioni di consumatori non ha conseguenze drammatiche sul rischio distrazione alla guida come alcool e tabacco..
    http://news.bbc.co.uk/2/hi/health/1068625.stm
    [risponde Maurizio Caprino] E allora perché non trattare le due cose in maniera paritaria, tanto più che tra la diffusione della cannabis e quella delle altre sostanze non c’è una differenza abissale?
    P.S.: sulla materia mi sono documentato anch’io (http://mauriziocaprino.blog.ilsole24ore.com/2008/02/gli-antiproibiz.html)

  • Alberto |

    Finché si userà il potere legislativo come strumento di marketing, questi saranno i risultati: confusione, norme contrastanti, illegittime e devastanti. Ma tant’è, si vede che agli italiani va bene un governo che fa marketing e pubblicità invece degli interessi dei cittadini. Saluti

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