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Il semaforo che ferma chi corre: legalizzato dalla riforma ma a Cervia non lo vogliono più

Svelato il mistero di Cervia. A giugno mi era stato segnalato un semaforo spento, apparentemente dotato di un sistema di controllo infrazione e piazzato nel nulla di una strada periferica della nota località turistica del Ravennate. S'ipotizzava il prototipo di un Velo Red, rilevatore di passaggio col rosso che in due anni non è stato ancora omologato dal ministero delle Infrastrutture perché servono ulteriori verifiche. E invece no: quel semaforo è semplicemente un Rosso Stop, congegno che rileva la velocità e fa scattare il rosso quando sente l'avvicinarsi di un veicolo che corre troppo. Pericoloso, come ho scritto più volte e come ha notato il ministero stesso. Ma la riforma del Codice ha sdoganato i dispositivi di questo tipo: il ministero stesso entro il 12 ottobre dovrà emanare un decreto (sentiti peraltro i rappresentanti delle autonomie locali) per fissarne le caratteristiche. Insomma, quegli stessi tecnici ministeriali che hanno bocciato il Rosso Stop ora dovrebbero fare in modo che nuocia il meno possibile. Ce la faranno. E rispetteranno il termine del 12 ottobre, visto che non c'è alcuna sanzione e – immagino – alcuna voglia?

Se così fosse, la riforma avrebbe fatto un autogol. Perché praticamente ha certificato che i Rosso Stop già installati, senza un decreto ministeriale che li disciplini, sono fuori legge: le note ministeriali che negli scorsi anni esprimevano le perplessità di cui sopra non hanno valore vincolante.

Sia come sia, a Cervia hanno deciso che il Rosso Stop non serve più. Parlando col comandante della Polizia municipale, ho appurato che non hanno intenzione di riaccenderlo nemmeno se arrivasse l'ok del ministero.

  • Emax |

    Mah,se non ricordo male si dovrebbe vedere anche tramite lo street-view di google i due gabbiottti del velored e poco distante la centralina elettrica con il logo triangolare rosso della Scae, poi forse ad eseguire i lavori non sono stati i tecnici della Scae ma qualche altra ditta subappaltatrice…
    [risponde Maurizio Caprino] Loro hanno negato qualsiasi utilizzo dell’apparecchio su strada, anche a scopo sperimentale.

  • Giovanni |

    Non solo a Cervia!!!…i semafori rallentatori adesso sono legali quindi???…ma in un Comune del Milanese (Lentate sul Seveso per la cronaca, più precisamente alla F.ne Birago) saranno 2-3 anni che è in funzione un semaforo “PEDONALE”, dotato di rilevatore di “VELOCITA’ RADAR” in un solo senso di marcia e di FTR in entrambi i sensi di marcia…e non vi è nemmeno un intersezione…chissà quante sanzioni hanno elargito… chiaramente nella massima legalità!!!…se non sbaglio leggendo l’omologazione della strumentazione FTR, deve essere installata in un intersezione regolata da semaforo…ripeto “intersezione” giusto???…ora è regolare il rallentatore ma il resto rimane comunque irregolare visto che l’intersezione non “esiste”…W L’ITALIA!!!

  • Emax |

    Giusto una precisazione: sui due semafori contrapposti ci sono i sensori del rosso-stop ma sono stati installati all’epoca anche i gabbiotti del velored (uno è stato recentemente distrutto in un incidente).
    [risponde Maurizio Caprino] Però la Scae (costruttrice del Velo Red) smentisce di aver mai installato nulla.

  • giancar |

    quello che è vero oggi non era vero ieri, quello che sarà vero domani forse lo era anche ieri.
    In materia di sicurezza stradale, in Italia, l’incertezza regna sovrana.
    Credo perchè noi siamo bravi ad improvvisare,all’andar dietro alle mode e all’esperto di turno e al comitato che grida di più (o che ha più iscritti, più consensi e muove più voti) .
    Quello che ci manca è la cultura della legalità, la pianificazione e lo studio serio dei fenomini.

  • ENRICO (1°) |

    Se fossi un amministratore pubblico, ovvero un funzionario di polizia, in linea con quanto deciso dal Comandante di Cervia, anch’io non attiverei dispositivi del genere, perlomeno fino a quanto non saranno DEBITAMENTE omologati! Sono peraltro curioso di conoscere le motivazioni che addurrà ed i requisiti tecnici che pretenderà il Ministero competente per concedere quella DEBITA omologazione che in passato non solo non era consentito ottenere ma che è da lor signori stata ritenuta più volte illegittima e persino pericolosa, fino ad arrivare ad ipotizzare responsabilità in capo all’Ente in caso di eventuale sinistro stradale riconducibile al funzionamento di tali dispositivi.
    Questa volta Caprino la voglia se la dovranno far venire FM & C., anche se non sarà sufficiente per evitargli ulteriori problemi…

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