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I fidanzati litigano, le signore cercano il gatto che si è perso. E qualcuno ammazza il vicino. Che c’è di strano? Siamo in autostrada

Una tragedia assurda, certo. Ma la si rischia ogni giorno. Perché in strada si litiga e ci si sbatte esattamente come se si fosse a casa propria, dimenticando i rischi connessi alla circolazione. Mi riferisco al caso del 49enne ucciso la notte scorsa alla barriera di Vipiteno della A22, dove si era sdraiato sull'asfalto – pare – come gesto di sfida a un camionista con cui aveva avuto una lite per un banale incidente. In questo caso, sembra chiaro che il camionista abbia perso la testa, passando col tir sopra il poveretto. Ma proprio sabato scorso, mentre ero in visita sulla A3 (devo trovare il tempo per riferirvene, Melfi e la riforma del Codice incombono e devo scriverne sul giornale) mi raccontavano di liti tra fidanzati sulla corsia di emergenza e persino di una signora che, dopo aver visto il suo gatto saltare dal finestrino, ha bloccato l'autostrada per ritrovarlo. E l'altro ieri mi raccontavano di uno squilibrato che percorreva a 180 all'ora la corsia di emergenza dell'Autosole a Firenze: bloccato, ha spiegato di essere diretto a Lourdes dalla sua mamma (la Madonna). Potrei continuare, citando episodi di anni passati.

Situazioni delicate, causate solo raramente da gente con problemi psichici. La questione vera è che, di fronte a situazioni di difficoltà su strada, si perde troppo facilmente il controllo di sé e ciò viene facilitato dalla scarsissima cultura. Perché l'autostrada, nei corsi di preparazione per la patente, esiste solo per lo stretto indispensabile. Si spera nella riforma del Codice, che ora prevede anche esercitazioni in autostrada (speriamo facciano subito le norme attuative, perché in teoria queste esercitazioni erano previste anche prima, ma sono passati 18 anni e il decreto ministeriale non si è visto).

Quello in cui non si può sperare è una bella multa educativa. Perché in quelle situazioni chi interviene ha una (giusta) priorità: togliere al più presto gli sconsiderati dalla posizione pericolosa in cui si sono messi. Per la loro sicurezza e quella di tutti gli altri. E far spostare una persona arrabbiata, impaurita o addirittura choccata non è facile. Figurarsi se poi si parla di fargli una multa…