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Campagne sulla sicurezza/1 – Estate uguale alcol, droga e velocità? No: distrazione. Parola degli assicuratori

Basta con alcol, droga e velocità: a furia di additarli come causa di incidenti, la gente pensa che basti andare piano e condurre una vita morigerata per cavarsela su strada. Poi però, un po' per gli impegni e un po' per la noia di una guida lenta (magari pure in mezzo al traffico di pendolari rassegnati alla congestione), ci si attacca al cellulare o si "gioca" con radio, navigatore, sistema multimediale, I-pod, I-pad, I-quel che volete… E si muore lo stesso, forse anche di più (cifre affidabili non ne avremo mai). Perché si dimentica che, in quel secondo che ci mettete a sbirciare furtivamente la tastiera o lo schermo (magari un touch screen ultimo grido) la vostra auto a 130 allora percorre quasi 40 metri, lo spazio occupato da una decina di utilitarie. Non parliamo di quando poi voi indugiate ancora di più, per vostra imperdonabile colpa o perché i designer degli interni della vostra auto si sono sbizzarriti a piazzare comandi e strumenti là dove il buonsenso direbbe di no.

Finalmente tutto questo è stato considerato in una campagna sulla sicurezza stradale, perdipiù estiva e quindi esposta fortemente alla "tentazione" di battere ancora sui tasti trasgressivi, quasi pruriginosi, di alcol, droga e velocità. Ci ha pensato la Fondazione Ania, creata dall'associazione delle compagnie assicurative per dare un contributo alla sicurezza stradale (http://www.fondazioneania.it/fondazione/fondazione/export/sites/default/documenti/0e242c64-88f9-11df-aba3-f3c446ddba06___GUIDA_DISTRATTA_FASS-IPSOS_6_LUG_2010.pdf). La Fondazione ha studiato uno slogan "scavato" in un'immagine che credo lo renda molto efficace e accompagnato da un messaggio rivolto in prima battuta a noi giornalisti, ma in ultima analisi proprio a tutti voi. Potete vederlo cliccando su http://www.fondazioneania.it/.

  • ombrachecammina |

    Posso condividere ampiamente con il mio “predecessore” Paolo le considerazioni sulla guida dei turisti piu’ o meno pratici della viabilita’ in localita’ che esistono (putroppo anche per certi amministratori) solo 3-6 mesi all’anno o solo nei week-end.
    Ad agosto e’ il disastro, ove in vacanza non c’e’ solo il corpo ma soprattutto la mente di certa gente.

  • Paolo |

    Buongiorno.
    Io ho vissuto per tanti anni in un paese sulla costa toscana nel quale la presenza di turisti, durante la stagione estiva, è notevole (i miei genitori e mio fratello ci vivono tuttora). Per nove mesi all’anno il traffico è inesistente, per i rimanenti tre è congestionato e si viaggia a passo d’uomo. Gli incidenti, anche mortali, accadono quasi esclusivamente in estate, proprio quando si va piano, quindi la causa non può certo essere la velocità dei veicoli.
    Nel paese in questione gli incidenti in estate accadono soprattutto per la commistione dei flussi di traffico: le strade sono strette, idem i marciapiedi, e auto, biciclette, pedoni, motorini, furgoni, autobus di linea si mescolano in un caos indescrivibile. E’ un miracolo che ci siano solo due o tre morti ogni estate.
    Un saluto.

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