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L’avvocato illude il cliente e la patente vola via

Ecco una storia istruttiva. La trovate sul forum http://www.ricorsi.net/forum/stato-debbrezza/5375-annullamento-verbale-e-decreto-penale.html, dove l'ha vista Sebastiano Nizza segnalandomela. In soldoni, un automobilista risultato positivo all'alcol-test, si è rivolto a un avvocato che ha presentato ricorso, in apparenza vincendolo. Ma poi gli è stato notificata la condanna inflitta dal Tribunale. Follia burocratica? Paradosso della legge? Niente di tutto questo.

Lo sventurato non sapeva che in caso di guida in stato di ebbrezza la competenza è del Tribunale (penale, perché parliamo di un reato, ricordiamocelo sempre) né – a quanto pare – l'avvocato glielo ha spiegato bene. Il legale si sarebbe limitato a ricorrere al giudice di pace, che in questo caso può ben poco: gli compete solo un primo giudizio sulla legittimità del ritiro della patente, che scatta immediatamente in attesa che il Tribunale assolva o condanni. Dunque, il giudice di pace può solo far restituire temporaneamente la patente all'interessato, ma poi il Tribunale decide in piena autonomia e solo a quel punto si può fare ricorso contro la condanna. Pare che la sentenza del giudice di pace lasciasse capire una cosa diversa e che l'avvocato non abbia dato una spiegazione sufficientemente corretta all'automobilista.

Ma sarà proprio vero che l'avvocato non si è spiegato. O, piuttosto, ha illuso il cliente pur di accaparrarselo? Col gran numero di avvocati che c'è in Italia, non mi pare un'ipotesi campata in aria: è facile che si scateni una concorrenza sleale. Potrete obiettare che qui non siamo tra commercianti o aziende, ma tra professionisti, soggetti alle norme e ai provvedimenti disciplinari di un Ordine. Ma, senza voler entrare nelle solite polemiche sull'utiltà degli Ordini e sulla loro effettiva volontà di punire gli iscritti che sbagliano, c'è un problema: dimostrare che i fatti si sono effettivamente svolti come li racconta il cliente. In fondo, c'è la parola sua contro quella del professionista e non sempre dallo svolgimento del ricorso possono arrivare prove decisive. Quindi, viva la concorrenza sleale e l'inganno al cliente…

  • giancar |

    sono talmente tanti, gli avvocati, oggi, in italia, che si litigano le pratiche da 30 euro l’una.
    E questo sistema di contenzioso legato alle norme del codice della strada da loro una grossa mano.
    Ognuno può fare la sua parte, iniziare un procedimento che allo stato, alla cittadinanza, all’utente pagatore di tasse ignaro bue, costa circa 300 euro per poi finire con secondi giudizi e appelli che costano ancora di più.
    E tutto per fare in modo che chi sbaglia possa farla franca, chi controlla faccia sempre la figura del vampiro e la sicurezza stradale possa tranquillamnte andare a ramengo.

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