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Brunetta dice che le auto blu sono poche. Ma dimentica che si usano a sproposito. E i parlamentari infrangono i divieti che hanno appena votato

Come volevasi dimostrare, la cifra di 620mila auto blu stimata (o sparata?) da Contribuenti.it sembra esagerata: oggi il ministro Renato Brunetta ha dato i primi risultati del censimento da lui ordinato in maggio e ne esce un numero che – a voler essere buoni – supera di poco la metà. Sia chiaro: dati definitivi non ce ne sono ancora, perché finora persino l'arcigno Brunetta è riuscito a farsi rispondere appena dal 26% degli enti (che però pesano per quasi metà del totale se si considera il numero dei dipendenti), nonostante il suo ultimatum sia scaduto 10 giorni fa e ne manchino cinque al termine della proroga che aveva concesso vedendosi a malpartito. Ma, anche ammettendo che gli enti più piccoli abbiano lo stesso parco auto dei più grandi, i 90mila veicoli "scovati" finora da Brunetta andrebbero moltiplicati per quattro (26% è circa uno su quattro), quindi si arriverebbe a 360mila "appena".

Non basta: finora solo un terzo delle auto censite si può classificare come "blu": 10mila sono risultate di rappresentanza per politici e 20mila per alti dirigenti. Numeri e costi (3.300 euro l'anno per ciascuna solo di combustibile e bollo, stima Brunetta) ragguardevoli. Soprattutto considerando che sembrano mancare le costosissime blindate, in uso spesso proprio a parlamentari e ministri (e chi sa che di recente per il rientro a casa da Roma di un politico bolognese è stato necessario mandare due carabinieri fino a Torino per recuperare una blindata funzionante?) più che a magistrati e altre persone a rischio. Ma resta il fatto che finora 60mila veicoli su 90mila sono risultati essere di puro servizio e quindi poco assimilabili ai vizi della Casta che tanta indignazione hanno scatenato contro le auto blu.

Piuttosto, bisogna farsi altre domande scomode per trovare i veri paradossi delle auto blu.

1. Non è che i politici usano l'auto blu sin troppo, emettendo a sproposito la stessa CO2 che c'invitano e si sono impegnati a tagliare? Delle tante comparsate inutili a eventi utili solo a fini elettoralistici vi ho già scritto un mese fa. Due settimane fa, poi, "L'espresso" raccontava dei funerali degli alpini morti in Afghanistan: la piazza davanti alla chiesa era tutto un tappeto di auto blu nonostante distasse poche centinaia di metri dalle sedi delle maggiori istituzioni (andare un po' a piedi no, eh? e possibile che siano tutti sotto scorta?) e i motori sono stati accesi ben prima della fine della messa per far trovare a Sua Eccellenza l'abitacolo fresco (ma questi signori non avevano aggiunto nel 2007 un comma, giuridicamente delirante ma tant'è, con 200 euro di multa per chi tiene acceso solo per far funzionare il condizionatore?).

2. Non è che ora, in tempi di tagli, se non si ridimensiona anche il parco dovrà scendere la spesa per la manutenzione? In fondo, ci sono già auto della Polizia stradale che arrivano a 160mila chilometri senza che ci si ponga nemmeno il problema di cambiare gli ammortizzatori, fondamentali per la sicurezza. Il problema della manutenzione se lo pone anche Luca Stilli, battagliero capo del Siar, il sindacato autisti di rappresentanza (Scarica Manutenzione tagliata Siar).

3. Dato per scontato che i veicoli di servizio siano oggi indispensabili, perché Brunetta non s'impegna a tagliarli con la digitalizzazione di cui spesso si vanta? In fondo, spesso i dipendenti pubblici devono andare in giro per le città a portare carte da un ufficio all'altro. Il caso più clamoroso è scoppiato con le polemiche sulla legge-bavaglio, perché essa potrebbe imporre di portare ogni 72 ore chili di faldoni ai gip, per sperare di ottenere una minima proroga alle intercettazioni in corso.

4. Sapete che in alcuni casi (io conosco quello della Regione Puglia) le amministrazioni impongono ai propri dipendenti regole di viaggio a prima vista cervellotiche e costose perché hanno tanti autisti e devono garantirgli di poter lavorare? In casi del genere, sarebbe forse meglio pensare a una riconversione, visto che spesso ci si lamenta per carenze di personale…