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Il mito della viabilità alternativa s’infrange anche al Sud

Sembrava una semplice notizia di servizio e invece è una spia in qualche modo allarmante. Giovedì scorso, con molta trasparenza, l'Anas ha comunicato che si è bloccata la circolazione sulla SS 19 nel tratto Petina-Sicignano, che in quelle ore stava fungendo da itinerario alternativo alla Salerno-Reggio al confine tra Campania e Basilicata. E infatti l'autostrada è stata parzialmente riaperta con anticipo (alle tre di notte anzichè alle sei), per far defluire quel traffico in eccesso che aveva mandato in tilt la statale. Uno scenario piuttosto consueto al Nord, dove spesso oltre l'autostrada c'è solo una stretta strada ormai quasi del tutto inghiottita da centri abitati già caotici di per sé (pensate alla via Emilia a cavallo di Bologna e in tanti altri tratti), per cui non si può parlare di viabilità alternativa.

Nel caso della Salerno-Reggio, invece, no. Certo, non ci sono quasi per nulla superstrade che le corrono in qualche modo parallele, ma siamo in zone tra le meno urbanizzate d'Italia e quindi per anni le deviazioni sulle strette statali 18 e 19 (rese necessarie da un ampliamento dell'autostrada che, tra una cosa e l'altra, dura ormai da un decennio) hanno quasi sempre funzionato, sia pur tra mille disagi.