Quelle strade che restano pericolose perché il gestore vuol salvarsi dalla galera

Pubblicamente non lo ammetteranno mai. Ma, a chi ha il privilegio di conoscerli personalmente e bene, i tecnici che gestiscono le strade lo confessano senza problemi: se certi tratti pericolosi non vengono messi in sicurezza, a volte non è per mancanza di soldi, ma perché dopo un incidente ogni intervento migliorativo può sembrare un’ammissione di colpevolezza. Che quindi può costare una condanna al processo per quel sinistro. Ragionamento cinico e aberrante finché volete, ma vi garantisco che lo fanno. Come uscirne?

Una soluzione la indica l’Etsc (l’organismo europeo che si occupa di sicurezza dei trasporti): separare le inchieste penali da quelle tecniche, in modo che chi tace davanti al giudice per non aggravare la propria posizione (e giuridicamente ha tutto il diritto di farlo) possa dire tutto ciò che sa ai membri della commissione d’indagine tecnica (che sono interessati alle cause dell’incidente solo perché devono in base ad esse diramare raccomandazioni affinché non si ripeta più).


In particolare, una delle questioni più controverse dibattute ora a Bruxelles è se l’inchiesta giudiziaria debba avere la precedenza rispetto a quella tecnica. L’Etsc è sfavorevole, perchè si rischia di intimidire gli addetti ai lavori che in caso di incidente non saranno di certo propensi a contribuire al 100% per ricercare le cause: sarebbe più opportuno (dal punto di vista della prevenzione di possibili futuri incidenti) tutelare le informazioni che forniscono i diretti interessati e passarle alle autorità giudiziarie previo loro consenso. Si condannerà qualche responsabile in meno o meno duramente e si eviterà qualche sinistro in più.

Peccato che la proposta dell’Etsc si riferisca solo all’aviazione. D’altra parte, in campo stradale le inchieste solo tecniche praticamente non esistono. I tempi devono ancora maturare. E tutti (giornalisti, politici, tecnici e cittadini) devono fare la propria parte per farli maturare.

  • Giorgio Marcon |

    Caro Giancar, sei un ottimo commerciante, non un diligente per la sicurezza, forse, nemmeno la conosci da come la vuoi praticare, o forse hai degli”interessi” per parlare di come la vorresti.
    Giorgio Marcon

  • giancar |

    Marcon ha scritto:
    “Vorrei vedere, quante volte tu hai denunciato le irregolarità che minano alla sicurezza, naturalmente agli organi competenti.
    Penso, se ciò (non per giudicarti) fosse accaduto, e lo avessero fatto tutti i tuoi colleghi, forse avremo meno morti”.
    Purtroppo Marcon non vuole proprio capire che non ho colleghi, non ho mele marce da denunciare, nè comandanti di polizia locale da osannare o denigrare.
    Riguardo alla mia persona non ho nulla da rimproverarmi perchè faccio il mio lavoro con dignità e con il massimo di professionalità di cui sono capace.
    Detto ciò ribadisco che l’esito dell’operato di chi ha sposato la causa anti-comuni è stato fino ad ora devastante e non solo per il fatto che da ciò sono seguite leggi irrazionali e lassiste tendenti ad ottenere il consenso della maggior parte dei cittadini (i contravventori) ma soprattutto per aver creato sconcerto e disistima nelle istituzione ovvero perseguito lo sfascio generale.
    A mio modesto avviso l’80% della sicurezza stradale si persegue con norme efficaci (non pesanti, aumentardo la somma da pagare che non serve a nulla), ma con la certezza della sanzione (chi non paga o chi si sottrae alle sanzioni accessorie deve essere costretto ai servizi sociali, a fare assistenza alle vittime della strada e ai loro familiari).
    Il mio motto è un photored, un t-red o simile su ogni impianto semaforico e un velox ogni 10 chilometri ben nascosto e non segnalato.
    Vogliamo scommettere che la sicurezza stradale aumenterebbe a dismisura e forse diminuirebbero pure le contravvenzioni ?

  • Giorgio Marcon |

    Caro Giancar,
    hai mescolato il “Sacro e il Profano”, il problema, era solo tuo, volevi vedere solo una facciata di quanto e quello che noi operiamo. Noi ci siamo sempre occupati della sicurezza, anche se tu il nostro modo di operare lo “deridevi”, il nostro attacco a quelle PA truffaldine, non vuol dire che tutte lo siano. Noi abbiamo sempre operato per la egalità e la giustizia.
    Vorrei vedere, quante volte tu hai denunciato le irregolarità che minano alla sicurezza, naturalmente agli organi competenti.
    Penso, se ciò (non per giudicarti) fosse accaduto, e lo avessero fatto tutti i tuoi colleghi, forse avremo meno morti.
    A volte si è omertosi (non lo dico a te, parlo in generale), per paura di perdere il proprio posto di lavoro, come è accaduto al vostro collega Franzini di Lerici, ha fiutato le truffe, le ha denunciate, ha avuto un encomio, ma la politica lo ha licenziato per “ostacolo al raggiungimento del bilancio”.
    Questo accade a chi è diligente. Se però lo fate tutti, la politica becera, non avrebbe radici.
    http://www.cittadinidilerici.it/Materiale%20per/stampa%20per%20scarica/88.%2009.04.2010%20la%20nazione.jpg
    http://www.cittadinidilerici.it/chi%20siamo%20e%20chi%20non%20siamo.htm
    Giorgio Marcon
    [risponde Maurizio Caprino] Però nemmeno i comitati di cittadini devono mescolare le cose, assumendo posizioni di pura provocazione come per esempio accadde nel rilanciare una sentenza di Cassazione palesemente errata. Gli eccessi non devono
    avere cittadinanza. Da ambo le parti. Altrimenti tutti hanno ragione e torto contemporaneamente, i problemi non si risolvono e i cittadini onesti restano – nella migliore delle ipotesi – attoniti.

  • ombrachecammina |

    Se mi permettete un Off-Topic …
    La manutenzione dovrebbe essere sempre calcolata, per quanto possibile nel costo delle infrastrutture e delle grandi opere.
    Niente sopravvive all’uso ed al tempo senza un minimo (e a volte si fa’ solo quello) di manutenzione. Anche il ponte sullo stretto, si faccia o no, chi fara’ (o sara’ in grado) di farci manutenzione costante e garantirne la sicurezza ? Nel mio piccolo vedo strade (classe SS) senza valide alternative in caso di bisogno/imprevisti, che sono in attesa di piccoli e grandi interventi ma …

  • giancar |

    Finalmente vediamo Marcon occuparsi anche di vittime della strada.
    Lo avevo sollecitato anche io varie volte, in passato, a farlo magari tralasciando, per un po’ di tempo, la salvaguardia dei soli contravventori.
    Spero comunque che oltre alle denunce per attentato alla sicurezza stradale contro i responsabili delle strade carenti di manutenzioni o di modifiche strutturali (concordo in pieno) ne faccia altre contro chi, in questi anni, ha minato la sicurezza stradale, la certezza del diritto e della sanzione (politici, associazioni, comitati, consulenti) con l’approvazione di normative lassiste e vanificando con campagne di stampa e con studi parziali e a senso unico, i controlli stradali.

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